Da parecchi mesi l’esplosione dell’intelligenza artificiale ha letteralmente stravolto l’industria del settore tecnologico e la carenza di moduli di memoria è uno dei principali effetti della crescente domanda di componenti da parte delle aziende specializzate nell’IA.

I vari produttori di dispositivi mobile stanno incontrando sempre più difficoltà nel reperimento delle componenti di cui hanno bisogno e le fonderie non riescono più a soddisfare la domanda di memorie e processori.

Tra i chipmaker in difficoltà da questo punto di vista troviamo anche un colosso del calibro di TSMC, che nei giorni scorsi ammesso che la capacità produttiva attuale non basta per soddisfare le richieste dei clienti, aggiungendo che questa situazione proseguirà ancora per diversi anni.

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TSMC e la carenza di componenti per l’IA

Data l’attuale situazione, caratterizzata da una domanda crescente, TSMC prevede importanti incrementi di fatturato per l’anno in corso ma l’azienda ha già reso noto che non intende sfruttare la scarsità di offerta con aumenti improvvisi dei prezzi, preferendo invece garantire una certa stabilità al mercato.

Per fare fronte alla crescente domanda, relativa in particolare alle aziende che operano nel settore IA, TSMC ha avviato la realizzazione di nuovi impianti, che richiedono tuttavia parecchio tempo per essere costruiti e messi in funzione e ciò significa che l’attuale situazione di “emergenza” non è destinata a terminare nel breve termine.

Di questa situazione di difficoltà delle aziende leader del settore dei processori potrebbero finire per approfittare nuove realtà, desiderose di entrare in un mercato che sembra avere le carte in regola per garantire ingenti guadagni per tanti anni.