Negli ultimi anni Getty Images si è distinta come una delle realtà più critiche nei confronti dell’intelligenza artificiale generativa, arrivando persino a intraprendere azioni legali contro alcune delle aziende più note del settore. Oggi tuttavia, il panorama appare profondamente cambiato, l’agenzia fotografica ha annunciato una partnership pluriennale con OpenAI che porterà i propri contenuti direttamente all’interno di ChatGPT.
Si tratta di una svolta significativa per un’azienda che fino a poco tempo fa rappresentava uno dei principali oppositori dell’utilizzo non autorizzato delle immagini per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. La notizia è stata accolta con entusiasmo dagli investitori, tanto che il titolo Getty Images ha registrato un’impennata superiore al 200% nelle contrattazioni premarket successive all’annuncio.
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Le immagini Getty arriveranno nelle funzioni di ricerca di ChatGPT
Secondo quanto comunicato dalle due aziende, l’accordo consentirà a ChatGPT di mostrare contenuti concessi in licenza da Getty Images all’interno delle proprie funzionalità di ricerca e scoperta di informazioni.
Un dettaglio particolarmente importante riguarda però la natura dell’intesa: si tratta infatti di un accordo limitato alla visualizzazione dei contenuti. Le immagini dell’agenzia potranno essere mostrate agli utenti, ma non verranno utilizzate per addestrare i modelli di intelligenza artificiale di OpenAI.
Craig Peters, amministratore delegato di Getty Images, ha spiegato che la disponibilità di contenuti visivi professionali e correttamente licenziati può rendere gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale più affidabili e utili per gli utenti finali. Proprio questa visione condivisa avrebbe portato le due società a collaborare per offrire un’esperienza di ricerca più ricca all’interno di ChatGPT.
Al momento non sono stati resi noti i dettagli economici dell’accordo, restano inoltre sconosciuti eventuali meccanismi di condivisione dei ricavi o possibili sviluppi futuri relativi all’utilizzo delle immagini Getty nell’ecosistema IA.
Per chi segue da vicino il settore, la partnership con OpenAI non rappresenta però un cambiamento improvviso, già nell’ottobre del 2025 Getty Images aveva siglato un accordo simile con Perplexity AI, anch’esso focalizzato esclusivamente sulla visualizzazione dei contenuti e non sull’addestramento dei modelli.
La strategia dell’azienda sembra quindi essersi evoluta progressivamente negli ultimi anni, se nel settembre 2022 Getty aveva addirittura vietato la pubblicazione nella propria libreria di immagini generate dall’intelligenza artificiale, successivamente ha scelto un approccio più pragmatico, arrivando persino a sviluppare una propria piattaforma di AI generativa.
Quest’ultima è stata costruita utilizzando esclusivamente la libreria proprietaria di Getty Images e sfruttando il modello Edify di NVIDIA, permettendo agli utenti di generare immagini da distribuire con licenza royalty-free.
La nuova partnership assume un significato ancora più rilevante se si considera il lungo contenzioso che ha coinvolto Getty Images e Stability AI, la società dietro Stable Diffusion.
L’agenzia aveva accusato Stability AI di aver utilizzato circa 12 milioni di immagini senza autorizzazione per addestrare il proprio modello generativo. Nel novembre del 2025, tuttavia, l’Alta Corte del Regno Unito ha respinto gran parte delle contestazioni legate al copyright, riconoscendo soltanto responsabilità limitate su alcuni aspetti relativi ai marchi registrati; Getty Images ha successivamente ottenuto l’autorizzazione a contestare parte della decisione.
In questo contesto, la collaborazione con OpenAI rappresenta un ulteriore segnale di come il rapporto tra i proprietari dei contenuti e le aziende dell’intelligenza artificiale stia evolvendo verso modelli basati sulla concessione di licenze e su accordi commerciali strutturati.
Per OpenAI invece, l’intesa con Getty Images si inserisce in una strategia più ampia avviata negli ultimi anni; l’azienda guidata da Sam Altman ha infatti già siglato accordi con numerosi editori e fornitori di contenuti, tra cui News Corp, Financial Times e Axel Springer.
L’arrivo di Getty Images aggiunge ora un tassello particolarmente importante sul fronte dei contenuti visivi professionali, l’agenzia può contare su una rete composta da circa 600.000 creatori e oltre 360 partner che contribuiscono alla distribuzione di immagini e materiale multimediale in tutto il mondo.
Resta da vedere come questa collaborazione si tradurrà concretamente nell’esperienza d’uso di ChatGPT e se, in futuro, verranno annunciati ulteriori accordi analoghi con altri grandi archivi fotografici internazionali.
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