Negli ultimi anni, Microsoft ha costruito gran parte della sua strategia attorno a Xbox Game Pass, trasformandolo in uno dei pilastri dell’ecosistema Xbox. Eppure, proprio quando il servizio sembrava ormai consolidato, arriva una presa di posizione che, per certi versi, ha del sorprendente.

Secondo quanto emerso da una comunicazione interna riportata da The Verge, la nuova responsabile della divisione gaming, Asha Sharma, ha ammesso apertamente che l’attuale modello di prezzo è diventato troppo costoso per i giocatori.

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Microsoft guarda a un Xbox Game Pass più flessibile

Quando è la stessa azienda a riconoscere il problema, e non come spesso accade utenti o analisti, il segnale è piuttosto chiaro. Nel memo interno, Sharma parla esplicitamente della necessità di trovare una nuova equazione di valore, lasciando intendere che il rapporto tra prezzo e contenuti offerti non sia più percepito come adeguato da una parte della base di utenti.

Il riferimento, neanche troppo velato, è agli aumenti introdotti negli ultimi mesi, con il piano Ultimate arrivato fino a 26,99 euro al mese. Un incremento significativo che, come prevedibile, non è stato accolto positivamente da tutti gli abbonati.

La stessa Sharma, del resto, sottolinea come l’attuale configurazione non sia quella definitiva, anticipando un’evoluzione che ovviamente richiederà del tempo, test e probabilmente anche qualche aggiustamento lungo il percorso.

Se nel breve termine il problema è chiaro (prezzi percepiti come troppo alti), nel lungo periodo la direzione sembra essere altrettanto definita: rendere Xbox Game Pass più flessibile.

Non è ancora chiaro per il momento in che modo questa flessibilità verrà implementata, alcuni potrebbero immaginare una semplice riduzione dei prezzi, ma le ipotesi sul tavolo sembrano essere ben più articolate.

Si parla, ad esempio, della possibile introduzione di nuovi livelli di abbonamento (magari più economici ma con limitazioni), oppure di formule alternative che potrebbero includere elementi come la pubblicità. Soluzioni che, se confermate, rappresenterebbero un cambio di approccio piuttosto netto rispetto al modello attuale.

Uno degli aspetti più delicati riguarda inevitabilmente i contenuti inclusi nel servizio, negli ultimi anni Microsoft ha spinto molto sull’integrazione di grandi franchise all’interno di Game Pass, tra cui spicca Call of Duty, arrivato nel catalogo nel 2024 dopo un lungo dibattito interno.

E qui emerge un punto cruciale, includere titoli di questa portata ha un costo, non solo in termini di accordi commerciali ma anche di mancati ricavi delle vendite tradizionali; per un franchise come Call of Duty, si parla potenzialmente di centinaia di milioni di dollari.

Non sorprende dunque che, secondo alcune indiscrezioni, Microsoft stia valutando anche una revisione della presenza di questi titoli nel catalogo. Una scelta che, se confermata, potrebbe contribuire a riequilibrare i costi, ma allo stesso tempo rischierebbe di ridurre l’attrattiva del servizio.

Quello che emerge, in definitiva, è un momento di transizione per Xbox Game Pass, da un lato il servizio resta centrale nella strategia di Microsoft; dall’altro, proprio questa centralità impone una riflessione più ampia su sostenibilità, pricing e percezione del valore.

La sensazione, come spesso accade in questi casi, è che l’azienda stia cercando un nuovo equilibrio tra crescita e redditività, tra espansione dell’offerta e contenimento dei costi. Per il momento non ci sono annunci ufficiali né cambiamenti immediati, bisognerà quindi attendere per capire in che direzione evolverà realmente il servizio.

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