Crittografia end-to-end

Molto spesso quando parliamo di sicurezza online, password manager e criptovalute, poniamo l’attenzione su quanto importante sia la crittografia dei dati per garantire una sicurezza e una privacy molto elevata. Nonostante ciò, la crittografia fa molta paura ai governi di alcuni Stati (la Russia e la Cina sono, per antonomasia, gli Stati più contrari alla crittografia) vista l’impossibilità di monitorare i dati crittografati e sembra che al club si voglia aggiungere anche Donald Trump, il presidente degli USA.

Sembra infatti che l’amministrazione Trump stia considerando l’ipotesi di vietare qualsiasi crittografia end-to-end su piattaforme tecnologiche. Ricordiamo che al momento tale tipo di crittografia è utilizzata su servizi di messaggistica come iMessage, FaceTime, WhatsApp e Telegram.

Donald Trump come Putin e Xi Jinping: non vuole la crittografia end-to-end 1

Stando a quanto scoperto dalla redazione di Politico, il potenziale ban della crittografia end-to-end è stato l’ordine del giorno di una una recente riunione per la sicurezza nazionale. Al momento non vi è nulla di ufficiale o di ufficioso ma un potenziale ban di questa tecnologia metterebbe a serio rischio la società tecnologica per come la conosciamo oggi.

Ricordiamo che l’utilizzo della crittografia end-to-end significa che i dati vengono mascherati nel momento dell’invio e solo lo smartphone e il server destinatario possiedono la chiave utile ad aprire il lucchetto. Ciò significa che i dati sono al sicuro quando lasciano lo smartphone, lungo tutto il tragitto e fino all’arrivo a destinazione. Qualsiasi intercettazione dei dati non servirebbe a nulla senza possedere la chiave privata.

Donald Trump e parte dell’FBI sostengono che la sospensione della crittografica end-to-end sarebbe un passo importante per aiutare a catturare criminali e terroristi, con azioni di controllo e intercettazione rese molto più semplici. Di contro, la privacy delle persone sarebbe messa alla merce di ISP, grandi aziende e hacker.