Dopo settimane di indiscrezioni e documenti emersi in fase di certificazione, Ultrahuman ha finalmente sollevato il velo da Ring Pro, il nuovo anello intelligente di fascia premium che punta a migliorare, in modo piuttosto deciso, uno degli aspetti più critici per questa categoria di dispositivi: l’autonomia.
I preordini sono già aperti con un prezzo fissato a 479 euro, una cifra che lo posiziona nella fascia alta del mercato, in diretta concorrenza con altri anelli smart premium; e no, non è un dettaglio secondario.
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Al via i preordini per il nuovo Ultrahuman Ring Pro
Partiamo dall’elemento che, molto probabilmente, farà discutere di più: Ring Pro promette fino a 15 giorni di autonomia con una singola carica, un salto netto rispetto ai circa sette giorni dichiarati per le generazioni precedenti.
Ma non finisce qui. Ultrahuman introduce per la prima volta una custodia di ricarica inclusa, che aggiunge fino a 45 giorni di autonomia supplementare; in pratica, sommando le due componenti, si può arrivare a coprire un periodo molto esteso senza dover cercare una presa di corrente, un aspetto che spesso rappresenta il vero limite degli anelli intelligenti rispetto agli smartwatch.
La custodia non è un semplice power bank, supporta ricarica wireless, integra indicatori LED per mostrare lo stato della batteria, include un sistema di rilevamento della prossimità per localizzarla tramite app e, dettaglio interessante, dispone di un altoparlante integrato.
Ultrahuman afferma inoltre che la custodia può memorizzare fino a un anno di dati sanitari, permettendo di posticipare la sincronizzazione se necessario.
Esteticamente Ultrahuman Ring Pro ricorda da vicino i modelli precedenti, scelta comprensibile visto che il design era già maturo, ma sotto la scocca qualcosa cambia.
L’azienda parla di:
- sensore di frequenza cardiaca migliorato, con maggiore affidabilità durante sonno e attività fisica
- processore dual-core più reattivo rispetto alla generazione precedente
- resistenza all’acqua fino a 100 metri
Non sembrano esserci nuovi sensori rispetto al passato, il focus è quindi sull’ottimizzazione, non sull’ampliamento delle metriche. Ring Pro continua a offrire monitoraggio continuo di frequenza cardiaca, sonno e recupero, mantenendo un approccio fortemente orientato alla salute.
Se sul piano hardware l’evoluzione è incrementale, è sul piano software che Ultrahuman prova ad alzare l’asticella. Debutta infatti Jade, descritta come una piattaforma di biointelligenza in tempo reale capace di interpretare i parametri raccolti e offrire insight contestuali durante la giornata.
Al lancio, Jade sarà in grado di guidare esercizi di respirazione, identificare ritmi cardiaci irregolari (inclusa la fibrillazione atriale), fornire suggerimenti personalizzati basati sui dati raccolti. L’azienda promette inoltre un’evoluzione costante della piattaforma, con possibili integrazioni future con dispositivi smart home e funzioni più automatizzate per aiutare l’utente ad agire sui propri dati, e non solo consultarli.
Non è ancora chiaro come queste funzionalità verranno distribuite (aggiornamenti gratuiti? piani premium?), ma l’intenzione di trasformare l’anello in un hub predittivo più che in un semplice tracker è evidente.
A differenza di alcuni concorrenti, Ring Pro non integra (almeno per ora) funzioni come pagamenti NFC o app standalone; la scelta appare coerente, Ultrahuman punta tutto su monitoraggio salute, autonomia estesa e intelligenza artificiale.
È un posizionamento preciso, che evita di trasformare l’anello in un mini smartwatch e lo mantiene focalizzato su ciò che dovrebbe fare meglio, ovvero raccogliere dati biometrici in modo discreto e continuo.
Un aspetto interessante riguarda la disponibilità di Ultrahuman Ring Pro al lancio, che non avverrà negli Stati Uniti per il momento; la situazione è legata a una controversia brevettuale con Oura Health, che in passato ha già influenzato la distribuzione dei prodotti Ultrahuman. Non è ancora chiaro se Ring Pro includa modifiche strutturali tali da superare definitivamente la disputa legale, gli utenti statunitensi dovranno quindi attendere più degli altri.
Ultrahuman Ring Pro non stravolge la formula degli smart ring, ma la affina in modo mirato: più autonomia, custodia intelligente e IA più evoluta. Resta da capire come Jade si comporterà nella pratica quotidiana e se l’ecosistema software riuscirà davvero a fare la differenza rispetto alla concorrenza.
- Gli anelli di Ultrahuman potranno regolare automaticamente la temperatura della stanza
- Gli smart ring di Ultrahuman potranno prevedere le cadute grazie a questo nuovo brevetto
- Ultrahuman Ring Air si arricchisce di una funzione per tenere a bada l’emicrania
- Ultrahuman Ring Air ora è in grado di rilevare il russamento e monitorare la salute respiratoria
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