La competizione nel settore dell’intelligenza artificiale continua ad accelerare e, a distanza di poche settimane dalla quotazione in borsa, SpaceXAI ha annunciato ufficialmente Grok 4.5, il nuovo modello linguistico che rappresenta l’evoluzione più avanzata della famiglia Grok. L’azienda lo descrive come il proprio modello più intelligente di sempre, progettato per eccellere nella programmazione, nelle attività agentiche e nel lavoro basato sulla conoscenza, mentre Elon Musk lo ha definito un modello di classe Opus, sottolineando come riesca a offrire prestazioni elevate con una maggiore efficienza e costi inferiori rispetto a molte soluzioni concorrenti.

L’obbiettivo di SpaceXAI è piuttosto chiaro, ovvero proporre un modello capace di competere con le migliori IA disponibili oggi su mercato, puntando non soltanto sulla qualità delle risposte ma anche sulla velocità di esecuzione e sull’efficienza nell’utilizzo dei token.

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Grok 4.5 punta tutto su programmazione e attività professionali

Secondo quanto comunicato dall’azienda, Grok 4.5 è stato addestrato su grandi quantità di dati dedicati alla programmazione, alla matematica, alla scienza e all’ingegneria, con un importante investimento anche nella selezione e nella qualità dei dataset utilizzati durante l’addestramento. SpaceXAI spiega infatti di aver adottato sistemi di duplicazione, valutazione qualitativa e selezione mirata dei dati, così da migliorare il rapporto tra quantità e qualità delle informazioni fornite al modello.

L’azienda evidenzia inoltre come il modello sia stato addestrato sfruttando decine di migliaia di GPU NVIDIA GB300 e tecniche di reinforcement learning sviluppate per affrontare attività particolarmente complesse, come lo sviluppo software multi-step e altri scenari tecnici nei quali è richiesto un ragionamento articolato.

Uno degli aspetti maggiormente enfatizzati riguarda proprio la capacità di Grok 4.5 di trasformare un singolo prompt in applicazioni complete. SpaceXAI mostra infatti alcuni esempi nei quali il modello realizza autonomamente software funzionanti, come una simulazione tridimensionale del Sistema Solare sviluppata con Three.js completa di interfaccia grafica moderna, orbite realistiche e controlli avanzati.

Prestazioni elevate nei benchmark, ma senza conquistare il primo posto ovunque

Per dimostrare le proprie capacità, SpaceXAI ha pubblicato numerosi benchmark confrontando Grok 4.5 con altri modelli di fascia alta presenti sul mercato.

Nei test dedicati allo sviluppo software il nuovo modello ottiene risultati competitivi, pur senza risultare sempre il migliore in assoluto; ad esempio, nel benchmark DeepSWE 1.0 Grok 4.5 raggiunge il 62%, posizionandosi dietro Fable Max e GPT 5.5 xhigh. In altri scenari, come SWE Marathon, riesce invece a conquistare il primo posto con un tasso di risoluzione del 29%. Anche in Terminal Bench 2.1 le prestazioni risultano particolarmente elevate, con un punteggio dell’83,3%, molto vicino ai migliori modelli disponibili.

Come sempre accade in questi casi, è bene ricordare che si tratta di benchmark pubblicati direttamente dall’azienda e basati anche sui dati diffusi dai concorrenti, pertanto rappresentano un’indicazione interessante ma non necessariamente definitiva sulle prestazioni che gli utenti riscontreranno nell’utilizzo quotidiano.

Più veloce e con consumo di token decisamente inferiore

Uno dei messaggi principali dell’annuncio riguarda l’efficienza, SpaceXAI afferma che Grok 4.5 viene distribuito con una velocità di elaborazione pari a 80 token al secondo e che, per completare gli stessi compiti, richiede circa la metà dei token utilizzati da alcuni modelli concorrenti.

L’azienda porta come esempio SWE Bench Pro, dove Grok 4.5 completerebbe mediamente un’attività utilizzando circa 15.954 token di output, contro i 67.020 dichiarati per Opus 4.8 Max; secondo SpaceXAI, questa differenza consentirebbe di ridurre sia i tempi di risposta sia i costi operativi.

Si tratta di un aspetto che potrebbe diventare sempre più importante, considerando che il costo dei token rappresenta ormai uno dei principali fattori nella scelta di un modello IA, soprattutto per aziende e sviluppatori che elaborano grandi quantità di richieste.

Non solo codice, Grok Build si concentra anche sulla produttività

Le novità non riguardano esclusivamente la programmazione, Grok 4.5 diventa infatti il modello predefinito di Grok Build, la piattaforma con cui SpaceXAI punta a semplificare numerose attività d’ufficio.

Secondo quanto mostrato dall’azienda, il modello è in grado di realizzare fogli Excel particolarmente complessi integrando formule distribuite su più fogli, ricerche sul web e annotazioni utili per il lavoro collaborativo.

Anche con Word e PowerPoint vengono promesse funzionalità avanzate, Grok 4.5 può infatti creare presentazioni complete sfruttando gli elementi nativi di Microsoft PowerPoint, progettare diagrammi e scrivere documenti strutturati partendo semplicemente da una richiesta testuale.

Prezzi aggressivi per convincere sviluppatori e aziende

Un altro aspetto interessante dell’annuncio riguarda il prezzo, SpaceXAI propone Grok 4.5 a 2 dollari per milione di token di input e 6 dollari per milione di token di output, cifre decisamente competitive per un modello di questa fascia.

Nel confronto riportato anche da diverse analisi di settore, Opus 4.7 viene offerto a 5 dollari per milione di token in ingresso e 25 dollari per quelli in uscita, mentre OpenAI propone diversi modelli di prezzo a seconda della variante del modello utilizzata.

Proprio questa combinazione tra costi ridotti, maggiore velocità ed efficienza rappresenta, secondo Elon Musk, il principale punto di forza di Grok 4.5. Il fondatore di SpaceXAI ha infatti spiegato che, sulla base dei test interni e del feedback raccolto durante la fase beta, il modello offre capacità paragonabili a quelle di Opus 4.7 ma con tempi di risposta sensibilmente inferiori e una migliore efficienza nell’utilizzo dei token.

Grok 4.5 è disponibile da oggi all’interno di Grok Build, in Cursor per tutti i piani disponibili e attraverso la console di SpaceXAI mediante API, permettendo così sia agli sviluppatori sia alle aziende di iniziare immediatamente a integrarlo nelle proprie applicazioni e nei propri flussi di lavoro.

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