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In Italia è boom di auto elettriche, ma quanto costa davvero una ricarica? L’analisi

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Nuova Fiat 500 elettrica

C’è chi è spinto da ragioni ambientali, chi è allettato dagli incentivi statali, chi invece è sensibile alle novità e vorrebbe lasciarsi andare al fascino di spostarsi nel totale silenzio, chi infine non ne proprio può più dei continui divieti alla circolazione e dell’ostracismo che un numero sempre maggiore di amministrazioni manifestano nei confronti delle vetture a motore termico, benzina o diesel che siano.

Sono solo alcune delle ragioni che spingono un numero crescente di italiani a valutare l’acquisto di un’auto elettrica, e una delle domande più frequenti che sorgono a chi cerca di capirne di più sulle vetture “alla spina”, anche per semplice curiosità, riguarda il costo delle ricariche. Del resto, anche con gli incentivi, lo sforzo economico all’acquisto per portarne una in garage è maggiore rispetto ad un’auto “tradizionale”, per cui ci si aspetta che almeno i costi alla colonnina siano sensibilmente inferiori che al distributore di carburanti.

Ecco quindi che cercheremo di rispondere alla questione con una breve guida sui principali servizi di ricarica presenti in Italia e i loro costi. Procediamo col vedere subito quanto costa ricaricare una automobile elettrica in Italia.

Enel X: chi è, quanto costa e punti di ricarica

In Italia è boom di auto elettriche, ma quanto costa davvero una ricarica? L'analisi 1

Enel è un nome che certo non ha bisogno di presentazioni, ed Enel X è la branca dedicata a placare la “fame” delle auto elettriche partner delle competizioni sportive Formula E e MotoE. È il gestore più conosciuto in Italia nonché quello che può vantare il maggior numero di stazioni di ricarica disseminate sul territorio: la tipologia maggiormente nota è la PoleStation che eroga corrente alternata fino a 22 chilowatt, mentre le stazioni per la ricarica rapida a corrente continua con connettori CCS e Chademo arrivano fino a 50 chilowatt di potenza massima.

La distinzione tra le due tipologie non è banale dal momento che il costo (in euro al chilowattora) dipende dalla corrente e dalla potenza erogata: le tariffe a consumo, aggiornate a giugno 2020, parlano di 0,40 euro/kWh per le ricariche in corrente alternata (AC), 0,50 euro/kWh per quelle in corrente continua fino a 50 kW di potenza mentre il costo cresce a 0,79 euro/kWh se si vuole sveltire la ricarica alle colonnine con maggiore potenza. Qualora si trovasse comodo prenotare una colonnina, a queste tariffe bisogna sommare un’opzione da 25 euro l’anno.

Alle tariffe a consumo, valide per chi non è un habitué della ricarica alle colonnine pubbliche, è contrapposto un piano “flat”, un po’ come quello che i gestori di telefonia hanno in catalogo per gli smartphone. I piani sono due: Small, che offre 70 kWh per 25 euro al mese, e Large, che offre 145 kWh per 45 euro al mese. Enel X conta ben 57.519 stazioni di ricarica in tutta Europa: qui la mappa.

Ionity: chi è, quanto costa e punti di ricarica

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Rispetto ad Enel X, in Italia Ionity è meno conosciuto ma potremmo scommettere che non siano pochi quelli che ne hanno sentito parlare in almeno un’occasione. Ionity infatti è un consorzio fondato dai principali produttori europei di veicoli elettrici (a cui si sono aggregati Hyundai e Ford) presente in tutta Europa ma approdato da poco in Italia, il cui obiettivo è di fornire energia elettrica alle batterie a potenze elevate. Così Ionity è rivolto solamente a chi possiede un’auto con connettore europeo Combo CCS, con prezzi al chilowattora inevitabilmente superiori alla media.

Si può sottoscrivere un account a Ionity solamente via web tramite il sito o l’applicazione per smartphone dedicata, ma come intuibile dalla premessa c’è una sola tariffa: un chilowattora di energia costa 0,79 euro, però alcuni dei produttori che fanno parte del consorzio offrono una tariffa agevolata, come Audi e Porsche, chiedendo ai loro clienti all’incirca 0,30 euro/kWh. Qui la mappa delle colonnine attive in Europa e quelle che invece lo saranno a breve.

BeCharge: chi è, quanto costa e punti di ricarica

colonnina becharge

Si tratta di un gestore giovane che ha ha approcciato la sfida di crearsi un nome disseminando in giro per il Paese il maggior numero possibile di colonnine. Inizialmente BeCharge ha puntato esclusivamente sulle colonnine in corrente alternata da 22 kW, che per questo sono le più diffuse, ma di recente è partita l’installazione di quelle fast a corrente continua.

Aggressivi i prezzi, specie per le colonnine fast: 0,45 euro/kWh per le quelle a corrente alternata, 0,50 euro/kWh per quelle a corrente continua a prescindere dalla potenza erogata, che con un connettore Combo CCS può arrivare a 75 kW. Interessanti i piani flat: Be Super Happy 50 offre 50 kWh per 21 euro al mese, mentre Be Super 100 offre 100 kW a 38 euro. Il network di BeCharge conta, a fine settembre, 2.644 punti di ricarica operativi o in attesa di connessione alla rete, mentre sono 2.730 quelli in costruzione: qui la mappa.

Duferco Energia: chi è, quanto costa e punti di ricarica

Duferco Energia

Duferco Energia è divenuta presto una delle aziende più apprezzate dai possessori di un veicolo elettrico per merito di un’offerta molto diversificata e orientata verso piani flat peraltro proposti a cifre allettanti, forse quelle che più si avvicinano ai costi della ricarica casalinga. Inoltre i clienti Duferco possono pure sfruttare pure le colonnine dei partner.

L’offerta principale di Duferco prevede un monte da 300 kWh per 61 euro al mese, scontato al 50% per i primi tre mesi (quindi fanno 30,50 euro): calcolatrice alla mano, si tratta di circa 0,20 euro al chilowattora a regime e 0,10 in promozione. Al fianco di questa ci sono dei pacchetti prepagati con un “tetto” in kWh spendibile in 12 mesi: 100 kWh a 48,8 euro, 91,5 euro per 200 kWh oppure 170,8 euro per 400 kWh. Se si terminasse anzitempo il plafond, si può acquistare un nuovo pacchetto prepagato tramite Card o app D-Mobility.

Infine, ci sono la tariffa a consumo da 0,488 euro/kWh su colonnine Quick e Fast fino a 50 kW di potenza, e quella a tempo, valida solamente nelle colonnine Duferco e da richiedere via SMS: 2,50 euro l’ora per le colonnine AC (massimo 22 kW) oppure 2,50 euro ogni 10 minuti per le colonnine rapide fino a 50 kW. I clienti Duferco possono fare affidamento su oltre 10.000 punti di ricarica in Italia e, attivando l’opzione Roaming, su più di 65.000 in Europa: qui la mappa.

Neogy: chi è, quanto costa e punti di ricarica

Colonnina Neogy

Neogy nasce nel 2019 come joint venture tra i due maggiori provider energetici del Trentino-Alto Adige, Alperia e Dolomiti Energia. L’azienda ha parecchio a cuore la sostenibilità ambientale: il 100% dell’energia erogata da ciascuna colonnina, assicura, proviene da una centrale idroelettrica trentina. Non sorprende dunque che la totalità delle stazioni di ricarica Neogy siano installate all’interno della regione, con qualche eccezione legata alla partnership con il gruppo Jaguar Land Rover.

Neogy ha alcune stazioni ad altissima potenza denominate Hypercharger che affiancano una rete di colonnine in corrente alternata e corrente continua. Per usufruirne viene richiesto un pagamento di 35 euro una tantum mentre il chilowattora erogato dalle stazioni in corrente alternata costa 0,45 euro, dalle stazioni in corrente continua 0,50 euro e infine 0,70 euro per le Hypercharger. Qui la mappa dei punti di ricarica Neogy e quelle in interoperabilità in Italia e in Europa.

EvWay: chi è, quanto costa e punti di ricarica

EvWay by Route220, tra le aziende più piccole, è quella che maggiormente è riuscita a farsi notare in un mercato agguerrito e in forte espansione come quello della ricarica per i veicoli elettrici. Il gestore vanta clienti del calibro di AVIS, DHL o Roche, opera anche con Enel X in interoperabilità – inevitabile alla luce delle dimensioni ridotte – ma dispone pure di una propria rete, con le colonnine principalmente dislocate nelle zone più trafficate di Milano e Torino e, di recente, nei supermercati della catena Tigros.

Il sistema di pagamento previsto da EvWay è singolare. Il cliente infatti deve acquistare dei crediti denominati in maniera simpatica coccinelle. Ciascuna coccinella vale 0,01 euro, mentre la “colonia” di dimensioni minori ne prevede 1.000 per 10 euro. Va da sé che il costo del singolo chilowattora va corrisposto in coccinelle, che viene quindi decurtato dal monte residuo: per le stazioni in corrente alternata servono 40 coccinelle al chilowattora mentre poco di più per quelle in corrente continua, 45 al kWh. Nel primo caso dopo le prime quattro ore consecutive alla tariffa a consumo si aggiunge un balzello a tempo da 400 coccinelle per ogni ora (o frazione) ulteriore, che crescono a 1.000 l’ora (o frazione) dopo 2 ore filate per le colonnine DC.

Il meccanismo ha il chiaro scopo di scoraggiare la sosta prolungata alle colonnine pubbliche e tenerle così il più possibile disponibili per gli altri automobilisti. Tuttavia durante la fascia notturna, che va da mezzanotte alle otto, il balzello non è attivo. EvWay applica invece la tariffa di 80 coccinelle/kWh per coloro che decidessero di approvvigionarsi ad una colonnina di Ionity. Qui la mappa dei punti di ricarica EvWay.