I legislatori dello Stato di New York hanno presentato un disegno di legge che punta a bloccare lo sviluppo di nuovi data center per almeno tre anni e novanta giorni. L’idea alla base è guadagnare tempo per valutare l’impatto di queste strutture sull’ambiente e sulle risorse energetiche, oltre ad aggiornare le normative esistenti che non erano state pensate per un’espansione così rapida del settore.

Il disegno di legge, introdotto venerdì dalle senatrici Liz Krueger e Kristen Gonzales, richiederebbe al Department of Environmental Conservation e alle Public Service Commissions di produrre valutazioni d’impatto e report dettagliati durante la pausa, insieme a eventuali nuovi ordini o regolamenti ritenuti necessari per minimizzare gli effetti dei data center sull’ambiente e sui consumatori newyorkesi.

Si tratta dell’ennesimo segnale di una tensione crescente tra l’espansione delle infrastrutture digitali, trainata dalla domanda di intelligenza artificiale, e le comunità locali che ne subiscono le conseguenze in termini di bollette e risorse. Scendiamo nel dettaglio.

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Perché New York vuole fermare i data center

Il disegno di legge richiede che i dipartimenti competenti studino in modo approfondito il consumo di acqua, elettricità e gas dei data center, oltre al loro impatto sulle tariffe di queste risorse per i cittadini. La proposta cita un’analisi di Bloomberg secondo cui, a livello nazionale, le tariffe elettriche domestiche sono aumentate del 13% nel 2025, in gran parte a causa dello sviluppo dei data center.

Come anche già ampiamente dimostrato e documentato, i data center sono strutture enormemente energivore poiché richiedono elettricità costante per alimentare migliaia di server e quantità massicce di acqua per i sistemi di raffreddamento tanto da aver portato Microsoft a ideare delle politiche di riuso e riciclo dell’acqua. Dunque, quando queste strutture si moltiplicano in una determinata area, la domanda di energia può superare rapidamente l’offerta disponibile, facendo salire i prezzi per tutti gli utenti della rete.

Il problema si è acuito negli ultimi anni con l’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa. Addestrare e far funzionare modelli AI richiede una potenza di calcolo senza precedenti, e le grandi aziende tecnologiche stanno costruendo data center a ritmi mai visti per tenere il passo con la domanda. Oltre alle conseguenze in termini di impennata dei prezzi delle RAM, situazione che abbiamo ampiamente riportato su queste pagine, questa corsa ha anche conseguenze concrete sulle comunità che ospitano queste infrastrutture.

Una tendenza che si allarga negli Stati Uniti

New York non è sola in questa battaglia. Lo stato è il sesto quest’anno a introdurre una proposta di legge per frenare lo sviluppo dei data center. Prima di New York si sono mossi Georgia, Maryland, Oklahoma, Vermont e Virginia, secondo quanto riportato da Wired.

È un fenomeno che riflette una preoccupazione diffusa a livello locale. Mentre le grandi aziende tech vedono i data center come infrastrutture strategiche essenziali, i residenti e i politici locali si trovano a fare i conti con reti elettriche sotto stress, falde acquifere prosciugate e bollette sempre più pesanti.

Lo stato attuale del disegno di legge

Il disegno di legge newyorkese è ancora nelle fasi iniziali del processo legislativo ed è attualmente al vaglio del Senate Environmental Conservation Committee. Dovrà superare diversi passaggi prima di poter diventare legge, e non è detto che ci riesca in quanto le pressioni (e l’influenza) dell’industria tech sono notevoli, e i data center portano comunque investimenti e entrate fiscali significative.

Se approvato, però, rappresenterebbe uno dei provvedimenti più restrittivi nel paese per quanto riguarda l’espansione delle infrastrutture digitali. Una moratoria di oltre tre anni darebbe tempo alle autorità di studiare a fondo gli impatti cumulativi di queste strutture e di elaborare regolamenti più stringenti per il futuro.

Insomma, trovare un equilibrio tra queste due esigenze sarà sicuramente una delle sfide politiche più importanti dei prossimi anni.

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