Sismografi fibra ottica

Grazie a una tecnica messa a punto in collaborazione dall’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM) e dal National Physical Laboratory (NPL), i terremoti marini potranno essere studiati in maniera molto piacere approfondita rispetto ad oggi. La cosa più incredibile è che il costo del progetto è estraente basso, dal momento che sfrutta le fibre ottiche già presenti sulla terraferma e sul fondo del mare per misurare le variazioni acustiche provocate dai sismi.

Il 70% di tutta la superficie della Terra è composta acqua ma, nonostante questo, la maggior parte dei terremoti avviene sulle terre emerse. Per questa ragione, i migliori sistemi di rilevazione dei sismi si trovano sulla terra ferma e non nel mare.

Per sfruttare la tecnica messa a punto dall’INRiM ci sarà bisogno non solo ai cavi sottomarini già presenti (gli oceani sono la casa delle fibra ottiche per la connessione a internet più lunghe del mondo) ma anche grazie a nuovi cavi lunghi fino a 535 chilometri e collocati fra tra 25.000 e 18.500 chilometri di distanza dall’epicentro del terremoto.

Secondo l'INRiM, con la fibra ottica si possono studiare i terremoti sottomarini 1

Con le vibrazioni anche minime che è possibile rilevare con le fibre ottiche e con l’accoppiata con gli attuali sismografi, i miglioramenti nella precisione delle rilevazioni dei terremoti potranno essere decisamente superiori.

Davide Calonico, Primo Ricercatore all’INRIM e coordinatore del progetto di ricerca, ha spiegato che “è sempre bellissimo quando una tecnica usata per uno specifico ambito scientifico si rivela utile anche in un altro campo. In questo caso, tecniche ormai affermate nel settore della metrologia di tempo e frequenza hanno dato risultati interessanti quando sono state applicate alle analisi dei sismi sottomarini. La nostra capacità di misurare quasi in tempo reale la variazione infinitesimale della lunghezza della fibra ottica, utilizzando un laser ultra stabile, è stata decisiva per poter sfruttare l’infrastruttura di fibre ottiche per le telecomunicazioni presente sotto la superficie del mare“.