Oura sta conducendo da dicembre un Blood Pressure Profile Study all’interno di Oura Labs, focalizzato sull’identificazione del rischio nascosto di ipertensione utilizzando i dati raccolti dall’anello. Un nuovo brevetto statunitense appena concesso rivela però cosa l’azienda sta costruendo dietro le quinte, e va molto oltre il linguaggio cauto utilizzato nello studio pubblico.
Il brevetto, pubblicato oggi, descrive un approccio molto più dettagliato alla misurazione della pressione sanguigna senza bracciale. Spiega come Oura potrebbe stimare la pressione usando dati sul timing del polso raccolti dall’anello e, in alcuni casi, anche da altri dispositivi. Nel farlo, riempie molti dei vuoti tecnici che lo studio pubblico evita accuratamente di affrontare.
Indice:
Cosa descrive il nuovo brevetto di Oura
Il nocciolo del brevetto si concentra sulla misurazione del tempo impiegato da un’onda di polso per viaggiare tra due punti del corpo. Questa differenza temporale, spesso chiamata pulse transit time o pulse arrival time, viene poi utilizzata per stimare la pressione sanguigna.
L’aspetto interessante è come Oura propone di farlo nella pratica; infatti questo brevetto non si affida a una singola lettura del sensore in isolamento invece, combina segnali ottici dall’anello con dati provenienti da altre fonti, come la fotocamera dello smartphone, sensori indossabili aggiuntivi, o persino posizioni di rilevamento diverse sullo stesso dispositivo.

Sincronizzazione e calibrazione continua
I diagrammi nel brevetto mostrano diversi tipi di segnale allineati temporalmente, inclusi dati del polso ottico e segnali cardiaci elettrici o meccanici. Il sistema sincronizza gli orologi interni, tiene conto della distanza dei sensori e compensa i ritardi di campionamento.
Il brevetto descrive anche una calibrazione continua. Invece di una configurazione una tantum, il sistema si ricalibra in base ai cambiamenti nella qualità del segnale, nella fisiologia dell’utente e nel posizionamento del dispositivo. Questo è abbinato a modelli di machine learning dell’azienda che traducono i dati sul timing del polso in stime della pressione sanguigna.
Dallo studio di ricerca di Oura Labs al lancio di un prodotto
Lo studio Blood Pressure Profile di dicembre è presentato come ricerca e parla di identificare il potenziale rischio di ipertensione e contribuire con dati alla scienza. I più attenti hanno notato come evita esplicitamente di promettere letture della pressione sanguigna e rimane saldamente nel territorio delle tendenze e degli insight.
Il brevetto però racconta una storia diversa perché descrive esplicitamente la determinazione di metriche di pressione sanguigna, non solo di rischio. Gli esempi di interfaccia utente nel brevetto includono valori sistolici e diastolici, grafici delle tendenze, insieme a prompt relativi a calibrazione e timing.
A questo aggiungiamo che la portata hardware è più ampia e lo studio implica un’esperienza basata solo sull’anello. Il brevetto fa ripetutamente riferimento a configurazioni multi-dispositivo, incluse combinazioni anello più fotocamera del telefono. Questo suggerisce che Oura non sta limitando la stima della pressione sanguigna a ciò che oggi può entrare nell’anello.
Un’altro fattore è quello della precisione temporale che in questo caso viene trattata come l’innovazione principale. Lo studio pubblico menziona la traduzione di segnali in dati e consigli di benessere.
Il brevetto si concentra sull’allineamento degli orologi, sulle finestre di rilevamento del polso e sulla compensazione del ritardo del segnale.
Infine, il brevetto si legge come un progetto di prodotto. Ci sono componenti definiti, flussi di dati e schermate rivolte all’utente e, come fa notare la fonte, è molto diverso dal tono cauto di un programma di ricerca.

Perché Oura è cauta nelle comunicazioni su questi studi
La pressione sanguigna è un vero incubo dal punto di vista regolatorio. Anche i grandi player degli smartwatch hanno inciampato per anni su questo tema, bloccati in un limbo tra “benessere” e qualcosa che i medici effettivamente approverebbero. Il tono cauto di Oura su questo argomento si inserisce perfettamente in questa realtà. In fin dei conti, tutti i grandi produttori devono ancora rilasciare questa funzionalità anche a causa di queste complessità regolatorie.
Definire il lavoro attuale come uno “studio” dà a Oura margine di manovra in quanto può raccogliere dati dal mondo reale, affinare i propri modelli e vedere come le persone rispondono ai consigli e suggerimenti sulla salute cardiaca, tutto senza fare promesse che non può ancora legalmente mantenere. Il brevetto chiarisce che questa è una strategia deliberata a lungo termine, non una mancanza di fiducia nella tecnologia.
Questo non significa che ci si debba aspettare numeri di pressione sanguigna che compaiono all’improvviso nell’app Oura. Come abbiamo sempre sottolineato in articoli del genere, i brevetti riguardano dove un’azienda vuole andare, non quando ci arriverà e non promettono un prodotto finito. Quello che possiamo dedurre da questo brevetto è che Oura sta prendendo sul serio la pressione sanguigna senza bracciale ed è disposta a investirci per il lungo periodo.
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