Seguendo le misure del pacchetto climatico “Fit for 55” che mirano a combattere il riscaldamento globale, ieri l’UE ha proposto di vietare la vendita delle auto alimentate a combustibili fossili entro il 2035.

Nello specifico la Commissione europea ha proposto che le emissioni di CO2 dei veicoli a motore dovranno diminuire del 55% entro il 2030 e raggiungere lo zero entro il 2035 e che i veicoli ibridi plug-in conteranno come veicoli a basse emissioni fino al 2030.

Ciò significa che entro il 2035 tutti i nuovi veicoli immatricolati all’interno dei 27 paesi saranno alimentati a batteria che attualmente rappresentano circa un decimo delle nuove immatricolazioni nell’UE.

Per facilitare questa transizione su larga scala la Commissione ha anche proposto una normativa che richiederebbe ai paesi di installare stazioni di ricarica pubbliche sulle principali strade entro il 2025, con una distanza massima di 60 km tra loro.

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L’UE vuole eliminare le auto a combustibili fossili entro il 2035

Se le proposte dovessero passare, l’UE prevede l’installazione di 16,3 milioni di punti di ricarica pubblici entro il 2050 e stima un costo complessivo che va dai 95 ai 142 miliardi di dollari per i caricabatterie pubblici e privati ​​entro il 2040.

Questa proposta della Commissione europea è tuttavia destinata ad attirare risposte controverse. Stati membri come Francia, Germania, Italia e Spagna potrebbero non essere troppo ansiosi di abbracciarla, dato che hanno grandi industrie che producono motori a combustione interna e veicoli ibridi, che oltretutto supportano anche migliaia di posti di lavoro.

Per quanto riguarda le case automobilistiche, il Gruppo VW e il Gruppo Stellantis (che hanno tra loro decine di marchi automobilistici) sembrano favorire la legislazione, poiché si sono già impegnati all’elettrificazione all’incirca entro la stessa scadenza, mentre Renault e BMW, che hanno investito molto sui veicoli ibridi, manterrebbero il loro status di basse emissioni solo per i prossimi nove anni.

In ogni caso, nulla è ancora definitivo. Le proposte della Commissione dovranno prima essere negoziate e approvate sia dagli Stati membri dell’UE che dal Parlamento europeo e questo potrebbe richiedere circa due anni.

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