Google monitoraggio acqua

Google ha lanciato una nuova piattaforma che consente a tutti i paesi di misurare e monitorare liberamente quando e dove l’acqua sta cambiando. Rilasciata la scorsa settimana a Nairobi, presso l’Assemblea dell’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEA), l’app fornisce statistiche sulle acque superficiali annuali di ogni paese (come laghi e fiumi). Mostra anche i cambiamenti dal 1984 al 2018 attraverso mappe interattive, grafici e download di dati completi.

Oltre il 95% dell’acqua presente sul pianeta è salata, il che significa che, seppur al momento sufficiente per sostenere la vita, l’acqua dolce è poca. Se a ciò aggiungiamo gli effetti del cambiamento climatico che portano a maggiori siccità e allo scioglimento dei ghiacciai (principali fonti di acqua dolce), la preziosità dell’acqua sa diventando sempre maggiore.

Questo progetto è possibile solo grazie alle partnership uniche tra tre organizzazioni molto diverse. Nel 2016, il Joint Research Center (JRC) della Commissione europea e Google hanno pubblicato il Global Surface Water Explorer in tandem con una pubblicazione in “Nature”. Un algoritmo sviluppato dal JRC per mappare l’acqua è stato eseguito sul Google Earth Engine: il processo ha richiesto più di 10 milioni di ore di tempo di elaborazione, distribuite su più di 10.000 computer in parallelo, un’impresa che avrebbe richiesto 600 anni se eseguita su un moderno computer desktop.

La nuova app, creata in collaborazione con United Nations Environment, mira a rendere disponibili a tutti questi dati sull’acqua. Lavorando con i paesi membri per comprendere le loro esigenze, presenta tabelle e mappe più piccole e più facilmente gestibili a livello nazionale. I paesi possono confrontare i dati tra loro e per la prima volta ottenere una maggiore comprensione degli effetti della politica idrica e delle infrastrutture come dighe, deviazioni e pratiche di irrigazione sui campi che sono condivisi attraverso le frontiere.