In un colpo di scena che ha del clamoroso, SpaceX ha annunciato la dismissione della navicella spaziale Dragon, storico veicolo per il trasporto di carico e astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

A rendere ancora più surreale la notizia è il contesto in cui essa è maturata, ovvero una violenta guerra di parole tra Elon Musk e il presidente Donald Trump, esplosa nelle ultime ore sui social media e degenerata in accuse personali, minacce politiche e decisioni industriali di portata storica.

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Ecco perché SpaceX dismetterà la navicella spaziale Dragon

I rapporti tra Elon Musk e Donald Trump, un tempo apparentemente solidi e di reciproca ammirazione, si sono improvvisamente incrinati giovedì 5 giugno quando il CEO di SpaceX ha criticato pubblicamente il Big Beautiful Bill, un disegno di legge proposto dall’amministrazione Trump e destinato, secondo Musk, ad aumentare il deficit federale in modo incontrollato.

Da lì in avanti lo scontro si è rapidamente trasformato in una faida pubblica, il presidente ha messo in dubbio l’integrità di Musk e ha paventato la possibilità di revocare i sussidi e i contratti governativi concessi a SpaceX, definendo la mossa come un modo facile per risparmiare miliardi e miliardi di dollari; Musk dal canto suo, ha replicato in modo altrettanto diretto, asserendo che senza di lui Trump non avrebbe vinto le elezioni.

Nel giro di poche ore Elon Musk ha annunciato quella che ha tutte le sembianze di una mossa tanto simbolica quanto sostanziale, SpaceX dismetterà la capsula Dragon, ponendo fine a uno dei capitoli più significativi nella storia dell’esplorazione spaziale commerciale.

Per chi non la conoscesse, Dragon è la prima navicella privata ad aver portato esseri umani sulla ISS, oltre a essere l’unica in grado di riportare sulla terra grandi quantità di carico; su un totale di 51 missioni completate, 46 hanno avuto come destinazione la Stazione Spaziale Internazionale, contribuendo in modo essenziale al supporto logistico e scientifico della base orbitante.

Tra le missioni più importanti portate a termine vale la pena ricordare il recente salvataggio degli astronauti Butch Wilmore e Suni Williams, rimasti bloccati sulla ISS in seguito a un problema tecnico della capsule Boeing Starliner.

La decisione di Musk rischia ora di mettere il governo federale, e di riflesso la NASA, in una posizione particolarmente delicata; senza la disponibilità della capsula Dragon l’unica alternativa realistica sarebbe Boeing, ma i recenti problemi tecnici della sua capsula Starliner ne minano l’affidabilità.

In altre parole, la ritirata di SpaceX dai progetti finanziati a livello federale potrebbe causare ritardi significativi nelle missioni spaziali americane, complicando i piani di medio termine legati sia alla permanenza sulla ISS, sia agli obbiettivi più ambiziosi come il ritorno sulla Luna o le missioni verso Marte.

La dismissione della capsula Dragon segna un punto di svolta nella politica spaziale statunitense e nelle relazioni tra pubblico e privato nel settore aerospaziale, resta da vedere se si tratterà di una decisione definitiva o di una provocazione strategica da parte di Musk; in ogni caso l’episodio mette in luce quanto i rapporti personali tra vertici politici e industriali possano avere impatti profondi e immediati su settori ad altissimo valore strategico, come quello dell’esplorazione spaziale.

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