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Continua il crollo del bitcoin, in fumo oltre 35 miliardi di dollari

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Continua senza sosta il crollo del bitcoin, che dopo aver sfiorato nelle scorse settimane i 60.000 dollari ha visto un tracollo, seguito soprattutto alle dichiarazioni di Elon Musk e alle regole più restrittive da parte della autorità cinesi e americane. Come riporta Forbes, che ha iniziato a fare i conti in tasca ai nuovi tycoon arricchitisi con la più famosa delle criptovalute, in un paio di settimane si sono letteralmente dissolti svariati miliardi di dollari.

Oltre 35 miliardi di dollari spariti

In realtà le considerazioni di Forbes sono aggiornate alla scorsa settimana ma, come ha riportato ieri Repubblica, il successivo tracollo ha ulteriormente amplificato le perdite dei principali investitori. Forbes ha analizzato una dozzina delle grandi balene che hanno fatto fortuna investendo nel bitcoin, il cui patrimonio complessivo ammontava a oltre 62 miliardi di dollari.

Più che dimezzata tale cifra, visto che con il recente crollo del valore sono andati letteralmente in fumo oltre 35 miliardi di dollari. Niente che faccia perdere il sonno agli investitori, le cui fortune non saranno certo intaccate da queste cifre, ma si tratta comunque di una perdita tutt’altro che trascurabile.

Quello che preoccupa è il breve lasso di tempo in cui tale somma si è volatilizzata, gettando ulteriori dubbi sulle monete virtuali, ancora troppo volatili per poter rappresentare una valida alternativa alle monete reali. A rendere tutto ancora più complicato i recenti interventi dei governi cinese e americano.

Da Pechino è arrivato lo stop all’utilizzo di criptovalute da parte delle banche cinesi, mentre il dipartimento del Tesoro americano accusa le monete come il bitcoin di nascondere attività illecite, facilitando di conseguenza l’evasione fiscale. Tra i novelli Paperon de’ Paperoni che hanno visto più che dimezzato il proprio patrimonio troviamo i gemelli Winklevoss, che hanno investito parte dei proventi ottenuti dalla causa contro Zuckerberg in bitcoin già nel 2012 e le cui perdite superano i 2 miliardi di dollari.

Peggio sta andando a Sam Bankman-Fired, fondatore di Alameda Research, che ha perso oltre 6 miliardi di dollari, mentre Michael Saylor ha perso più della metà del suo patrimonio, che con i bitcoin aveva superato i tre miliardi di dollari. Il crollo del prezzo del bitcoin ha affossato anche altre monete virtuali, come Ethereum, il cui co-fondatore ha perso oltre un miliardo di collari.

Male anche Brian Armstromg e Fred Ehram, fondatori della piattaforma di scambio Coinbase, che ha perso il 30 % del proprio valore dalla quotazione di fine aprile, mese del debutto a Wall Strett, dove era stata valutata 65 miliardi di dollari.