Da questa mattina molti utenti Mac, tra cui il sottoscritto, si sono ritrovati all’improvviso con mouse e tastiere Logitech “castrati”, ridotti alle sole funzioni base e senza alcuna personalizzazione possibile. Il motivo non è un bug di macOS ma un errore di gestione interna: il certificato di sicurezza usato da Logitech per firmare l’app Options+ era semplicemente scaduto.
macOS considera un certificato scaduto come un problema critico e blocca l’esecuzione dell’app, impedendo al software di avviarsi correttamente. Il risultato è la famigerata schermata con il “cerchietto che gira” all’infinito, con Logi Options+ inchiodato in caricamento e impossibilitato a comunicare con i servizi di sistema.
Perché il problema è così grave
Logi Options+ è il centro di controllo per quasi tutti i prodotti non gaming del brand, dai mouse MX Master fino alle tastiere MX Keys e agli ergonomici. Senza l’app attiva, scompaiono:
- Scorciatoie personalizzate per tasto e per applicazione.
- Gesture avanzate, funzioni speciali della rotella e regolazioni della velocità di scorrimento.
- Profili di lavoro creati ad hoc per app di produttività, montaggio video, coding e così via.
Il paradosso è che molti dispositivi Logitech non gaming non dispongono di memoria interna per salvare i profili, quindi l’unico modo per sfruttarli davvero è passare da Options o Options+. Quando il software crolla, tutto l’ecosistema crolla con lui, e il livello di frustrazione che si legge su Reddit e sui social è perfettamente comprensibile.
Chi è coinvolto (e chi no)
Il blackout riguarda esclusivamente macOS, perché è il sistema Apple a rifiutare l’esecuzione di un’app firmata con un certificato scaduto. Su Windows, infatti, la stessa versione di Options+ continua a funzionare senza problemi, con tutte le personalizzazioni operative come sempre. Linux, come spesso accade con il software ufficiale Logitech, resta ai margini: Options+ non è disponibile sulla piattaforma del pinguino, lasciando agli utenti solo soluzioni di terze parti per gestire mouse e tastiere avanzate. In pratica, al momento:
- Utenti Mac: software bloccato, scorciatoie non funzionanti, gesture disattivate.
- Utenti Windows: nessun impatto, app perfettamente operativa.
- Utenti Linux: esclusi a priori, ma non toccati dal bug perché già legati ad alternative non ufficiali.

L’aggiornamento è arrivato ma va fatto manualmente e non è segnalato bene
In una pagina ufficiale, Logitech ha riconosciuto il problema, parlando esplicitamente di certificato scaduto e indicando che ”è disponibile un nuovo programma di installazione “patch” per Logitech Options+ e G HUB per risolvere un problema che impediva il funzionamento delle app su macOS.”
L’azienda ha pubblicato una nota di supporto che trovate QUI in cui è possibile scaricare il nuovo programma di installazione di Options+ per poter nuovamente accedere al programma di personalizzazione dei device del brand. Peccato che la pagina non sia di facile accesso ossia l’utente meno esperto non la troverà facilmente se non dopo ore di navigazione sul portale di supporto, oltretutto non in italiano. E questo è un peccato per un’azienda come Logitech.
In questo caso però la soluzione arriva sotto forma di una reinstallazione manuale di Logi Options+ firmata con un certificato aggiornato, senza modifiche sostanziali al numero di versione o alle funzionalità dell’app. Le configurazioni e i profili creati in precedenza rimangono intatti, pronti a riattivarsi non appena l’app tornerà a dialogare correttamente con macOS. Effettivamente una volta scaricato il pacchetto rilasciato da Logitech e seguito a regola la procedura, il programma va a riconfigurarsi e si riavvia esattamente come avrebbe dovuto fare solitamente permettendo dunque di avere tutte le impostazioni dovute dei device Logitech registrati
Nell’attesa dell’aggiornamento ufficiale, la community si era mossa come spesso accade, individuando dei workaround che permettono di far ripartire Logi Options+ almeno in parte. Il più discusso è quello che gioca con l’orologio del sistema: disattivare l’impostazione “Imposta data e ora automaticamente” su macOS o anche impostare manualmente la data al 5 gennaio (o precedente), “tornando indietro nel tempo” rispetto alla scadenza del certificato. In questo modo macOS non vedeva più il certificato come scaduto e consentiva all’app di avviarsi, rendendo di nuovo disponibili scorciatoie e profili. Tuttavia, modificare la data di sistema non è privo di conseguenze: può mandare in crisi altri software, generare problemi di sincronizzazione con i servizi cloud e impattare sulla sicurezza complessiva del sistema.
Un campanello d’allarme per l’ecosistema Logitech
L’episodio va oltre il semplice “disservizio temporaneo”: per moltissimi professionisti, creativi e power user, il combo di mouse e tastiere MX è una parte centrale del flusso di lavoro quotidiano, soprattutto in ambito Mac. Vedere tutto fermarsi da un momento all’altro per un certificato dimenticato mette sotto i riflettori quanto sia delicato il rapporto tra hardware premium e software di gestione.
La vicenda riapre anche un tema noto: la percezione che il software Logitech, per quanto ricco di funzioni, non sempre sia all’altezza dell’hardware a cui è abbinato, complice una lunga storia di bug, instabilità e mancanza di alternative ufficiali su piattaforme come Linux. Per un brand che punta moltissimo su produttività e affidabilità, episodi del genere sono tutto fuorché trascurabili e rischiano di erodere la fiducia costruita negli anni.
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