Apple ha aggiornato silenziosamente il proprio listino europeo nelle ultime ore, dopo una breve sospensione dell’Apple Store online, un’operazione che solitamente anticipa novità di prodotto, ma che questa volta ha portato con sé una sorpresa meno gradita. Diversi dispositivi della gamma Mac e iPad sono ora proposti a prezzi sensibilmente più elevati rispetto a pochi giorni fa, con rincari che in alcuni casi superano i 500 euro.
Una mossa che, a ben vedere, non arriva del tutto inaspettata. Già nei giorni scorsi il CEO Tim Cook aveva lasciato intendere che un adeguamento dei prezzi fosse ormai inevitabile, citando l’impennata dei costi delle componenti, in particolare quelle legate alla memoria.
Indice:
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Mac: aumenti diffusi su tutta la gamma
La revisione dei prezzi interessa praticamente tutta la lineup Mac, dai modelli entry level fino alle configurazioni professionali più spinte. Il MacBook Neo, soluzione più economica della gamma, passa da 699 a 799 euro, segnando un incremento di 100 euro.
Salendo di livello, i MacBook Air registrano rincari più consistenti: il modello da 13 pollici arriva a 1.449 euro (200 euro in più), mentre la variante da 15 pollici tocca i 1.749 euro, anch’essa con un aumento di 200 euro.
Ancora più marcati gli aumenti sui MacBook Pro. Il modello base cresce fino a circa 2.549 euro (+400 euro), mentre le versioni da 14 e 16 pollici con chip M5 Pro e M5 Max vedono incrementi che vanno dai 400 ai 600 euro, con il top di gamma da 16 pollici che raggiunge i 5.199 euro.
Non va meglio sul fronte desktop:
- Mac mini M4 sale a 979 euro (+250 euro)
- Mac mini M4 Pro arriva a 1.929 euro (+250 euro)
- iMac M4 parte ora da 1.829 euro (+300 euro)
- Mac Studio con M4 Max tocca i 3.049 euro (+500 euro)
iPad più cari, aumenti anche per HomePod
Gli aumenti non si fermano ai computer. Anche la gamma iPad viene ritoccata verso l’alto, con incrementi compresi tra 160 e 300 euro.
L’iPad Air con chip M4 parte ora da 829 euro nella versione da 11 pollici e da 1.029 euro per quella da 13 pollici. Ancora più evidente il rincaro sugli iPad Pro con chip M5: il modello da 11 pollici sale a 1.319 euro, mentre la variante da 13 pollici arriva a 1.669 euro.
Ritocchi anche per gli accessori smart home: HomePod passa a 399 euro (+50 euro), mentre HomePod mini arriva a 139 euro (+30 euro).
Ecco tutti i nuovo prezzi aumentati
- MacBook Neo: da 699 a 799 euro (+100 euro)
- MacBook Air 13”: da 1.249 a 1.449 euro (+200 euro)
- MacBook Air 15”: da 1.549 a 1.749 euro (+200 euro)
- MacBook Pro base: da circa 2.149 a 2.549 euro (+400 euro)
- MacBook Pro 14” M5 Pro: da 2.599 a 2.999 euro (+400 euro)
- MacBook Pro 14” M5 Max: da 4.299 a 4.899 euro (+600 euro)
- MacBook Pro 16” M5 Pro: da 3.099 a 3.499 euro (+400 euro)
- MacBook Pro 16” M5 Max: da 4.599 a 5.199 euro (+600 euro)
- Mac mini M4: da 729 a 979 euro (+250 euro)
- Mac mini M4 Pro: da 1.679 a 1.929 euro (+250 euro)
- iMac M4: da 1.529 a 1.829 euro (+300 euro)
- iMac M4 (10 CPU / 10 GPU): da 1.779 a 2.029 euro (+250 euro)
- Mac Studio M4 Max: da 2.549 a 3.049 euro (+500 euro)
- iPad Air M4 11”: da 669 a 829 euro (+160 euro)
- iPad Air M4 13”: da 869 a 1.029 euro (+160 euro)
- iPad Pro M5 11”: da 1.119 a 1.319 euro (+200 euro)
- iPad Pro M5 13”: da 1.369 a 1.669 euro (+300 euro)
- HomePod: da 349 a 399 euro (+50 euro)
- HomePod mini: da 109 a 139 euro (+30 euro)
- iPhone (per ora) salvi, ma il futuro è incerto
Al momento, la gamma iPhone non è stata coinvolta da questi aumenti. Tuttavia, Apple non ha escluso possibili interventi nei prossimi mesi, lasciando intendere che la situazione dei costi resta in continua evoluzione.
L’azienda ha infatti sottolineato come l’attuale contesto sia senza precedenti: l’aumento dei prezzi delle componenti sarebbe stato particolarmente rapido e intenso, rendendo difficile assorbire i costi senza intervenire sui listini finali.
Il ruolo chiave di DRAM e NAND
Alla base di questi rincari c’è soprattutto il mercato delle memorie, in particolare DRAM (utilizzata per la RAM) e NAND (per lo storage). Negli ultimi 12 mesi, secondo diverse analisi di settore, i prezzi di queste componenti sarebbero cresciuti in modo esponenziale, arrivando in alcuni casi a quadruplicarsi.
A spingere la domanda sono principalmente i grandi operatori cloud e le aziende impegnate nello sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale, che richiedono enormi quantità di memoria ad alte prestazioni. Questo ha ridotto la disponibilità per il settore consumer, contribuendo a far salire ulteriormente i prezzi.
Tim Cook aveva già evidenziato questa dinamica, parlando di un mercato in cui l’offerta fatica a tenere il passo con una domanda sempre più aggressiva. In questo scenario, i produttori di componenti stanno trasferendo gli aumenti direttamente ai partner come Apple, che a sua volta li ribalta, almeno in parte, sui consumatori finali.
Cosa significa per gli utenti
L’aggiornamento dei prezzi segna un cambio di passo significativo per Apple, che negli ultimi anni era riuscita a mantenere una certa stabilità nei listini, almeno in Europa. Ora, invece, acquistare un Mac o un iPad richiede un investimento sensibilmente maggiore. Per chi stava valutando un acquisto, la situazione attuale potrebbe spingere a considerare alternative come modelli ricondizionati, offerte di terze parti o, dove possibile, l’acquisto di configurazioni meno spinte.
Resta da capire se questi aumenti rappresentino un aggiustamento temporaneo o l’inizio di una nuova fase di prezzi più elevati per tutto il settore tecnologico. Una cosa, però, è già chiara: la pressione della filiera globale dei semiconduttori sta iniziando a farsi sentire in modo concreto anche sul portafoglio degli utenti finali.
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