Amazon Echo Alexa

Con gli smart speaker e gli smart display che stanno diventando sempre più popolari in giro per il mondo, sta crescendo di conseguenza l’attenzione verso i dati personali che vengono forniti alle aziende come Amazon e Google (e per alcuni la paranoia di essere ascoltati 24H). Ed ecco allora che è appena scoppiato un vero e proprio scandalo Amazon.

Amazon ha ammesso che non elimina sempre i dati memorizzati che ottiene attraverso le interazioni vocali con gli smart speaker Echo, anche dopo che un utente sceglie di cancellare i file audio dal proprio account.

Le rivelazioni sullo scandalo Amazon, delineate esplicitamente da Amazon in una lettera al senatore americano Chris Coons (D-DE) pubblicata nelle scorse ore ma datata 28 giugno, gettano ancora più luce sulle pratiche legate alla privacy della società per quanto riguarda il suo assistente vocale digitale.

Scandalo Amazon: conserva i dati raccolti da Alexa anche se si cancellano i file audio 1

Seppur nei termini di contratto che devono essere accettati per poter usare l’app Alexa sugli smartphone o gli smart speaker si legga “Conserviamo le registrazioni vocali dei clienti e le trascrizioni fino a quando il cliente sceglie di eliminarle“, in realtà è una bugia.

Amazon afferma che alcune delle trascrizioni o informazioni ricavate dalle trascrizioni non vengono effettivamente rimosse, sia perché il processo di cancellazione non è immediato (i dati non sono memorizzati in un solo server ma in almeno 3, per questioni di backup e di sicurezza) sia perché, in alcuni casi, si sceglie di conservare i dati senza dire nulla all’utente.

È bene sottolineare che lo scandalo Amazon al momento riguarda solo il mercato statunitense, visto che nella lettera si fa precisamente menzione degli utenti americani. Certo è che se questa pratica è portata avanti negli USA, perché non dovrebbe essere portata avanti anche in Europa (in netto contrasto con il GDPR).

Staremo a vedere come evolverà la situazione, certi che la privacy di tutti noi sta venendo sempre meno anche quando siamo a casa.