SpaceX continua ad avvicinarsi al tredicesimo volo di prova di Starship, il gigantesco razzo completamente riutilizzabile destinato a rivoluzionare il trasporto spaziale. Nelle scorse ore l’azienda di Elon Musk ha infatti portato a termine un nuovo test con Ship 40, il secondo stadio che verrà utilizzato per la prossima missione, prevista indicativamente nel corso del mese di luglio.

Si tratta di un passaggio importante all’interno della campagna di test che precede ogni lancio, soprattutto dopo i risultati ottenuti con Flight 12, una missione che ha dimostrato ulteriori progressi ma che ha evidenziato anche alcuni problemi tecnici sui quali gli ingegneri stanno ancora lavorando.

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SpaceX completa il primo static fire con un motore Raptor 3 di Ship 40

SpaceX ha annunciato di aver eseguito con successo uno static fire test di lunga durata utilizzando un singolo motore Raptor 3 atmosferico installato su Ship 40.

Questa prova rappresenta uno degli step fondamentali della preparazione del prossimo volo sperimentale. L’obbiettivo è infatti verificare il corretto funzionamento del propulsore e raccogliere dati preziosi in vista di una delle manovre più delicate della missione, ovvero la riaccensione di un motore una volta raggiunto lo spazio.

La campagna di test non è comunque terminata, nei prossimi giorni Ship 40 dovrebbe affrontare una prova ben più impegnativa con l’accensione simultanea di tutti e sei i motori Raptor 3 installati sul veicolo, vale a dire tre motori ottimizzati per il vuoto (RVac) e tre atmosferici.

Secondo quanto dichiarato dalla presidente e COO di SpaceX, Gwynne Shotwell, il tredicesimo volo di Starship sarà molto simile al precedente dal punto di vista del profilo della missione, ma l’azienda punta questa volta a completare tutti gli obbiettivi previsti.

Nel dodicesimo volo infatti, il primo stadio Super Heavy Booster 19 non era riuscito a concludere correttamente la propria missione, mentre il secondo stadio Ship 39 aveva incontrato problemi durante la riaccensione di uno dei motori Raptor 3 nello spazio. Un malfunzionamento di un motore Raptor Vacuum, spentosi poco dopo l’hot staging, aveva inoltre costretto SpaceX a modificare la traiettoria della missione.

Per Flight 13 saranno utilizzati Super Heavy Booster 20 e Ship 40, che insieme costituiranno la seconda Starship di terza generazione (V3) mai realizzata.

Anche il prossimo lancio dovrebbe mantenere un approccio prudente, al momento SpaceX non prevede infatti di tentare il recupero del primo stadio tramite i celebri chopstick della torre di lancio, scelta dettata dalla volontà di evitare possibili danni alle infrastrutture di Starbase dopo quanto accaduto durante la missione precedente.

Nemmeno il secondo stadio sarà recuperato, come già visto nei test passati Ship 40 dovrebbe terminare il proprio volo con un ammaraggio controllato nell’Oceano, al largo delle coste dell’Australia.

Il vero traguardo di SpaceX resta comunque quello di incrementare sensibilmente il numero di missioni nei prossimi mesi, se Flight 13 darà i risultati sperati l’azienda passerà successivamente a un volo con inserimento orbitale completo e, in una fase successiva, tenterà per la prima volta anche il recupero del secondo stadio di Starship.

Dopo Flight 15 la roadmap prevede un’accelerazione ancora più marcata grazie alla disponibilità di tre rampe di lancio operative, alle quali se ne aggiungerà una quarta in costruzione. Una maggiore frequenza permetterà a SpaceX di raccogliere molti più dati durante lo sviluppo del veicolo, ma anche di supportare i futuri satelliti Starlink V3, eventuali data center dedicati all’intelligenza artificiale e, soprattutto, il programma lunare Artemis della NASA, con Artemis III attualmente previsto a partire dalla seconda metà del 2027.

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