Dopo anni di annunci, rinvii e passaggi normativi, la stretta su targa e assicurazione per i monopattini elettrici potrebbe finalmente entrare nella fase operativa. Il percorso è stato tutt’altro che lineare, ma il quadro regolatorio sembra ormai avviato verso la chiusura.

Il tema era entrato ufficialmente nel dibattito a fine 2024, con l’inserimento delle nuove regole nel Codice della Strada, fortemente volute dal ministro Matteo Salvini. Accanto a limiti tecnici già noti, la vera svolta riguardava l’equiparazione dei monopattini elettrici agli altri veicoli a motore sul fronte burocratico: obbligo di contrassegno identificativo e copertura assicurativa per la responsabilità civile.

Sulla carta, però, il sistema non era pronto. Mancavano strumenti, procedure e precedenti normativi. Da qui un iter rallentato, fatto di decreti correttivi e chiarimenti successivi. Un passaggio chiave è arrivato nell’autunno 2025, con un decreto ministeriale che ha definito diversi aspetti pratici, pubblicato ufficialmente a novembre. Ma tutto ciò non è bastato.

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Manca solo l’ultimo tassello (ma il tempo stringe)

All’appello manca ancora un tassello decisivo: il decreto del direttore generale della Motorizzazione, chiamato a stabilire il funzionamento della piattaforma telematica per la richiesta delle targhe. Senza questo passaggio, il sistema resta incompleto.

L’idea è che i cittadini possano fare tutto online: accesso alla piattaforma, pagamento tramite PagoPA (circa 8,66 euro, a cui aggiungere imposta di bollo e diritti) e richiesta del contrassegno adesivo, che potrà essere spedito a casa oppure ritirato tramite un’agenzia di pratiche automobilistiche.

I tempi sono però stretti. Il decreto mancante dovrebbe arrivare entro 90 giorni da quello precedente, portando la scadenza nella prima metà di febbraio. Da lì scatterebbero altri 60 giorni per mettersi in regola, sia con la targa sia con l’assicurazione, che dovrà essere esplicitamente collegata al contrassegno assegnato.

I dubbi che rischiano di frenare tutto

Nonostante il calendario sembri indicare marzo o aprile 2026 come orizzonte realistico, restano diverse zone d’ombra. La principale riguarda l’identificazione del mezzo: i monopattini elettrici non hanno un numero di telaio standard, perché non esiste una vera omologazione come per auto o moto. Un dettaglio tutt’altro che secondario per i controlli su strada.

Ci si interroga anche sulla praticabilità delle verifiche: quali dati dovranno fornire gli utenti? Come verrà impedito l’uso improprio delle targhe, ad esempio spostandole da un monopattino all’altro?

Un’ulteriore incertezza arriva dal fronte degli operatori: alcune agenzie di pratiche automobilistiche riferiscono di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali né istruzioni operative dalla Motorizzazione. Segnale che, almeno sul piano organizzativo, la macchina non è ancora partita.

Insomma, l’obbligo di targa e assicurazione per i monopattini elettrici sembra più vicino che mai, ma l’attuazione concreta rischia ancora di scontrarsi con i classici nodi burocratici. Il tempo stringe e, come spesso accade, sarà la fase operativa a dire se questa volta è davvero “quella buona”.