La saga che ha tenuto col fiato sospeso l’industria dell’intrattenimento americana per oltre sei mesi si è conclusa con un vincitore. Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha dato il via libera all’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance, ponendo fine a una delle battaglie corporate più combattute degli ultimi anni.
Per fare un breve riassunto delle puntate precedenti, ricorderete che tutto era iniziato lo scorso dicembre, quando Netflix aveva annunciato un accordo per acquisire Warner Bros. Discovery per circa 83 miliardi di dollari. Ma Paramount non era rimasta a guardare e aveva lanciato un’offerta ostile da 108 miliardi, dando il via a uno scontro a colpi di rilanci che ha visto le due società contendersi il colosso mediatico per mesi.
Paramount aveva poi migliorato ulteriormente la propria proposta, introducendo garanzie personali da parte di Larry Ellison e facendosi carico di eventuali penali antitrust. A febbraio, Netflix si era infine ritirata dalla corsa, lasciando campo libero a Paramount.
L’ultimo ostacolo sembrava essere rappresentato dalle autorità di regolamentazione visto che solo pochi giorni fa vi avevamo parlato di come diversi stati USA avevano annunciato l’intenzione di bloccare l’operazione per timori legati alla concentrazione mediatica. Ma il Dipartimento di Giustizia ha deciso diversamente.
Facciamo chiarezza, ancora una volta, sul nuovo, e forse decisivo, capitolo di questa vicenda.
Indice:
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Un impero mediatico senza precedenti e le preoccupazioni liquidate dal DoJ
Con questa approvazione, l’amministratore delegato di Paramount Skydance David Ellison (in foto insieme alla sorella Megan e al padre Larry) si ritroverà a guidare gli storici Warner Bros. Studios, oltre a HBO e alla sua controparte streaming HBO Max. Nel pacchetto rientra anche CNN Worldwide, detentore dei diritti di trasmissione per le Olimpiadi e la NHL, insieme a Warner Bros. Games.
La società controllava già Paramount e le sue sussidiarie televisive, tra cui CBS, MTV, BET e Nickelodeon. A finanziare l’operazione è il padre di David, il miliardario Larry Ellison, che sta fornendo 45,7 miliardi di dollari in equity. Larry Ellison è il fondatore di Oracle e di recente ha partecipato a un consorzio per acquisire il 45% delle operazioni americane di TikTok.
Per dare un’idea dell’enormità di questa operazione, padre e figlio controllano ora un portfolio mediatico che rivaleggia con quello di Disney.
Nel comunicato stampa, il Dipartimento di Giustizia ha respinto le argomentazioni contrarie alla fusione. Ha negato che l’acquisizione di Fox da parte di Disney possa essere utilizzata come precedente, citando la pandemia come fattore che rende il confronto non pertinente. Ha inoltre liquidato le preoccupazioni espresse dai lavoratori del settore.
Il 9 giugno era emerso che anche il Regno Unito sta conducendo una propria indagine sull’operazione e questo fattore, si pensa, potrebbe aver accelerato i tempi della decisione americana.
Timori per il futuro di CNN e CBS News
Questa approvazione, peraltro, arriva sulla scia di molteplici scandali a CBS News; tra cui Larry Ellison, amico personale del presidente Donald Trump, che ha definito l’attuale leadership di CNN “corrotta e incompetente“.
Per citare alcune pratiche controverse: sotto il controllo degli Ellison su Paramount, Bari Weiss è stata insediata alla guida di CBS News, licenziando il corrispondente di 60 Minutes Scott Pelley, che ha affermato che il programma viene “assassinato”. La corrispondente Cecilia Vega è stata licenziata a maggio mentre lavorava a un reportage sulla relatrice speciale ONU Francesca Albanese. CBS ha anche cancellato The Late Show with Stephen Colbert dopo un segmento critico verso un accordo da 16 milioni di dollari pagato al presidente Trump.
Hollywood in rivolta e nuovi ricorsi
A maggio, oltre 5.500 professionisti dell’industria cinematografica hanno firmato una lettera aperta avvertendo che l’acquisizione “minaccia la sostenibilità dell’intera comunità creativa“. Tra i firmatari figurano attori del calibro di Glenn Close, Jane Fonda, Joaquin Phoenix e Kevin Bacon.
Non sembra essere finita qui però con i procuratori generali di California e New York che hanno manifestato l’intenzione di presentare ricorsi, oltre alle indagini in corso in Europa e Regno Unito. Paramount Skydance ha tempo fino al 30 settembre per chiudere l’accordo, dopodiché scatterà una penale giornaliera di 7 milioni di dollari.
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