Il noto e discusso strumento di intelligenza artificiale generativa di OpenAI, Sora, con cui creare video a partire da un prompt testuale, potrebbe arrivare all’interno di ChatGPT. Secondo un’indiscrezione, Sora potrebbe presto diventare una funzione integrata direttamente nell’interfaccia di ChatGPT. La tecnologia sviluppata da OpenAI è attualmente disponibile solo tramite una piattaforma dedicata o attraverso un’applicazione separata, una modalità che finora ne ha limitato la diffusione.
Cosa cambierebbe
L’integrazione permetterebbe agli utenti di creare video generati dall’intelligenza artificiale direttamente all’interno di ChatGPT, utilizzando semplici prompt testuali. In pratica il chatbot potrebbe trasformarsi in uno strumento ancora più completo per la produzione di contenuti digitali. Oltre alla generazione di testi e immagini, già disponibili sulla piattaforma, gli utenti avrebbero la possibilità di produrre anche brevi video generati dall’intelligenza artificiale senza dover utilizzare servizi esterni. Un po’ quello che avviene già in Gemini con Veo.
Una soluzione di questo tipo potrebbe rendere la tecnologia di generazione video molto più accessibile. ChatGPT è infatti, nonostante il calo dell’ultimo periodo, uno degli strumenti di intelligenza artificiale più utilizzati al mondo e integrare Sora nella stessa interfaccia consentirebbe a milioni di persone di sperimentare facilmente questa nuova forma di creazione multimediale. Una strategia simile è già stata adottata con la generazione di immagini, che dopo essere stata introdotta nel chatbot ha rapidamente raggiunto un pubblico molto più ampio.
Maggiore accessibilità equivale a più rischi?
Facilitare l’accesso a Sora, però, non è privo di preoccupazioni. Nei primi mesi dopo il lancio di Sora alcuni utenti hanno già creato video falsi molto realistici utilizzando immagini di personaggi storici come Martin Luther King Jr. o incorporando contenuti protetti da copyright. L’integrazione diretta nell’interfaccia di ChatGPT potrebbe aumentare il numero di persone in grado di produrre questi materiali e facilitare la diffusione di video manipolati.
Un’altra questione riguarda la possibilità di aggirare le misure di sicurezza introdotte per limitare gli abusi. Gli sviluppatori dei sistemi di intelligenza artificiale inseriscono spesso watermark (filigrane digitali) o restrizioni per segnalare che un contenuto è stato generato artificialmente. Alcuni utenti hanno dimostrato di riuscire a trovare modi creativi per superare queste limitazioni, per esempio modificando i prompt o utilizzando tecniche particolari per confondere i modelli.
In realtà l’integrazione di Sora in ChatGPT non sarebbe il vero problema, anche se ne amplificherebbe la portata. I chatbot di intelligenza artificiale si stanno trasformando in piattaforme complete grazie alle quali riuscire a svolgere diversi compiti e attività, non solo quelle strettamente testuali. La generazione di immagini, la produzione di codice e l’accesso ad app esterne sono solo alcuni dei principali esempi. Escludere la creazione dei video, per quanto il loro impatto visivo sarebbe enorme, apparirebbe piuttosto singolare.
Dal momento del lancio, OpenAI ha progressivamente ampliato le funzioni del servizio aggiungendo capacità che vanno dalla generazione di immagini all’analisi dei file. L’integrazione della generazione video seguirebbe la stessa logica, con l’obiettivo di concentrare sempre più strumenti creativi in un unico ambiente digitale.
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