Microsoft sta testando un modo per permettere agli utenti di trasmettere in streaming alcuni dei giochi che possiedono già, senza dover pagare nulla.

Invece di sottoscrivere Game Pass per accedere alle funzioni di cloud gaming, gli iscritti al programma Xbox Insider potranno trasmettere in streaming giochi selezionati dalle proprie librerie senza costi aggiuntivi. Il “costo” da pagare? Dovranno solo guardare qualche pubblicità prima di iniziare a giocare.

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Un modello preso in prestito da GeForce Now

Queste sessioni di cloud gaming supportate da pubblicità hanno un limite di un’ora, esattamente come accade su GeForce Now di NVIDIA. Il test sarà disponibile per un periodo limitato, ha fatto sapere Microsoft.

L’azienda ha precisato che gli annunci pubblicitari non interromperanno il gameplay, e che l’azienda mantiene “gli annunci allo stesso standard di qualità dei nostri contenuti“, assicurandosi inoltre di “far combaciare gli annunci con ciò che i giocatori si aspettano su ogni piattaforma“. Già lo scorso anno era stato riportato che Xbox avesse in cantiere un servizio di cloud gaming supportato da pubblicità, quindi la conferma odierna non è proprio del tutto inaspettata per chi seguiva da vicino le indiscrezioni sul settore.

Xbox Cloud Gaming, tra l’altro, non è una scommessa recente per Microsoft visto che il servizio aveva già superato i 10 milioni di streaming complessivi qualche anno fa, integrato nell’abbonamento Game Pass Ultimate per permettere di giocare su qualsiasi dispositivo senza dover scaricare nulla.

Introdurre ora un livello gratuito supportato da pubblicità significa provare ad allargare la base di utenti anche a chi finora non aveva alcun motivo per avvicinarsi al cloud gaming, magari perché non interessato a un abbonamento mensile ma comunque curioso di provare lo streaming dei propri titoli già posseduti.

Il tempismo è tutt’altro che casuale

Microsoft presenta questa iniziativa come un modo per “dare a più persone modi più economici per giocare“, proprio a pochi giorni da un nuovo aumento dei prezzi delle console Xbox. L’azienda ha già aumentato più volte i prezzi degli abbonamenti Game Pass negli ultimi due anni, anche se aveva fatto parzialmente marcia indietro alcuni mesi fa.

I vertici Xbox hanno recentemente dichiarato che la divisione stava operando con margini di profitto molto ridotti, una situazione che secondo loro non poteva più continuare così. Ragione per cui Xbox sta tagliando circa 3.200 posti di lavoro come parte di una riorganizzazione che prevede la cessione di alcuni studi e, secondo alcune indiscrezioni, la cancellazione di determinati giochi, mentre l’azienda si concentra sui propri franchise più importanti.

Tutto questo va inserito nel contesto abbastanza negativo già raccontato qualche settimana fa parlando di come Xbox Game Pass si sia fermato a soli 30 milioni di abbonati, ben lontano dall’obiettivo di 77 milioni fissato da Microsoft, un traguardo che secondo un’analisi di Bloomberg circolata di recente sarebbe alla base delle recenti riorganizzazioni interne, dopo che l’azienda avrebbe investito quasi 80 miliardi di dollari nell’ultimo decennio tra acquisizioni come ZeniMax Media e Activision Blizzard proprio per costruire un catalogo capace di trasformare Xbox in una piattaforma in abbonamento sul modello Netflix.

Alcuni analisti si sono espressi in merito affermando che un’opzione di streaming supportata da pubblicità potrebbe aiutare, almeno in parte, a migliorare i conti della divisione, offrendo un ulteriore livello di accesso oltre a quello già gratuito e a pagamento, senza dover necessariamente convincere nuovi utenti a sottoscrivere un abbonamento pieno.

Guarda caso, Microsoft ha annunciato questo test proprio lo stesso giorno in cui Amazon ha iniziato a integrare il proprio servizio di cloud gaming Luna direttamente all’interno dell’app Prime Video, segno di quanto il settore del cloud gaming stia cercando, quasi simultaneamente, nuovi modi per abbassare le barriere d’ingresso e raggiungere un pubblico più ampio, magari proprio grazie alla pubblicità come alternativa a un abbonamento tradizionale. Staremo a vedere come verrà accolto dagli utenti e se questa soluzione potrà risollevare, anche soltanto in parte, le sorti di Xbox.

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