Con la maggioranza dei documenti di lavoro e dei messaggi di testo scritti attraverso una tastiera virtuale, la presenza del correttore automatico è ormai imprescindibile. Apple ha integrato tale tecnologia anche sui suoi Mac, il che ha contribuito a renderli fra i più popolari fra scrittori e giornalisti. Forse non tutti sanno però che esistono moltissimi brevetti che coprono la tecnologia del correttore automatico, tanto che lo sta imparando bene Apple che è stata citata in giudizio dall’azienda Sentius Corporation (ora diventata Sentius International).

Da quanto abbiamo appreso dalla descrizione della causa, Sentius Corporation è stata un’azienda fondamentale nello sviluppo del Newton e del “Sentius Electronic Book Player” usato per i Mac. Una volta interrotto il rapporto di collaborazione però, Apple avrebbe integrato tale Player in tutti i suoi computer spediti in Giappone tra il 1996 e il 1998, oltre che fino ad iPhone 5.

Nello specifico, in tribunale sono stati portati all’attenzione del giudice i brevetti statunitensi n. RE43.633 e 7.672.985, che racchiudono i punti salienti del “red squiggly”, un sistema di controllo ortografico e del dizionario associato.

Apple è accusata di aver utilizzato questa tecnologia, coperta da regolare brevetto, senza alcuna autorizzazione su Mail, Messaggi, Note, TextEdit e Safari, oltre che nelle versioni da 5 a 7 di Pages e da 6 a 8 di Keynote.

Cosa ancora più grave, ad Apple viene imputato il fatto di sapere che stava infrangendo due brevetti ma di non aver fatto nulla in merito: “L’imputato era a conoscenza della violazione del brevetto 633 almeno dal 21 luglio 2015“.

Al momento il processo è nelle sue fase iniziali e molto probabilmente saranno necessari diversi mesi se non anni prima che si arrivi a una decisione.