Forte del successo avuto con il primo modello, Dreame continuare a rinnovare quello che ormai è un riferimento sulla fascia media dei robot aspirapolvere e lavapavimenti. Stiamo parlando della serie L10s che ancora una volta si evolve, generazione dopo generazione, mantenendo un equilibrio tra innovazione tecnologica e accessibilità di prezzo. Stiamo provando da alcune settimane il nuovo Dreame L10s Ultra Gen 3 Kit che arriva dopo il successo del Gen 2 e del Gen 1, portando con sé aggiornamenti hardware significativi che lo distinguono nettamente dai predecessori: la potenza di aspirazione passa dai 7.000 Pa del primo modello ai 25.000 Pa di questa terza generazione, la spazzola laterale diventa estensibile con doppia articolazione, il mocio acquisisce la capacità di estendersi lateralmente con micro-oscillazione, e la stazione base viene completamente ridisegnata con piastra autopulente a 20 ugelli e asciugatura ad aria calda.

Dreame lo posiziona come il vertice attuale della linea L10s, non il dispositivo più costoso del catalogo complessivo, ma quello che concentra il maggior numero di innovazioni rispetto alla generazione precedente e che definisce la direzione tecnologica del brand per la fascia media. Vale davvero quello che promette a questo prezzo, considerando l’evoluzione rispetto ai modelli precedenti della stessa serie, o le specifiche restano in buona parte sulla carta?

Com’è fatto il Dreame L10s Ultra Gen 3: design, dimensioni e dotazione

Circolare e compatto nelle misure, il robot misura 350 mm di diametro per 97 mm di altezza e pesa 3,89 kg, dimensioni che gli permettono di passare sotto letti e divani standard senza difficoltà e di completare i percorsi senza rimanere incastrato nei passaggi più stretti. La finitura in bianco lucido con dettagli dorati sulla calotta superiore non è il solito grigio anonimo che caratterizza molti concorrenti di pari fascia, e la qualità percepita dell’insieme è superiore a quanto il prezzo suggerirebbe.

La spazzola principale è interamente in gomma, una scelta che riduce concretamente la tendenza dei capelli e dei peli lunghi ad avvolgersi attorno all’asse centrale, un vantaggio immediato per chi convive con animali. Sulla parte superiore, la torretta LiDAR sporge di qualche millimetro, ma senza superare il profilo complessivo del robot. La spazzola laterale è uno dei differenziali più evidenti rispetto ai modelli precedenti della serie: si tratta di un braccio a doppia articolazione estensibile, poco comune in fascia, che si sporge meccanicamente verso pareti e angoli invece di restare fisso come su quasi tutti i concorrenti diretti, portando le setole a contatto con zone che una posizione rigida non raggiungerebbe. L’effetto pratico è una pulizia perimetrale più completa, senza dover impostare passaggi aggiuntivi manuali. Sul fronte dei serbatoi interni, il robot trasporta 0,25 L di polvere e 0,08 L di acqua, ma sono capacità che l’utente non gestisce mai direttamente: la stazione base svuota, riempie e mantiene tutto in automatico.

La stazione base entra in scena con dimensioni che richiedono spazio: 340 mm di larghezza, 457 mm di profondità, 590 mm di altezza, per un peso totale di circa 8,86 kg. In cambio, offre quattro funzioni completamente automatizzate che operano in sequenza a ogni rientro del robot: svuotamento della polvere nel sacco da 3,2 L tramite aspirazione ad alta velocità, riempimento dell’acqua pulita dal serbatoio da 4,5 L, raccolta dell’acqua sporca in un secondo serbatoio da 4 L, e lavaggio dei mop su una piastra con 20 ugelli che spruzzano acqua pulita mentre i mop ruotano sulla piastra di pulizia. Dopo il lavaggio, l’aria calda asciuga i pad per ridurre umidità residua e formazione di odori sgradevoli. Anche il sacco polvere contribuisce a ridurre gli interventi manuali: con una capacità di 3,2 L, l’autonomia stimata arriva a cento giorni in condizioni normali, molto più a lungo rispetto alla generazione precedente. È poi presente un serbatoio dedicato per il detergente per evitare di doverlo inserire nel vanno dell’acqua pulita.

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Come pulisce il Dreame L10s Ultra Gen 3: test su pavimenti duri e parquet

Il comportamento generale trasmette una sensazione di pulizia calibrata più che di potenza bruta, nonostante i 25.000 Pa di pressione di aspirazione siano un valore insolito per questa fascia di prezzo. Sul grès porcellanato del soggiorno, il robot distribuisce l’acqua in modo uniforme, senza eccedere mai il bagnato anche con la modalità di umidità al massimo. I pad girano a 180 giri al minuto e mantengono una pressione costante sul pavimento, il che rende lo sfregamento percettibilmente più incisivo rispetto a sistemi a panno vibrante. Sul parquet in camera da letto, configurando dall’app una riduzione dell’umidità erogata per quella stanza, la superficie è restata praticamente asciutta al termine del passaggio, senza rischi per il legno.

Sullo sporco nei giunti tra le piastrelle, il robot si comporta bene su fughe standard poco profonde. Su fughe più profonde o irregolari i risultati possono variare, e in quei casi un secondo ciclo resta l’opzione più realistica. La combinazione tra la potenza di aspirazione e lo sfregamento rotante dei mop fa il suo lavoro nella maggior parte delle situazioni domestiche comuni, senza aspettarsi prestazioni da fascia superiore. Nei casi in cui si rende necessario, il robot solleva automaticamente i mop a 10,5 mm prevedendo il contatto dei pad bagnati con aree che non devono essere inumidite, come i tappeti.

Lungo i battiscopa, il mop destro si estende ed esegue micro-oscillazioni della parte posteriore per inserirsi vicino alle sporgenze dei mobili e attorno alle gambe delle sedie. Il risultato concreto è una striscia non lavata ai bordi ridotta a pochi millimetri, contro i 2-5 cm che i sistemi con mop fissi lasciano tipicamente intorno al perimetro delle stanze. Combinata con la spazzola laterale estensibile che agisce in contemporanea, la copertura perimetrale si nota nella pratica, soprattutto nelle cucine con battiscopa continui o nei corridoi stretti.

In bagno, mettendo a terra una ciocca di capelli e un biscotto sbriciolato per simulare due casi in una volta sola, il robot li ha raccolti entrambi senza difficoltà. Con briciole molto fini vale la pena aumentare la potenza di aspirazione dall’app, altrimenti qualche residuo può restare. Sul fronte della rumorosità, in modalità silenziosa il livello si attesta intorno a 51 dB, compatibile con l’uso serale o durante una conversazione; in modalità Max sale a 63 dB, ancora entro soglie accettabili per la maggior parte degli ambienti domestici. Durante lo svuotamento automatico alla base, il picco raggiunge circa 69 dB, un valore contenuto rispetto ai concorrenti che in quella fase superano i 77 dB, rendendo l’operazione poco invasiva.

Recensione Dreame L10s Ultra Gen 3 kit: ora che è in offerta vale ogni euro speso 21

Come naviga il Dreame L10s Ultra Gen 3: LiDAR, mappe e gestione ostacoli

Una delle scelte progettuali che distingue il Gen 3 riguarda la navigazione: niente telecamera RGB, ma un sistema laser a luce strutturata che mappa gli ostacoli in tre dimensioni e funziona anche al buio completo, senza bisogno di illuminazione frontale. Scarpe, cavi, borse appoggiate sul pavimento vengono identificati e aggirati senza urti. Chi è sensibile alla privacy apprezzerà l’assenza di qualsiasi flusso video all’interno dell’abitazione, un aspetto che i modelli con telecamera integrata non possono garantire allo stesso modo.

La mappatura è affidata alla torretta LiDAR che esegue una scansione a 360 gradi e costruisce una planimetria precisa già durante la prima sessione di esplorazione, in genere completata in pochi minuti. Il dispositivo supporta fino a quattro mappe distinte, rendendolo adatto ad abitazioni su più livelli: su ogni piano si possono definire zone con intensità di pulizia diversa, barriere virtuali, aree vietate e modalità di gestione dei mop specifiche per stanza. Se il robot incontra un ostacolo non presente in mappa, aggira e riprende il percorso pianificato senza tornare alla base, completando la sessione in modo efficiente anche in ambienti che cambiano durante il ciclo.

Per le soglie e i tappeti, il sistema offre tre modalità configurabili dall’app: aspirazione con sollevamento dei mop, esclusione completa dell’area o pulizia sequenziale con deposito dei mop alla base prima di affrontare i tessili. Non avendo queste superfici nel nostro ambiente di prova, riportiamo le opzioni come funzioni disponibili, rimandando a una verifica diretta per chi ha tappeti a pelo medio o lungo nel proprio spazio.

Recensione Dreame L10s Ultra Gen 3 kit: ora che è in offerta vale ogni euro speso 22

App, Matter e domotica: come si integra nella casa connessa

L’esperienza nell’app Dreamehome è quella di un pannello di controllo granulare, non di un semplice interruttore on/off. La schermata principale mostra la mappa aggiornata in tempo reale con la posizione del robot, lo stato del ciclo e la percentuale di batteria; da lì si accede a ogni dettaglio della pianificazione, dalla divisione per stanze all’intensità di aspirazione per singola zona su cinque livelli, incluso il Max+ riservato alla pulizia profonda. La modalità di umidità dei mop è regolabile su 32 step distinti, un livello di granularità raro in fascia, e i quattro percorsi di pulizia disponibili permettono di adattare il comportamento del robot al layout dell’ambiente.

Le scorciatoie personalizzabili nella schermata principale dello smartphone consentono di avviare la pulizia di una stanza specifica con un tocco, senza dover navigare nei menu. L’app per Apple Watch aggiunge la possibilità di monitorare lo stato del ciclo, controllare la batteria e avviare o mettere in pausa la pulizia direttamente dal polso, funzione che si rivela utile quando si è fuori casa e ci si ricorda di non aver programmato la sessione serale.

Sul fronte della stazione base, l’app gestisce la programmazione della ricarica nelle fasce orarie a tariffa ridotta, il monitoraggio del livello dei serbatoi, la notifica quando il serbatoio dell’acqua sporca è pieno e il controllo del ciclo di asciugatura dei mop. La piastra di lavaggio autopulente opera in automatico a ogni rientro del robot, il che riduce la manutenzione manuale della stazione a un semplice risciacquo periodico della vaschetta estraibile, indicativamente ogni trenta giorni, per smaltire eventuali residui solidi pesanti che gli ugelli non hanno drenato.

Il supporto nativo al protocollo Matter è uno dei differenziali più significativi rispetto ai modelli precedenti della stessa gamma e a molti concorrenti della fascia. Grazie a questo standard, il robot si integra direttamente in Apple Home, Amazon Alexa, Google Home o Samsung SmartThings senza dover passare dai server cloud proprietari per le funzioni di base, garantendo una risposta ai comandi vocali quasi istantanea e una connessione più stabile. Il risultato pratico è la possibilità di dire “avvia la pulizia del soggiorno” a qualunque assistente vocale collegato e ricevere esecuzione immediata, riducendo ulteriormente gli interventi manuali sull’app e avvicinando il sistema all’automazione domestica reale.

Prezzo, dove acquistarlo e conclusioni

Al momento in cui stiamo scrivendo, Dreame L10s Ultra Gen 3 Kit è acquistabile su Amazon Italia a 421 euro grazie alla Festa delle Offerte di Primavera di Amazon (valida fino al 16 marzo 2026), rispetto al prezzo di listino di 599 euro e al prezzo medio degli ultimi 30 giorni di 499 euro.

A chi lo consigliamo

Dreame L10s Ultra Gen 3 Kit è una scelta interessante per chi abita in appartamenti con superfici miste, presenza di animali domestici o distribuzione su più livelli. La potenza di aspirazione da 25.000 Pa si fa sentire su pavimenti duri e tappeti a pelo corto, la spazzola laterale estensibile e il mop con micro-oscillazione garantiscono una copertura perimetrale difficile da trovare a questo prezzo, e la stazione con piastra autopulente e asciugatura ad aria calda riduce la manutenzione quotidiana a pochi minuti a settimana. Chi cerca il lavaggio dei mop con acqua calda o la funzione di videosorveglianza remota troverà queste due voci assenti, ma si tratta di compromessi accettabili a fronte di un prezzo sensibilmente inferiore rispetto ai modelli che integrano entrambe le funzioni. Per chi vuole un sistema autonomo e silenzioso, capace di gestire una casa di medie o grandi dimensioni senza interventi quotidiani, è una delle opzioni più complete disponibili in questa fascia.

Pro:

    • Aspirazione da 25.000 Pa;
    • Spazzola laterale estensibile a doppia articolazione;
    • Presente il serbatoio dedicato per il detergente;
    • Mop con estensione e micro-oscillazione laterale.

Contro:

    • Nessun lavaggio dei mop con acqua calda;
    • Stazione ingombrante;
    • Nessuna telecamera o funzione di videosorveglianza o pattugliamento remoto tramite app.

Voto finale:

7