Dopo settimane di polemiche e reazioni molto critiche da parte della community, Discord ha deciso di fare un passo indietro (almeno in parte) sulla verifica globale dell’età; l’azienda ha infatti annunciato il rinvio del lancio internazionale alla seconda metà del 2026, promettendo nel frattempo modifiche sostanziali al sistema per rispondere alle preoccupazioni su privacy, documenti d’identità e scansioni facciali.

A intervenire direttamente è stato il co-fondatore e CTO Stanislav Vishnevskiy, che ha ammesso pubblicamente errori di comunicazione e ha spiegato nel dettaglio cosa cambierà nei prossimi mesi.

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Discord ammette i propri errori e prepara modifiche per la verifica dell’età

Il punto più delicato non è stato tanto l’obbiettivo (proteggere i minori e garantire un’esperienza adeguata all’età), quanto la percezione da parte degli utenti. Molti hanno interpretato l’annuncio iniziale come un obbligo generalizzato di scansione del volto, caricamento di documenti d’identità e condivisione di dati sensibili.

Discord sostiene che non fosse questa l’intenzione, ma riconosce di non aver spiegato in modo sufficientemente chiaro il funzionamento del sistema. In un contesto in cui la fiducia verso le grandi piattaforme tecnologiche è spesso fragile, anche un’ambiguità comunicativa può generare un’ondata di scetticismo.

Secondo quanto dichiarato dall’azienda, oltre il 90% degli utenti non dovrà fare nulla. La maggior parte delle persone infatti, non accede a contenuti con restrizioni di età né modifica le impostazioni di sicurezza predefinite; per questi utenti l’esperienza resterà invariata.

Discord spiega di poter determinare automaticamente l’età di molti adulti tramite sistemi interni basati su segnali a livello di account, come ad esempio anzianità dell’account, presenza di un metodo di pagamento registrato, tipologia di server frequentati, pattern generali di attività.

L’azienda sottolinea che questi sistemi non leggono i messaggi privati né analizzano le conversazioni, e promette un post tecnico dettagliato prima del lancio globale per spiegare metodologia e vincoli sulla privacy.

Chi rientrerà in quel 10% di utenti per cui non sarà possibile la verifica automatica, potrà scegliere tra diverse opzioni pensate, almeno nelle intenzioni, per rivelare solo la fascia d’età e non l’identità completa.

E chi decidesse di non verificarsi? Nessuna chiusura dell’account: si manterranno server, amici, messaggi diretti e chat vocali, ma non sarà possibile accedere ai contenuti con limiti di età.

Tra le novità più rilevanti annunciate c’è l’introduzione di più metodi di verifica, inclusa la conferma tramite carta di credito, così da evitare necessariamente l’upload di un documento o la scansione facciale.

Discord ha anche promesso maggiore trasparenza sui partner coinvolti nella verifica, documentando sul proprio sito quali fornitori vengono utilizzati, quali metodi adottano, come gestiscono e conservano i dati.

Un nuovo requisito fissato dall’azienda è particolarmente significativo: qualsiasi partner che offra stima dell’età tramite volto dovrà eseguire il processo interamente sul dispositivo, senza che i dati biometrici lascino lo smartphone.

Nel post sul sito ufficiale viene citata Persona, fornitore utilizzato anche da piattaforme come Roblox e Reddit, con cui Discord aveva condotto un test limitato nel Regno Unito; l’azienda ha deciso di non proseguire la collaborazione, affermando che non soddisfaceva i nuovi standard richiesti.

Il contesto normativo è uno dei fattori chiave, nel Regno Unito, in Australia e a breve in Brasile sono già in vigore (o in arrivo) leggi che impongono meccanismi di verifica dell’età per accedere a contenuti sensibili; in queste regioni, Discord deve adeguarsi agli obblighi locali.

Nel resto del mondo invece, l’azienda intende adottare un modello più flessibile, basato principalmente sui sistemi interni non identificativi, chiedendo una verifica esplicita solo nei casi in cui non riesca a determinare automaticamente la maggiore età.

Un altro cambiamento interessante riguarda le community che utilizzano canali con restrizioni di età non per contenuti per adulti, ma per discussioni delicate (come spoiler, politica o temi complessi). Discord sta lavorando a una nuova opzione dedicata ai canali spoiler, così da evitare che interi server debbano imporre la verifica dell’età a tutti i membri solo per questo motivo.

Nel suo intervento, Stanislav Vishnevskiy ammette apertamente che la fiducia non si ricostruisce con un post sul blog, ma con azioni concrete nel tempo: trasparenza, controlli reali per l’utente e responsabilità in caso di errori.

La decisione di rinviare il lancio globale alla seconda metà del 2026 va proprio in questa direzione, prendere tempo per ampliare le opzioni di verifica, pubblicare documentazione tecnica e integrare feedback della community.

La questione della verifica dell’età è oggi uno dei temi più complessi per le piattaforme digitali, da un lato c’è la necessità, sempre più richiesta dai legislatori, di proteggere gli adolescenti; dall’altro la volontà degli utenti di preservare anonimato e privacy.

Discord prova a posizionarsi in una via intermedia: protezioni efficaci per i minori, ma senza trasformare la piattaforma in un sistema di identificazione generalizzata.

Resta da vedere se, nei prossimi mesi, le promesse di maggiore scelta e trasparenza riusciranno davvero a convincere una community che, su questi temi, è diventata giustamente molto attenta.