Narwal compie dieci anni. L’azienda cinese della pulizia intelligente, nata nel 2016 a Songshan Lake, a Dongguan, festeggia il decennio con la promessa che l’accompagna fin dall’inizio, Clean for Love, e con una cifra significativa: le sue soluzioni sono arrivate in oltre 6 milioni di abitazioni, in più di 30 Paesi e regioni.

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Il mocio di sua madre, tre anni per ripensare le pulizie

L’origine è una scena che moltissimi riconoscono. Junbin Zhang guardava sua madre lavare il pavimento, fermarsi a sciacquare il mocio a mano e poi ricominciare, e si è chiesto se un robot potesse occuparsi di entrambe le cose. Da quella domanda è nata Narwal, ma la sfida si è rivelata più complicata del semplice movimento autonomo di una macchina in una stanza: serviva un sistema capace di lavare i pavimenti, pulire da solo il mocio, tenere separata l’acqua pulita da quella sporca e riprendere il lavoro senza bisogno di controllo costante.

Sono serviti tre anni, con oltre 30 approcci tecnici esplorati, più di 200 revisioni del disegno dei moci e più di dieci rivisitazioni della struttura del sistema di pulizia. Nei primi anni, del resto, non c’era ancora nulla da spedire: il gruppo lavorava in un ufficio di circa 25 metri quadrati a Dongguan, con meno di dieci persone. Alla fine è arrivato il T10, lanciato nel 2019 come primo robot aspirapolvere e lavapavimenti al mondo con sistema automatico di pulizia dei moci. Nel primo giorno ufficiale di vendita in Cina ha superato i 10 milioni di RMB e l’anno seguente è finito tra le migliori invenzioni del 2020 secondo TIME.

“Narwal è nata da un desiderio semplice: rendere la vita di mia madre un po’ più facile. Dieci anni fa osservavo quanto impegno richiedesse lavare i pavimenti e sciacquare il mocio a mano, e mi sono chiesto se un robot potesse occuparsi di entrambe le attività. Abbiamo impiegato tre anni per sviluppare la tecnologia e quell’idea iniziale è diventata la base su cui è nata Narwal”.

Il fondatore e CEO dell’azienda ripercorre così l’origine del progetto e ricorda che ancora oggi i prodotti nascono allo stesso modo: da un problema reale che le persone incontrano in casa, e da tutto il tempo necessario per trovare una soluzione migliore.

Da T10 a Flow 2, le tappe di un decennio

Dopo il debutto del T10, Narwal ha continuato ad aggiungere pezzi a quel percorso: nel 2021 arriva il rifornimento automatico dell’acqua con un sistema modulare, nel 2022 è la volta di AI DirtSense, che analizza l’acqua di scarico per valutare il livello di sporco e adattare di conseguenza il lavoro del robot. Nel 2023 Freo X Ultra porta la spazzola a rullo ciclonica anti-groviglio, pensata per ridurre l’accumulo di capelli e peli, mentre nel 2024 Freo Z Ultra introduce una visione a doppia fotocamera e un’architettura a doppio chip per riconoscere l’ambiente e modificare il comportamento durante la pulizia. Tra il 2025 e il 2026 tocca alla serie Flow, con un rullo piatto che rinnova di continuo la superficie del mocio durante il ciclo e limita la diffusione dell’acqua sporca sul pavimento.

Anche i numeri indicano una crescita. Nel 2025 l’azienda ha venduto 1,7 milioni di unità, con un aumento annuo del 28,7%, ed è entrata tra i primi cinque marchi al mondo nel settore dei robot aspirapolvere per volume di spedizioni secondo IDC. Dietro ci sono oltre 700 ingegneri dedicati alla ricerca e allo sviluppo, più del 40% della forza lavoro, e più di 1.500 domande di brevetto depositate, con le attività di Shenzhen che lavorano a stretto contatto con gli impianti produttivi di Dongguan. L’ultimo prodotto in ordine di tempo è Narwal Flow 2, arrivato nel 2026 con il sistema FlowWash e con NarMind Pro 2.0, che affina il riconoscimento dell’ambiente e le decisioni di pulizia.

“Non crediamo che innovare significhi aggiungere specifiche semplicemente per far apparire un prodotto più avanzato. La questione è capire se la tecnologia faccia davvero la differenza nella casa di qualcuno. Preferiamo dedicare più tempo alla risoluzione di un problema complesso piuttosto che lanciare frettolosamente un prodotto prima che l’esperienza d’uso sia quella giusta”.

Famiglie, animali e tappeti: dove si misura l’utilità

Un decennio di sviluppo ha insegnato all’azienda che una casa è un ambiente in continuo cambiamento: mutano le abitudini, arrivano gli animali, convivono materiali diversi e gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Per questo le attenzioni si concentrano su tre situazioni ricorrenti. Se in casa ci sono bambini, restano da gestire schizzi di cibo, giocattoli sparsi e tutto quello che comporta la loro cura: la navigazione intelligente e il riconoscimento degli ostacoli aiutano i robot ad adattarsi ai cambiamenti, mentre la tecnologia FlowWash affronta macchie e liquidi versati.

Con cani e gatti in casa, invece, il problema ha un altro nome: pelo che si deposita ovunque, capelli che si aggrovigliano e impronte di zampe. Il sistema anti-groviglio DualFlow convoglia peli e capelli verso il contenitore della polvere per ridurre la manutenzione delle spazzole, e la modalità Pet Mode concentra la pulizia nelle aree più frequentate dagli animali. Per il resto della casa, dai tappeti con lo sporco in profondità ai residui in cucina fino alle tracce lasciate dopo una cena con amici, servono approcci differenti: FlowWash, le capacità di pulizia dei tappeti e un’intelligenza di pulizia adattiva lavorano insieme per prendersi cura dei pavimenti, qualunque sia il materiale e la condizione di partenza.

In Europa il decimo anniversario verrà raccontato proprio a partire da questi scenari, sotto il tema Clean for Love: storie reali di vita domestica, contenuti firmati da creator ed esperienze dedicate a chi acquista, con l’attenzione spostata su quello che una pulizia migliore rende possibile. Nel secondo decennio l’ambizione resta quella di migliorare la capacità dei robot di pulire a fondo abitazioni sempre diverse, riducendo al minimo l’intervento umano e adattandosi in modo naturale alle esigenze della vita quotidiana.