Il dibattito sulla sicurezza online dei più giovani continua a intensificarsi in tutto il mondo e il Canada si prepara a compiere uno dei passi più significativi degli ultimi anni. Il governo canadese ha infatti presentato il disegno di legge C-34, denominato Safe Social Media Act, una proposta normativa che punta a introdurre nuove regole per piattaforme social e chatbot basati sull’intelligenza artificiale, con l’obbiettivo dichiarato di ridurre l’esposizione degli utenti, in particolare dei minori, ai contenuti dannosi presenti online.

La proposta segue una tendenza già osservata in altri Paesi come Australia, Indonesia e Malta, che hanno recentemente adottato misure simili, mentre anche diverse nazioni europee stanno valutando interventi dello stesso tipo.

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Niente account social per i minori di 16 anni

Uno degli aspetti più discussi del nuovo provvedimento riguarda l’introduzione di un’età minima di 16 anni per la creazione di account sui servizi di social media.

Secondo il governo canadese, i rischi legati all’utilizzo delle piattaforme digitali da parte dei più giovani sono in costante crescita, le autorità citano diversi studi che evidenziano come cyberbullismo, sfruttamento sessuale online e contenuti dannosi possano avere conseguenze concrete sulla salute mentale dei minori, arrivando in alcuni casi ad aumentare significativamente il rischio di depressione.

La normativa non si limiterebbe tuttavia a impedire la registrazione degli utenti più giovani, le piattaforme dovranno infatti adottare sistemi di protezione adeguati all’età degli utenti, progettando servizi che risultino più sicuri per bambini e adolescenti fin dalla loro struttura.

Il governo prevede comunque la possibilità di concedere esenzioni ad alcuni servizi che dimostrino di avere implementato misure particolarmente efficaci per la tutela dei minori.

Nuovi obblighi per social network e piattaforme online

Il Safe Social Media Act introduce un quadro normativo molto più ampio rispetto al semplice requisito anagrafico. Le piattaforme dovranno identificare e mitigare i rischi presenti sui propri servizi, pubblicare rapporti sulla trasparenza e rendere disponibili strumenti chiari per bloccare utenti e sengnalare contenuti problematici; sarà inoltre richiesto di etichettare i contenuti generati artificialmente e di intervenire per limitare la diffusione di materiali considerati particolarmente pericolosi.

La legge individua sette categorie principali di contenuti dannosi, tra cui lo sfruttamento sessuale dei minori, il cyberbullismo, l’incitamento all’odio, la promozione della violenza, i contenuti terroristici, il materiale che incoraggia l’autolesionismo e la diffusione non consensuale di contenuti intimi, comprese immagini deepfake generate tramite intelligenza artificiale.

Particolare attenzione viene riservata proprio ai sistemi di raccomandazione algoritmica, ai feed basati sull’interazione continua e ad altre funzionalità che, secondo il governo canadese, possono amplificare la diffusione di contenuti problematici e aumentare l’esposizione degli utenti più vulnerabili.

Anche i chatbot IA dovranno rispettare nuove regole

Una delle novità più interessanti del disegno di legge riguarda l’inclusione esplicita dei chatbot basati sull’intelligenza artificiale all’interno del nuovo quadro normativo. Negli ultimi anni questi strumenti sono diventati sempre più diffusi e il governo canadese ritiene che possano rappresentare nuove fonti di rischio, soprattutto quando interagiscono direttamente con utenti in situazioni delicate o vulnerabili.

Per questo motivo i servizi IA saranno tenuti ad adottare misure specifiche per ridurre il rischio di generare o comunicare contenuti dannosi, implementare procedure di emergenza nei casi di crisi e limitare possibili comportamenti problematici da parte dei chatbot.

A differenza dei social network, almeno nella formulazione attuale della proposta, i chatbot IA non saranno soggetti al limite di età di 16 anni, ma dovranno comunque rispettare stringenti requisiti di sicurezza e trasparenza.

Arriva la Digital Safety Commission of Canada

Per garantire il rispetto delle nuove norme, il governo intende istituire una nuova autorità indipendente denominata Digital Safety Commission of Canada. L’organismo avrà il compito di monitorare il comportamento delle piattaforme, verificare la conformità alle disposizioni previste dalla legge, imporre eventuali sanzioni e gestire i reclami degli utenti nei casi in cui le risposte fornite dai servizi digitali vengano considerate insufficienti; la commissione dovrà inoltre elaborare linee guida, svolgere attività di ricerca sulle migliori pratiche internazionali e contribuire alla diffusione di una maggiore cultura della sicurezza digitale nel Paese.

Il Bill C-34 è attualmente nelle prime fasi dell’iter parlamentare e potrebbe subire modifiche prima dell’approvazione definitiva. Tuttavia, la proposta rappresenta già un chiaro segnale della direzione che il Canada intende seguire sul fronte della regolamentazione dei social network e dell’intelligenza artificiale, due settori che continuano a occupare un ruolo sempre più centrale nel dibattito pubblico globale.