Quando una serie videoludica va avanti per decenni, i nuovi videogiocatori si trovano sempre di fronte al quesito in merito a dove cominciare iniziare a giocare la saga in questione. Uno degli esempi più lampanti in merito in ambito videoludico (tra i tantissimi casi, come Final Fantasy o i titoli di Star Wars, per citarne un paio) è quello di Dragon Quest, stiamo infatti parlando di quasi una dozzina di capitoli principali, senza contare gli innumerevoli spinoff che coprono quarant’anni di storia.
Negli ultimi tempi, però, Square Enix ha rilasciato una serie di remake che fungono da punti d’ingresso quasi ideali per chi si sente intimidito da tutto quel bagaglio ma vuole entrare nell’universo DQ. È qui che entra in gioco il nuovo Dragon Quest VII Reimagined il quale potrebbe essere il migliore finora.
Indice:
Dragon Quest VII Reimagined è il remake che guarda al futuro senza dimenticare il passato
DQVII fu un gioco cruciale quando arrivò sulla prima PlayStation, trattandosi del primo capitolo con grafica 3D. Per un franchise che evolve a un ritmo lento e deliberato, fu un cambiamento significativo. Forse è per questo che non è la prima volta che Square Enix lo rifà: il gioco era già stato riproposto su Nintendo 3DS con il sottotitolo Fragments of the Forgotten Past.
Reimagined costruisce sull’esperienza di base aggiungendo numerosi miglioramenti alla qualità della vita: è possibile vedere i nemici prima che inizi la battaglia, e il gioco offre un riassunto della storia ogni volta che lo si avvia. La grafica è stata completamente rinnovata, trasformando il mondo di gioco in una serie di diorami adorabili. Non raggiunge del tutto il fascino artigianale di Fantasian, ma ci si avvicina parecchio.
Una struttura episodica che rende tutto più accessibile
Questi miglioramenti rendono Reimagined un gioco che si percepisce come completamente moderno. Ma ciò che lo rende davvero un ottimo punto d’ingresso per i principianti di Dragon Quest è il modo in cui è strutturato.
Ogni Dragon Quest racconta una storia a sé stante, quindi dal punto di vista narrativo non c’è problema a iniziare la serie con qualsiasi numero, compreso il settimo. Ma ciò che rende DQVII unico è come la sua premessa lo trasforma in una serie di episodi molto più digeribili rispetto a un’unica epica avventura.
A differenza della maggior parte dei Dragon Quest e degli altri RPG fantasy, DQVII non è ambientato in un unico mondo enorme. Il gioco si apre su una piccola isola, dove gli abitanti credono letteralmente che sia l’unico posto al mondo. Naturalmente, le cose si rivelano diverse: altre isole iniziano lentamente ad apparire, e il protagonista può ricomporre tavolette magiche che lo trasportano in regni lontani.
DQVII mantiene la portata epica di un RPG tradizionale, ma questa struttura rende più facile sia giocare a piccole dosi sia ricordare cosa sta succedendo nella trama. C’è una storia generale, ma poiché ogni area ha la propria trama distinta, il gioco finisce per sembrare quasi una serie di capitoli da affrontare individualmente. Le isole sono tutte luoghi piacevoli da esplorare: un momento si sta investigando uno strano rituale in un vulcano gigante, quello dopo si visita un villaggio di contadini dove tutti sono stati trasformati in animali.
Alternative per ogni esigenza
Dragon Quest è sempre stato incredibilmente popolare in Giappone fin dalla sua nascita, ma ha gradualmente ampliato il suo pubblico nel resto del mondo. E negli ultimi anni Square Enix ha rilasciato diversi titoli che possono essere considerati ottimi giochi di partenza.
Per chi cerca qualcosa con un’atmosfera più retrò, il remake di Dragon Quest III, parte della affascinante linea HD-2D dell’editore, riesce a trovare il giusto equilibrio tra profondità e accessibilità. È diretto in un modo che lo rende una sorta di comfort food per gli RPG. Per qualcosa di più ampio respiro, c’è sempre Dragon Quest XI, il capitolo principale più recente della serie, che prende il gameplay familiare di DQ e lo accompagna con grafica di alto livello e cutscene che lo fanno sembrare un’epopea moderna.
A detta anche di chi l’ha potuto provare in anteprima, Reimagined supera questi giochi quando si tratta di essere accogliente ai neofiti. Di fatto, ogni DQ è affascinante e ogni release moderna apporta miglioramenti che lo rendono più appetibile rispetto agli RPG più datati.
A oggi però, la struttura narrativa di DQVII trasforma un’avventura enorme in una serie di storie più piccole e digeribili, rendendo più facile giocare secondo i propri ritmi e iniziare ad approcciarsi a una delle saghe videoludiche più amate e iconiche di sempre.
Dragon Quest VII Reimagined sarà disponibile all’acquisto a partire da domani, 5 febbraio, su Nintendo Switch, PS5, Xbox e PC.
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