Dreame è un nome che la maggior parte di voi assocerà ai robot aspirapolvere o alle scope elettriche senza fili, ma il marchio cinese ha da poco allargato i propri orizzonti puntando dritto al cuore della cucina con una linea di grandi elettrodomestici che comprende forni, frigoriferi e, appunto, lavastoviglie. Dreame DZ40 Pro è il modello d’ingresso di questa nuova gamma, pensato per chi vuole tecnologia moderna e un buon livello di pulizia senza dover necessariamente puntare al modello più costoso della famiglia, DZ60 Pro di cui accenneremo le differenze lungo questa recensione.
Sulla carta gli ingredienti ci sono tutti: sistema di lavaggio HydraFlow a 360° con braccio irroratore FlexWing, lavaggio ad alta temperatura fino a 75°C, efficienza energetica di Classe A, un funzionamento silenziosissimo da appena 42 dB e una capienza fino a 15 coperti. Il tutto a un prezzo di listino di 899 euro, quindi ben lontano dalle cifre più ostiche a cui siamo abituati con i grandi marchi europei di elettrodomestici. L’abbiamo installata e utilizzata per diverse settimane in cucina, ecco come si è comportata in questa recensione.
Indice:
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Design, installazione e capienza
Dreame DZ40 Pro è una lavastoviglie a incasso, quindi pensata per scomparire dietro un pannello su misura del vostro mobile da cucina: i comandi sono nascosti a sportello chiuso e il fronte può ospitare qualsiasi tipo di anta. Pannello e maniglia, come da prassi per questa categoria di prodotti, non sono compresi nella confezione e vanno forniti dal vostro mobiliere o negozio di cucine, nel nostro caso abbiamo una gola sull’anta per cui non era necessario installare alcuna maniglia.
L’installazione è piuttosto standard: in confezione trovate la classica Dima da appoggiare al mobile per individuare con precisione i punti di foratura, dopodiché la lavastoviglie si aggancia e si avvita senza troppe difficoltà. Comoda anche la regolazione dei piedini: quello posteriore si alza agendo su una vite accessibile dal fronte, senza dover spostare l’elettrodomestico. Un consiglio se decidete di installarla da soli: regolate i tiranti dello sportello prima di fissare tutto in modo definitivo, perché le relative viti si trovano sul retro, sono piccole e non semplicissime da individuare (si trovano accanto al telaio in alluminio che racchiude la struttura, sulla Dima è ben indicato). Vale la pena farlo con calma perché, come vedremo, lo sportello si apre automaticamente a fine ciclo e se i tiranti non sono regolati a dovere il movimento rischia di essere piuttosto brusco.
Nella scatola, oltre all’unità principale, trovate cestello superiore, cestello inferiore, vaschetta portaposate, imbuto per il sale, staffe per il pannello, adesivi resistenti al vapore, piastre di fissaggio in metallo e tutta la minuteria (viti di vari formati e fibbie in plastica) necessaria per il montaggio. Tubo di carico, tubo di scarico e cavo di alimentazione misurano rispettivamente 150, 165 e 160 cm, dati utili da avere sotto mano se dovete valutare la distanza dagli attacchi idraulici ed elettrici già presenti in cucina in quanto pre-fissati alla lavastoviglie .



Internamente i tre cestelli sono ben disposti e sfruttano bene lo spazio. Il cestello inferiore, in particolare, dispone i piatti dal fondo verso il fronte invece anziché lateralmente, una scelta che abbiamo trovato comoda perché consente di caricare più stoviglie senza sprecare spazio. Di spazio per i piatti, appunto, ce n’è moltissimo, un filo meno per le pentole: sul ripiano inferiore ne entra comodamente una di grandi dimensioni, una seconda finisce per occupare alcuni alloggiamenti destinati ai piatti, altrimenti conviene sfruttare il ripiano centrale se possedete pentole basse o con manico removibile (le nostre pentole con manico removibile, ad esempio, ce n’erano entrate diverse senza il minimo problema).
Il vero rompicapo è il cestello delle posate, fin troppo ricco di alloggiamenti dedicati: quelli per le forchette, ad esempio, sono disponibili in due misure diverse e le posate con il manico più spesso trovano posto solamente negli slot più generosi. Piccolo dettaglio che abbiamo apprezzato: la porzione centrale del cestello è leggermente ribassata, perfetta per ospitare pinze e utensili da cucina più grandi che normalmente non trovano posto altrove. Cestelli regolabili in altezza (EasyLift) e portabicchieri dedicato (FlexCare) completano una dotazione che, a parte il piccolo enigma delle posate, resta molto funzionale. Unica nota stonata, per lo meno sul nostro modello: il cestello inferiore tende ogni tanto a scivolare fuori dal binario e a incastrarsi, un problema che si risolve sollevandolo di pochi millimetri per farlo tornare in sede.



Per numero di coperti, Dreame dichiara una capienza fino a 15 coperti e 160 pezzi tra piatti, bicchieri, posate e pentole, una misura pensata per famiglie numerose, da 4 a 8 persone, o per chi riceve spesso ospiti a cena.

Programmi di lavaggio e prestazioni
Il pannello propone diversi programmi pre-impostati, dal lavaggio potente per lo sporco più ostinato al lavaggio intelligente, passando per un ciclo dedicato alla cura dei vetri e per la possibilità di lavare a zone, così da non dover necessariamente riempire tutti i cestelli per avviare un ciclo. Una precisazione utile per chi la userà per la prima volta: il tempo di ciclo indicato è nettamente superiore rispetto alla durata reale del lavaggio, perché include anche la fase di asciugatura a sportello aperto, che parte in automatico al termine del programma. Lo sportello infatti si apre da solo, motivo per cui, come accennato, è importante regolare correttamente i tiranti durante l’installazione per evitare che l’apertura sia troppo brusca.



Sul fronte della pulizia, DZ40 Pro eredita dal resto della gamma il sistema di lavaggio HydraFlow a 360°: un braccio irroratore lineare in alto, uno a tre punte al centro (che esegue tre passaggi di risciacquo per ogni giro) e, sul fondo, il braccio FlexWing a doppia ala rotante, capace di oscillare di 25° a ciascuna estremità per rilasciare getti d’acqua ad alta pressione. Secondo Dreame questa configurazione aumenta la copertura dello spruzzo del 30% rispetto a un braccio lineare tradizionale, e nell’uso quotidiano il risultato si percepisce: complice anche il lavaggio ad acqua calda fino a 75°C, il grasso più ostinato viene sciolto con facilità. Rispetto a una lavastoviglie meno recente con cui l’abbiamo confrontata, la doppia elica sul fondo del cestello inferiore di DZ40 Pro ci è sembrata sensibilmente più efficace nel distribuire la pressione dell’acqua rispetto a una singola elica.

Il giudizio complessivo sull’efficacia di lavaggio è molto positivo: nella maggior parte dei cicli le stoviglie escono perfettamente pulite, e nei rari casi in cui abbiamo trovato residui il problema era quasi sempre legato a un carico eccessivo o a una disposizione poco ortodossa delle stoviglie, più che a un limite della macchina.
Diverso il discorso sull’asciugatura: DZ40 Pro si affida esclusivamente a un sistema di ventilazione ad aria fresca, attivato dall’apertura automatica dello sportello a fine ciclo, mentre l’asciugatura assistita ad aria calda è una prerogativa riservata al fratello maggiore DZ60 Pro. Il risultato resta comunque buono nella maggior parte dei casi. Interessante anche la funzione di conservazione: la modalità dedicata fa circolare aria fresca all’interno del vano per mantenere le stoviglie asciutte e senza odori fino a 7 giorni, comoda se non svuotate subito la lavastoviglie o se state per partire per un viaggio (DZ60 Pro, grazie all’aria calda, estende questo dato fino a 15 giorni).
Rumorosità, classe energetica e consumi
Dreame dichiara un livello di rumorosità di 42 dB(A) e, sul campo, la promessa viene rispettata. Sia durante il carico e lo scarico dell’acqua, sia durante il funzionamento vero e proprio, DZ40 Pro resta una lavastoviglie decisamente silenziosa, complice anche il motore a inverter BLDC che lavora con continuità senza i picchi di rumore tipici dei motori più tradizionali. Durante il lavaggio il rumore si percepisce leggermente di più, ma è quasi interamente legato allo scroscio dell’acqua: i getti dei bracci irroratori sono sensibilmente potenti, ed è proprio quello il suono predominante, non un ronzio meccanico fastidioso.
Sul fronte dei consumi, DZ40 Pro rientra nella Classe A di efficienza energetica secondo la nuova scala UE, il gradino più alto attualmente raggiungibile da un elettrodomestico di questo tipo. Dreame parla di un risparmio nell’ordine di 10 kWh ogni 100 cicli rispetto a un modello meno efficiente: un dato che, calato nella realtà di un utilizzo quotidiano (circa un ciclo al giorno, quindi intorno ai 300 lavaggi l’anno), si traduce in un risparmio economico non enorme ma comunque apprezzabile, destinato a fare la differenza nel corso degli anni di vita dell’elettrodomestico.



Funzionalità smart, app e manutenzione
In ambito smart, Dreame DZ40 Pro punta su una dotazione essenziale ma funzionale, in linea con quanto offerto da altri brand in questa fascia di prezzo. Il vero valore aggiunto sta nell’integrazione con l’app Dreame Home, la stessa utilizzata per i robot aspirapolvere e le lavapavimenti del marchio: chi possiede già altri dispositivi Dreame in casa può quindi gestire tutto da un’unica applicazione. Da app è possibile cambiare programma di lavaggio, avviare un ciclo da remoto, programmare la partenza con un ritardo fino a 24 ore e consultare alcune statistiche sull’ultimo lavaggio, come durata, energia consumata, acqua utilizzata e temperatura raggiunta. Peccato non ci sia uno storico dei cicli precedenti, che avrebbe reso l’esperienza più completa per chi ama monitorare i consumi nel tempo. Sono supportati anche gli aggiornamenti OTA, utili per ricevere nuovi programmi di lavaggio o miglioramenti prestazionali via software nel corso della vita del prodotto.










Una chicca simpatica è il display proiettato sul pavimento: durante il funzionamento, la lavastoviglie proietta un punto luminoso a terra, che rimane visibile fino al termine del ciclo e poi scompare, permettendo di capire a colpo d’occhio se il lavaggio è ancora in corso senza dover controllare un display frontale (che, essendo un modello a incasso, è comunque nascosto a sportello chiuso). Si tratta di una versione più semplice rispetto a quanto offerto da DZ60 Pro, che sul pavimento proietta anche il tempo restante in formato digitale; su DZ40 Pro ci si deve limitare al semplice punto luminoso, comunque sufficiente per le esigenze di tutti i giorni.
Per il resto la manutenzione è quella tipica di una lavastoviglie di fascia media: vano per detersivo e pastiglie, scomparto per il brillantante e serbatoio del sale con relativo imbuto in dotazione. Dreame consiglia di pulire il pannello di controllo con un panno morbido e umido, di staccare periodicamente i bracci irroratori per sciacquarli e prevenire eventuali otturazioni degli ugelli, e di lavare il filtro una volta al mese per mantenere le prestazioni di lavaggio costanti nel tempo: operazioni semplici, alla portata di chiunque, che non richiedono strumenti particolari.

Prezzo e conclusioni
Dreame DZ40 Pro è proposta sul sito ufficiale della casa a un prezzo di listino di 899 euro, con offerte di lancio che in passato hanno permesso di acquistarlo a 749 euro nelle prime settimane di disponibilità e, in altre occasioni, con sconti nell’ordine dei 150 euro accompagnati da garanzia estesa a 5 anni. Rispetto alla sorella maggiore DZ60 Pro (che invece è disponibile sul sito ufficiale ma anche su Amazon), che costa 100 euro in più, la differenza sostanziale si gioca su pochi ma precisi elementi: pulizia intensiva a zone, asciugatura assistita ad aria calda (che estende la conservazione senza odori da 7 a 15 giorni), apertura dello sportello bussando (knock to open) e un display proiettato sul pavimento in grado di mostrare il tempo restante in cifre invece del semplice punto luminoso.
Chi non ha bisogno di queste raffinatezze può risparmiare tranquillamente e orientarsi su DZ40 Pro senza rimpianti: il sistema di lavaggio HydraFlow a 360° e il braccio FlexWing sono identici su entrambi i modelli, così come la Classe A di efficienza energetica e i 42 dB di rumorosità, quindi la qualità di lavaggio di base e la silenziosità non cambiano. Ne risulta una lavastoviglie completa, silenziosa, efficace sullo sporco quotidiano e ben organizzata internamente, con qualche piccola sbavatura sul cestello posate e sul binario del cestello inferiore che non ne intaccano comunque il giudizio complessivo positivo.
La consigliamo a chi sta rinnovando la cucina e cerca una lavastoviglie moderna senza spendere una cifra fuori scala, e in particolare a chi possiede già altri dispositivi Dreame e vuole gestire tutto da un’unica app. Se siete interessati, la trovate disponibile all’acquisto sul sito ufficiale Dreame e su Amazon.
Pro:
- Funzionamento davvero silenzioso, sia in carico/scarico che durante il lavaggio;
- Braccio FlexWing e doppia elica inferiore efficaci;
- Cestelli superiore e inferiore ben organizzati, ottima capienza per i piatti;
- Integrazione nell'app Dreame Home, condivisa con gli altri dispositivi del brand.
Contro:
- Cestello posate fin troppo intricato, poco adatto a posate con manico spesso;
- La connettività Smart è basica: non c'è storico lavaggi, avvisi di manutenzione etc. che però potrebbero arrivare con futuri aggiornamenti
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