La tredicesima missione di Starship continua a riservare sorprese anche diversi giorni dopo il lancio, se da un lato Super Heavy Booster 20 non è riuscito a completare correttamente l’ammaraggio previsto nel Golfo del Messico, dall’altro Ship 40 ha raggiunto tutti gli obbiettivi principali della missione e, contro ogni previsione, continua ancora oggi a galleggiare nell’Oceano Indiano. Una situazione decisamente insolita che ha spinto SpaceX a valutare un’operazione mai pianificata inizialmente: il recupero del secondo stadio per analizzarlo nel dettaglio.

Nel frattempo, Elon Musk ha anche fornito nuovi aggiornamenti sul futuro del programma, confermando che i preparativi per Flight 14 stanno procedendo rapidamente.

Segui TuttoTech.net su Google Discover

Pubblicità-34%
Amazon
389,99€589,99€

Ship 40 continua a galleggiare e SpaceX prepara il recupero

Lo scorso 25 luglio SpaceX ha lanciato la missione Flight 13, impiegando Super Heavy Booster 20 e Ship 40. Pur non essendo stato un volo perfetto, il test ha rappresentato un ulteriore passo avanti nello sviluppo del sistema di trasporto spaziale riutilizzabile dell’azienda.

Il booster ha infatti mostrato alcuni miglioramenti rispetto al volo precedente, ma non è riuscito a completare con successo l’ammaraggio programmato nel Golfo del Messico a causa di alcuni problemi che hanno coinvolto i motori Raptor 3 atmosferici.

Diversa invece la situazione del secondo stadio, Ship 40 ha centrato tutti gli obbiettivi della missione, riuscendo a effettuare la riaccensione di un motore nello spazio e completando con successo il rilascio di 20 satelliti Starlink V3.

La vera sorpresa è però arrivata dopo l’ammaraggio, contrariamente a quanto accaduto durante i test precedenti, il velivolo non è esploso poco dopo il contatto con l’acqua, ma è rimasto integro e continua a galleggiare nell’Oceano Indiano, in un’area situata a nord-est dell’Australia.

A monitorare costantemente la situazione c’è la nave di supporto GO Australis, che sta seguendo il secondo stadio a breve distanza raccogliendo dati e informazioni utili sulle condizioni del velivolo. Secondo quanto riportato da Elon Musk, circa 92 ore dopo l’ammaraggio Ship 40 aveva già percorso oltre 250 chilometri rispetto al punto in cui aveva toccato la superficie del mare, trascinata semplicemente da venti e correnti oceaniche.

Proprio questa inattesa resistenza del velivolo ha convinto SpaceX a tentare un recupero, Musk ha infatti annunciato che verrà inviata una nave appositamente attrezzata per effettuare l’operazione, dato che GO Australis non dispone dell’equipaggiamento necessario per riportare a terra il secondo stadio.

L’obbiettivo è evidente, poter analizzare direttamente Ship 40 dopo il volo permetterebbe agli ingegneri di ottenere informazioni preziose sul comportamento della struttura, sui danni riportati durante il rientro atmosferico e sull’efficacia delle soluzioni adottate per proteggere il velivolo.

Flight 14 si avvicina: Ship 41 e Booster 21 sono quasi pronti

Le novità non riguardano soltanto il possibile recupero di Ship 40, Elon Musk ha infatti ribadito che, in assenza di criticità emerse dall’analisi dei dati di Flight 13, Ship 41 sarà protagonista di un traguardo particolarmente importante.

In occasione della missione Flight 14 infatti, SpaceX punta a tentare il recupero del secondo stadio direttamente tramite la torre Mechazilla dopo la sua prima missione orbitale, un’operazione che rappresenterebbe un passo fondamentale verso la completa riutilizzabilità del sistema Starship.

Secondo Musk, l’ammaraggio di Ship 40 è stato talmente preciso che, se fosse stata presente un’infrastruttura adeguata nel punto di rientro, Mechazilla sarebbe stata in grado di catturare il velivolo, un risultato che aumenta la fiducia dell’azienda in vista del prossimo test.

Anche i tempi sembrano essere favorevoli, la FAA non ha infatti richiesto a SpaceX l’apertura di un’indagine in seguito ai problemi riscontrati da Booster 20 durante Flight 13, un elemento che potrebbe consentire di ridurre l’intervallo tra una missione e l’altra e permettere un nuovo lancio già nel corso del mese di agosto.

Nel frattempo, Ship 41 e Super Heavy Booster 21 sono ormai nelle fasi finali di preparazione, entrambi i velivoli stanno ricevendo i motori Raptor 3 e, prima del decollo, dovranno affrontare le consuete prove di collaudo, tra cui gli static fire, seguiti dalla Wet Dress Rehearsal (WDR). Solo dopo il completamento di questi test SpaceX potrà fissare la data definitiva del prossimo lancio.

I nostri contenuti da non perdere: