La NASA torna a guardare con decisione verso la Luna e, come confermato ufficialmente nelle scorse ore, la missione Artemis II ha ora una data di lancio fissata: 6 febbraio 2026. Si tratta, ovviamente, di una data ancora soggetta a variazioni, legate soprattutto alle condizioni meteo e all’esito dei test finali, ma il conto alla rovescia è ormai iniziato e, dopo oltre mezzo secolo, l’agenzia statunitense si prepara a riportare esseri umani nelle immediate vicinanze del nostro satellite naturale.

Per Artemis II si tratta di una tappa cruciale all’interno del programma Artemis, che fungerà da missione di prova con equipaggio in vista di Artemis III (attualmente prevista per il 2028), quella che dovrebbe segnare il ritorno dell’uomo sulla superficie lunare.

Al via i test finali per la missione Artemis II della NASA

Secondo quanto dichiarato da Bethany Stevens, portavoce della NASA, mancano ormai meno di due settimane al rollout del razzo Space Launch System (SLS) e della capsula Orion dal Veichle Assembly Building (VAB) del Kennedy Space Center; un passaggio tutt’altro che secondario, dal momento che segnerà l’inizio dei test finali a livello di sistema, indispensabili prima di autorizzare il volo con equipaggio.

Negli ultimi giorni le strutture di supporto e manutenzione attorno a SLS e Orion sono state rimosse, un segnale piuttosto chiaro che i preparativi stanno entrando nella fase conclusiva. Le squadre NASA stanno inoltre lavorando alle infrastrutture di terra del Launch Complex 39B, dove verranno eseguite le ultime prove con il velivolo completamente assemblato.

Tra i test più importanti in programma troviamo il Wet Dress Rehearsal (WDR), ovvero una simulazione completa della sequenza di lancio; in questa fase, spesso e volentieri decisiva, verranno caricati propellenti criogenici (ossigeno e idrogeno liquidi), attivati i vari sottosistemi e portato il conto alla rovescia fino a pochi secondi dall’accensione dei motori.

Solo dopo l’analisi approfondita dei dati raccolti durante il WDR la NASA potrà dare il via libera definitivo al lancio. La finestra di lancio, come specificato dall’agenzia, si aprirà il 6 febbraio e resterà disponibile fino alla fine di aprile 2026, lasciando dunque un margine operativo piuttosto ampio.

È bene ribadirlo, Artemis II non prevede né l’allunaggio né l’orbita lunare completa, la capsula Orion seguirà infatti una traiettoria di ritorno libero, una scelta dettata principalmente da ragioni di sicurezza; in questo modo, anche in caso di problemi al sistema di propulsione, l’equipaggio potrebbe comunque ritornare sulla Terra sfruttando la sola meccanica orbitale.

La missione avrà una durata complessiva di circa 10 giorni e porterà gli astronauti a una distanza dalla Terra mai raggiunta da nessuna missione Apollo, offrendo anche una vista privilegiata della faccia nascosta della Luna.

A bordo della capsula Orion troveremo quattro astronauti:

  • Reid Wiseman (NASA), comandante della missione
  • Victor Glover (NASA), pilota
  • Christina Koch (NASA), pilota
  • Jeremy Hansen (CSA, Agenzia Spaziale Canadese), specialista di missione

Durante il volo verranno eseguiti numerosi test e valutazioni operative che serviranno a validare sistemi, procedure e prestazioni in vista delle future missioni con equipaggio.

Il successo di Artemis II assume un peso rilevante non solo dal punto di vista scientifico e tecnologico, ma anche politico e strategico; la competizione con la Cina, che punta a un allunaggio umano tra il 2029 e il 2030, rende il programma Artemis un elemento centrale per il ritorno degli Stati Uniti (e dei partner internazionali) sulla Luna.

Come già dichiarato dall’ESA, le missioni successive del programma Artemis potrebbero includere anche un astronauta italiano, con l’obbiettivo di arrivare, nel lungo periodo, a una presenza umana continuativa sul suolo lunare, primo passo verso obbiettivi ancora più ambiziosi come Marte.

Non ci resta che attendere dunque poco più di un mese, ma tutto lascia intendere che Artemis II rappresenterà uno dei momenti più importanti della nuova era dell’esplorazione spaziale; restiamo in attesa dei prossimi aggiornamenti ufficiali da parte della NASA, che arriveranno nelle prossime settimane.