La presentazione degli iPhone 11 e iPhone 11 Pro, iPhone 11 Pro Max potrebbe aver lasciato parecchi un po’ delusi per via delle differenze estetiche veramente minime rispetto ai modelli del 2018 ma non c’è dubbio che Apple abbia puntato forte soprattutto sul comparto fotografico per alzare l’asticella della qualità dei nuovi modelli.

Al di là dell’integrazione di due fotocamere posteriori in iPhone 11 e di tre nei modelli iPhone 11 Pro e 11 Pro Max, a fare la differenza è la combinazione del nuovo chip A13 Bionic, del nuovo ISP (Image Signal Processor) e degli algoritmi di elaborazione delle immagini. In altre parole, ci sono poche migliorie a livello dei sensori e molte a livello della così detta “fotografia computazionale“.

Le tre fotocamere

Partendo con l’analisi delle nuove fotocamere equipaggiate da Apple, troviamo la presenza di tre sensori da 12 megapixel dotati di:

  • Obiettivo Ultra grandangolare con FOV di 120° e apertura ƒ/2.4 (equivalente a 13mm);
  • Obiettivo grandangolare con apertura ƒ/1.8 (equivalente a 24mm);
  • Teleobiettivo con apertura ƒ/2.0 (equivalente a 52mm).

L’utilizzo di tre lenti differenti permette di avere una flessibilità negli scatti come mai prima d’ora, dal momento che da una singola posizione si possono catturare tre diverse prospettive con un semplice tap sullo schermo.

Scatto ultra grandangolare

Hardware e software di elaborazione delle immagini

Come detto in precedenza, le fotocamere di nuova generazione sono migliori ma il vero passo in avanti lo si ha con la combinazione dell’hardware e del software che si occupano dell’elaborazione delle immagini.

Iniziando con il chip A13 Bionic, si tratta di un SoC prodotto sfruttando un processo produttivo di seconda generazione a 7nm e contenete, a detta di Apple, “la CPU e la GPU più potente di sempre mai equipaggiata su di uno smartphone“. In abbinata a ciò troviamo una NPU (Neural Processing Unit) – da Apple chiamata Neural Engine –  di nuova generazione abbinata a un ISP dalle qualità migliorate. In totale, ci troviamo di fronte a 8,5 miliardi di transistor in grado di eseguire oltre 1 trilione di operazioni al secondo in ambito fotografico.

Night Mode

Una prima modalità in cui la combinazione di tutto l’hardware e il software di nuova generazione trova spazio è la Night Mode. Apple ha spiegato che, ancor prima di decidere di scattare un’immagine in condizioni di scarsa illuminazione, iPhone 11 Pro ci anticipa scattando in automatico 4 foto con una breve esposizione; non appena si preme il tasto di scatto, lo smartphone ne cattura un’altra con un’esposizione più lunga e, sfruttando gli algoritmi di elaborazione delle immagini, le combina tutte per offrire il meglio da ogni singolo scatto.

Questa funzione fa ampio utilizzo soprattutto del Neural Engine, dal momento che Apple si affida al machine learning per identificare particolari scene o condizioni ambientali e avere dei punti di riferimenti per le modifiche da apportare. Non è una novità assoluta tuttavia, visto che Google è stata la pioniera nei suoi Pixel 3.

Deep Fusion

L’asticella si alza ulteriormente con la funzione Deep Fusion (sarà disponibile solo a partire da iOS 13.1), in cui vengono combinate ben 9 immagini differenti (di cui 8 scattate ancor prima del nostro effettivo comando di scatto) in cui la combinazione di Neural Engine, CPU, ISP e algoritmi di elaborazione delle immagini analizzano, pixel per pixel, ogni foto prelevandone solo i migliori e ricostruendo un’immagine finale di maggiore qualità.

Registrazione video in 4K a 120 FPS

Sul fronte video, l’unione del nuovo hardware rende possibile la registrazione di video con una qualità senza precedenti. In particolare, sui nuovi iPhone 11 Pro è possibile:

  • Registrare video in:
    • 4K a 24 fps, 30 fps, o 60 fps;
    • 1080p a 30 fps o 60 fps
  • Utilizzare la tecnologia “Dynamic range estesa” per video fino a 60 fps
  • Utilizzare la stabilizzazione ottica anche in 4K a 60 fps

Fotocamera frontale e “Slofies”

Dal punto di vista hardware, il nuovo sistema TrueDepth introduce una fotocamera da 12 megapixel con un FOV più ampio rispetto al passato. Non possiamo definirlo ultra grandangolare come la fotocamera posteriore ma è comunque abbastanza ampio per far stare una comitiva all’interno di un selfie. Non abbiamo il dato esatto del FOV ma sappiamo che l’apertura focale è di ƒ/2.2.

Grazie poi alla maggiore potenza di elaborazione del chip A13 Bionic, Apple è stata in grado di introdurre la registrazione video in 4K, la funzione Smart HDR di seconda generazione e anche la registrazione video in slow-motion fino a 120 fps (Apple li chiama “Slofies”).