Ci sono quegli accessori per l’auto che compri quasi per senso del dovere, convinto che li userai chissà quanto, e che poi finiscono nel cassetto dopo due settimane. E poi ci sono quelli che, invece, dopo averli provati sul serio, ti fanno chiedere come tu abbia potuto guidare senza di loro tutti questi anni.
La 70mai A810S appartiene decisamente alla seconda categoria. Nelle settimane in cui l’abbiamo avuta installata sul parabrezza dell’auto, abbiamo percorso centinaia di chilometri, fatto notti in parcheggi di aeroporti, affrontato piogge su strade buie, e siamo tornati alla macchina dopo ore con quella sensazione di sapere che qualsiasi cosa fosse successa, c’era qualcuno che guardava. O meglio: qualcosa.
Questo ci ha fatto capire una cosa importante: il valore di una dashcam non si misura solo nei frame rate o nella risoluzione del sensore, ma in quella sottile, quasi impalpabile, sensazione di controllo che ti dà. E la A810S è brava a dartela. Ma andiamo con ordine, perché c’è molto da raccontare.
Indice:
- 70mai A810S: la video recensione
- Confezione e primo impatto
- Design e costruzione: evoluzione, non rivoluzione
- Installazione: quanto ci vuole davvero?
- Il modulo 4G cambia le regole dell’installazione
- Qualità delle registrazioni: il Sony STARVIS 2 fa davvero la differenza?
- Modulo posteriore: onestà vuole
- Formati di registrazione e storage: pensato per il lungo periodo
- App e connettività: l’ecosistema 70mai
- ADAS: assistente di bordo per chi non ce l’ha (e qualche limite da conoscere)
- Modulo 4G e sorveglianza parcheggio: il vero punto di forza
- Considerazioni finali e giudizio sull’acquisto
70mai A810S: la video recensione
Confezione e primo impatto
Aprire la scatola della 70mai A810S è un’esperienza che mette subito le cose in chiaro: qui non siamo davanti a un prodotto da supermercato né davanti a una di quelle dashcam anonime che trovi a qualche decina di euro su qualche marketplace orientale. La confezione è ordinata, curata, e tutto ha il suo posto.
Dentro la scatola troviamo la dashcam principale, che occupa ovviamente il posto d’onore, accompagnata dal modulo posteriore per il lunotto, con la relativa cavetteria. C’è poi l’alimentatore per la presa accendisigari, la manualistica (disponibile in più lingue, incluso l’italiano), una scatolina con pellicole protettive per display e ottiche, e un set di adesivi da apporre sui vetri dell’auto per segnalare che il veicolo è videosorvegliato H24. Questi ultimi ci hanno fatto sorridere: sono un dettaglio piccolo ma significativo, perché comunicano chiaramente quale sia la filosofia del prodotto. Non è solo una telecamera che registra, è un deterrente attivo.
Nel nostro caso era presente anche una seconda confezione con il modulo 4G opzionale, che va acquistato separatamente. E su questo torneremo più avanti, perché a nostro avviso è un acquisto quasi obbligato se si vuole sfruttare davvero tutto il potenziale di questo sistema.
Design e costruzione: evoluzione, non rivoluzione
Prendendo in mano la A810S per la prima volta, l’impressione è di solidità. Le plastiche rigide non scricchiolano, gli angoli sono ben rifiniti, e il peso è quello giusto: né troppo leggero da sembrare economico, né così pesante da dubitare che si regga sul biadesivo. Il design è, diciamocelo chiaramente, quasi identico a quello della A810, di cui questa S è una revisione mirata piuttosto che una reinvenzione completa.

Questo non è necessariamente un difetto, la A810 era già esteticamente ben riuscita, ma chi si aspettava un cambio di forma fattore rimarrà deluso. I pulsanti fisici laterali e frontali offrono un feedback preciso alla pressione: quello laterale per l’accensione, quelli frontali per la navigazione nei menu. Non è un’interfaccia touchscreen, ed è una scelta che capisco: in auto, con i guanti o mentre si è in movimento, un tasto fisico è sempre più affidabile di un vetro capacitivo.
Il display misura circa 3 pollici, ed è sufficiente per quello che deve fare: permettere una verifica rapida delle impostazioni e una visione veloce del girato quando necessario. La luminosità è adeguata in tutte le condizioni di luce, incluse le giornate di sole pieno. Abbiamo apprezzato anche la possibilità di disattivare lo schermo durante la guida notturna: quel piccolo rettangolo illuminato sul parabrezza può essere disturbante, e la possibilità di spegnerlo mantenendo attiva la registrazione è una di quelle funzionalità semplici ma pensate bene.

L’obiettivo frontale è regolabile verticalmente, il che permette di trovare l’angolazione giusta senza dover ricorrere a compromessi nell’installazione. Non sembra un dettaglio, ma chi ha mai avuto una dashcam con un’angolazione fissa sa quanto possa essere frustrante non riuscire a inquadrare correttamente la strada.
Qui però si arriva alla differenza più importante rispetto alla A810, quella che non si vede ma si sente,o meglio, quella che non si sentirà, nel senso che non sentirete mai la dashcam lamentarsi del caldo. La A810S sostituisce la batteria al litio con dei supercondensatori. Sembra un dettaglio tecnico da addetti ai lavori, ma le implicazioni pratiche sono significative. Chi vive in Italia, e soprattutto chi parcheggia la macchina al sole d’estate, sa che il parabrezza di un’auto in pieno agosto può raggiungere temperature da forno. Le batterie al litio soffre questo tipo di stress termico: si degradano rapidamente, perdono capacità, e nei casi più estremi possono gonfiarsi o creare problemi. I supercondensatori, al contrario, tollerano range di temperatura molto più ampi, garantendo una durata teorica del componente nettamente superiore.
Certo, i supercondensatori hanno una capacità di accumulo energetico molto minore rispetto alle batterie litio, il che significa che non possono alimentare la dashcam per periodi prolungati senza connessione alla corrente. Ma nel contesto di utilizzo di una dashcam, che è quasi sempre collegata all’auto, questa è una limitazione del tutto trascurabile, ampiamente compensata dalla maggiore longevità e affidabilità del componente. Una scelta progettuale intelligente, che dimostra come 70mai abbia ascoltato i feedback degli utenti sulla A810.
Installazione: quanto ci vuole davvero?
Parliamoci chiaro: l’installazione di una dashcam con doppia telecamera e cablaggio hardwired non è una passeggiata. E chiunque vi dica il contrario sta probabilmente sottovalutando la cosa o non si è mai cimentato nell’impresa.
La A810S si fissa al parabrezza tramite biadesivo, ma con una differenza importante tra le due unità: la dashcam frontale usa un meccanismo a slitta con una placchetta intermedia, il che permette di rimuovere l’unità senza dover togliere il supporto. Comodo per chi vuole portarla con sé quando parcheggia in zone a rischio, o semplicemente per il maneggiamento quotidiano. Il modulo posteriore, invece, una volta incollato resta fisso. Questo ha senso dal punto di vista pratico, il lunotto posteriore non è un posto a cui si accede facilmente, ma significa che dovete essere sicuri della posizione prima di attaccare.

Per quanto riguarda i tempi, la risposta onesta è: dipende. Se volete semplicemente che funzioni, ignorando l’estetica del cablaggio, bastano una ventina di minuti. Se invece avete un minimo di senso estetico e non sopportate l’idea di cavi che pendono visibilmente lungo i montanti dell’auto, preparatevi a investire qualche ora. In alcuni casi anche di più, a seconda del modello dell’auto e di quanto sia difficoltoso far scorrere i cavi sotto i rivestimenti plastici.
Un’alternativa è affidarsi a un elettrauto, ma i costi possono lievitare in maniera significativa.
Il modulo 4G cambia le regole dell’installazione
Se decidete di acquistare il modulo 4G opzionale, l’installazione cambia radicalmente. Il modulino non si alimenta dalla presa accendisigari come farebbe normalmente la dashcam, ma direttamente dalla scatola dei fusibili dell’auto. Questo significa che il cavo accendisigari e il relativo alimentatore diventano inutili, e l’intero sistema si alimenta dal circuito elettrico dell’auto.
Il vantaggio enorme è che la dashcam rimane attiva anche a vettura spenta, abilitando così la modalità di sorveglianza H24. Sì, perché sappiate che l’A810S offre la visualizzazione 24 ore su 24, 7 giorni su 7 dello stato della batteria nell’app. Quindi riceverete avvisi se la tensione della batteria della vostra auto scende a un livello critico durante la sorveglianza del parcheggio.

Il piccolo svantaggio è che il collegamento ai fusibili richiede un po’ di attenzione: ci sono tre cavetti da collegare nella maniera corretta, e le istruzioni vanno seguite scrupolosamente. Non è complicato, ma non è nemmeno qualcosa da fare distrattamente. Un consiglio pratico: fotografate la scatola fusibili prima di iniziare, in modo da avere sempre un riferimento visivo.
Piccola nota critica in questo punto: le istruzioni del modulo 4G, pur essendo comprensibili, potrebbero essere più dettagliate e illustrate meglio, specialmente per gli utenti meno pratici di elettronica automotive. 70mai potrebbe fare di meglio qui, magari con un tutorial video ufficiale più approfondito dedicato alle diverse configurazioni di auto comuni.
Qualità delle registrazioni: il Sony STARVIS 2 fa davvero la differenza?
Arriviamo al cuore della questione, quella che per la maggior parte degli acquirenti è la priorità assoluta: com’è la qualità del video registrato?
Il sensore montato sulla A810S è il Sony STARVIS 2 IMX678, abbinato a un’ottica con apertura f/1.7. È considerato attualmente il miglior sensore disponibile nel segmento consumer delle dashcam, e la A810S lo porta con un piccolo ma significativo miglioramento rispetto alla A810: l’apertura passa da f/1.8 a f/1.7, il che sulla carta significa una maggiore acquisizione di luce. Non è una differenza enorme nel valore numerico, ma in condizioni limite, luci basse, alba, tramonto, gallerie, può fare la differenza tra una targa leggibile e un blob pixellato.

Di giorno, le riprese della A810S sono solide. I dettagli sono buoni, i colori sono ben bilanciati e realistici, e la scena appare generalmente pulita. C’è però una scelta algoritmica che si nota e che è bene conoscere: l’immagine viene processata con una maschera di contrasto piuttosto pronunciata, che serve a far emergere elementi chiave come targhe, segnaletica stradale e indicazioni. Questa scelta è comprensibile dal punto di vista funzionale, una dashcam serve prima di tutto a catturare dati utili, non a fare cinema, ma in alcune scene può risultare un po’ artificiale, con bordi leggermente “croccanti” e transizioni di tono meno morbide di quanto sarebbero con una resa più naturale. Non è un difetto grave, ma è qualcosa che si percepisce se si confrontano i filmati con quelli di uno smartphone moderno. Il punto è che il confronto con uno smartphone è improprio: parliamo di categorie di prodotto diverse, con obiettivi diversi e vincoli fisici diversi.
Il supporto all’HDR è una delle funzionalità che abbiamo apprezzato di più nella gestione delle scene difficili. Il caso più tipico è quello dell’ingresso o uscita da una galleria: in un attimo si passa da un ambiente molto buio a uno pieno di luce solare, e una dashcam senza HDR tende a “bruciare” le alte luci o a “schiacciare” le ombre, perdendo i dettagli nelle zone estreme del range tonale. Con l’HDR attivo, la A810S gestisce queste transizioni in maniera molto più elegante, recuperando sia le luci che le ombre. Ottimo anche per le situazioni controluce, frequentissime nella guida quotidiana quando si percorre una strada orientata verso il sole basso.
Dobbiamo però essere onesti: in alcune situazioni l’HDR sembra lavorare un po’ troppo. In scene con forti contrasti e molti elementi in movimento, l’algoritmo può produrre leggeri artefatti, con zone dell’immagine che sembrano più “plasticate” o meno definite. I movimenti in queste zone appaiono a volte meno fluidi. È un effetto collaterale abbastanza comune nelle implementazioni HDR di questo tipo di dispositivo, e 70mai non fa eccezione. Sarebbe bello poter regolare l’intensità dell’elaborazione HDR, ma per ora non è possibile.

Qui dobbiamo fare un mea culpa. Prima di usare questa dashcam sul serio, le nostre aspettative per le riprese notturne erano basse. Molto basse. Avevamo in testa l’immagine di quelle dashcam economiche che di notte producono filmati granulosi, con luci che esplodono in aloni e buio totale dove le informazioni servirebbero.
La A810S ci ha sorpreso, e non di poco. Sulle strade urbane e suburbane con illuminazione artificiale, le riprese sono decisamente più che accettabili: il dettaglio è buono, la gestione dei lampioni e dei fari oncoming è sorprendentemente controllata, e gli aloni di luce sono contenuti in maniera notevole. Il sensore Sony e la lente f/1.7 fanno il loro lavoro.
Detto questo, i limiti rimangono. Su strade extraurbane buie, senza illuminazione pubblica, la qualità degrada, e leggere targhe in movimento a velocità sostenuta diventa un’impresa. Ma questo vale per la stragrande maggioranza delle dashcam consumer sul mercato, anche quelle più costose, quindi non è un punto su cui penalizzare eccessivamente la A810S. Quello che conta è che, anche nelle condizioni peggiori, i filmati risultano comunque utili: i profili dei veicoli, le corsie, i segnali retroriflettenti sono riconoscibili, e questo è il minimo che si chiede a uno strumento di questo tipo.
Modulo posteriore: onestà vuole
Qui arriva il momento in cui dobbiamo essere diretti, perché il modulo posteriore è chiaramente il punto più debole dell’intera configurazione. E lo dico senza voler sminuire il prodotto, ma perché chi compra questa dashcam deve avere le aspettative giuste. Il sensore posteriore è un Sony IMX662, un componente valido ma nettamente inferiore all’IMX678 frontale. La risoluzione scende a Full HD (1080p), l’ottica è meno luminosa, e la resa complessiva, specialmente in condizioni di scarsa illuminazione, è inferiore rispetto alla telecamera principale.

Di giorno, il modulo posteriore fa il suo lavoro discretamente: si riesce a vedere chiaramente il traffico retrostante, le targhe dei veicoli più vicini sono leggibili, e la scena è generalmente comprensibile. Ma di sera, e soprattutto di notte, il divario con la telecamera frontale diventa evidente: le immagini sono più rumorose, i dettagli si perdono più rapidamente, e gli artefatti visivi sono più presenti.
Non è una critica mortale: la telecamera posteriore è sempre stata considerata un elemento secondario nelle configurazioni dual-channel, e il suo valore sta nel fornire un contesto visivo in caso di incidente o tamponamento piuttosto che nel catturare dettagli precisi a distanza.
Formati di registrazione e storage: pensato per il lungo periodo
Tecnicamente, la A810S registra in H.265 (HEVC) con un bitrate di 30 Mb/s, producendo circa 210 MB per ogni minuto di video in 4K. Con una microSD da 128 GB si arriva a circa 10 ore di girato: in termini pratici, circa 2 ore al giorno per 5 giorni, che per un pendolare rappresenta l’intera settimana lavorativa.
Ma la novità più significativa rispetto alla A810 in questo ambito è il supporto alle schede microSD fino a 512 GB, il doppio rispetto al modello precedente. Questo porta teoricamente a 40 ore di girato prima che il sistema inizi a sovrascrivere i file più vecchi (la classica loop recording). Per la maggior parte degli utenti, questo significa che in condizioni normali non si perderà mai nessuna registrazione rilevante, anche se si dimentica la dashcam senza gestirla per qualche giorno.












Un’altra novità è il buffered emergency recording, ossia la capacità di catturare il buffer pre-collisione (almeno 10 secondi e fino a 3 minuti). Questa funzione è preziosa in contesti reali: in caso di incidente, spesso ciò che è accaduto prima dell’urto è altrettanto importante, se non più importante, di ciò che è accaduto dopo. Poter avere quei secondi di contesto in più può fare la differenza in una disputa assicurativa o legale.
H.265 è una scelta che apprezziamo: rispetto all’H.264, garantisce a parità di qualità un file significativamente più piccolo, il che si traduce in più ore di girato sulla stessa scheda. L’unico lato negativo è che richiede più potenza di calcolo per la decodifica, il che può essere un problema su computer più datati. Ma nel 2026 questa è una limitazione sempre meno rilevante.
App e connettività: l’ecosistema 70mai
L’applicazione 70mai è disponibile sia per Android che per iOS, e gestisce in modo centralizzato tutte le funzionalità della dashcam. Anche senza il modulo 4G, la connessione avviene tramite WiFi diretto con la dashcam, e consente di accedere a impostazioni, visualizzare i filmati salvati e scaricarli sullo smartphone.
La A810S porta il supporto al WiFi 6 a 2,4 GHz, con velocità di trasferimento di circa 20 Mb/s. Non è velocissimo, ma è un miglioramento tangibile rispetto alla A810, che si fermava al WiFi 4. In pratica, questo significa che scaricare un minuto di video 4K richiede circa 10-11 secondi invece di 15-20 secondi con il modello precedente. Non è un’accelerazione rivoluzionaria, ma si apprezza.


























L’interfaccia dell’app è pulita e ben organizzata. La navigazione è intuitiva, la visualizzazione in tempo reale funziona bene (con qualche secondo di latenza, accettabile per questo tipo di utilizzo), e le impostazioni sono accessibili in modo logico. Non è un’app che fa gridare al miracolo, ma fa il suo lavoro senza intoppi, e questo è esattamente ciò che si vuole da un’app di questo tipo.
ADAS: assistente di bordo per chi non ce l’ha (e qualche limite da conoscere)
Una delle funzionalità più interessanti, e al tempo stesso più discusse, della A810S è la presenza di sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems). La dashcam è in grado di riconoscere pedoni, ciclisti, corsie di marcia e veicoli circostanti, lanciando alert sonori in situazioni di potenziale pericolo.
In un mondo ideale, e su auto moderne che già dispongono di ADAS integrati, questa funzione è sostanzialmente ridondante. Ma per chi guida un’auto di qualche anno, e in Italia il parco circolante medio è piuttosto datato, avere un sistema che ti avvisa quando il veicolo davanti frena bruscamente o quando c’è un pedone che attraversa è genuinamente utile.
Il riconoscimento degli altri veicoli e del superamento della corsia funziona abbastanza bene in condizioni normali. Il riconoscimento di pedoni e ciclisti, invece, è ancora imperfetto: di giorno e in condizioni di buona illuminazione se la cava, ma con poca luce o in controluce la percentuale di falsi negativi (mancato riconoscimento) è troppo alta per potersi fidare ciecamente del sistema.
Ma il problema più fastidioso, nella nostra esperienza quotidiana, riguarda gli alert per il cambio di corsia. Il sistema produce troppi falsi positivi: non avendo accesso né alle mappe né ai sensori dell’auto (come le frecce direzionali), non distingue tra un cambio di corsia volontario, correttamente segnalato, e un’uscita involontaria dalla corsia. Il risultato è che, su autostrade a più corsie o in situazioni di sorpasso perfettamente leciti, la dashcam vi avvisa come se steste per causare un incidente. Dopo qualche giorno abbiamo abbassato la sensibilità di questo sistema, arrivando a un compromesso accettabile, ma non abbiamo mai trovato una configurazione perfetta.
È una funzionalità da considerare come bonus, non come sostituto di sistemi ADAS professionali. E sarebbe utile che 70mai permettesse di disabilitare singolarmente gli specifici alert, con una granularità maggiore rispetto a quella attuale.
Modulo 4G e sorveglianza parcheggio: il vero punto di forza
Se dovessimo identificare la funzionalità che più ha cambiato il rapporto con questa dashcam, non avremmo dubbi: è la sorveglianza parcheggio abilitata dal modulo 4G.
Pensateci: quante volte avete trovato la macchina graffiata senza capire come, o peggio, con uno specchietto rotto e nessun bigliettino sul parabrezza? È una delle situazioni più frustranti della vita da automobilista. La A810S, con il modulo 4G installato e alimentato direttamente dalla scatola fusibili, rimane attiva anche a motore spento e sorveglia l’auto H24.
Il funzionamento è semplice: i sensori di movimento e il giroscopio integrati rilevano qualsiasi attività sospetta intorno al veicolo. Se qualcuno si avvicina troppo, tocca la macchina, o se si verifica un impatto, il sistema registra l’evento e invia immediatamente una notifica sullo smartphone, con il filmato disponibile entro pochi secondi.

Il sistema Cloud+ si divide in tre livelli: Basic (gratuito), Standard e Premium. Il piano Basic include 30 minuti di streaming live al giorno, 7 giorni di conservazione delle clip in cloud, 15 tracciamenti GPS al mese, monitoraggio della batteria e notifiche. Per un utilizzo “normale”, il piano Basic è sorprendentemente completo: copre la sorveglianza quotidiana, le notifiche di evento, e il live streaming per controllare l’auto in qualsiasi momento. I piani a pagamento aggiungono streaming illimitato, tracciamento GPS illimitato e conservazione cloud fino a 30 giorni.
La funzione “trova la mia auto” è utile in quei parcheggi enormi dove si tende a dimenticare dove si è lasciato il veicolo. Il tracciamento GPS in tempo reale, disponibile per chi lascia la macchina ad altri (pensate ai valet, o a quando prestate l’auto a qualcuno), è una di quelle funzionalità che speriamo di non dover usare mai ma che è bello avere.
Considerazioni finali e giudizio sull’acquisto
Siamo arrivati al momento della verità, e la domanda è quella che si pone qualsiasi potenziale acquirente: vale la pena spendere queste cifre per la 70mai A810S?
La risposta, come quasi sempre in questi casi, dipende dal punto di partenza. Se avete già una A810 che funziona bene, la A810S non offre abbastanza novità da giustificare il cambio. Le differenze, supercondensatori, apertura leggermente migliore, WiFi 6, schede fino a 512 GB, buffered emergency recording, sono reali e apprezzabili, ma non sono quelle che si definisce un upgrade generazionale. La vostra A810 continuerà a fare egregiamente il suo lavoro.

Se invece non avete ancora una dashcam, o se quella che avete è datata, magari Full HD o senza connettività, allora la A810S è un acquisto che si giustifica molto facilmente. Non c’è un prodotto nella sua fascia di prezzo che offra lo stesso equilibrio tra qualità dell’immagine, funzionalità smart e semplicità d’uso.
Il prezzo di listino è di 259,99 euro per la sola dashcam, ma online si trova regolarmente sotto i 200 euro, a volte anche 180 euro, con sconti frequenti anche sul sito ufficiale di 70mai. Aggiungendo il modulo 4G a circa 50 euro, si arriva a un totale di 230-250 euro che, considerando tutto quello che il sistema offre, sono ben spesi. La nuova 70mai Dash Cam 4K A810S è già disponibile all’acquisto in Italia, sia sul sito ufficiale dell’azienda 70mai che su Amazon, e viene proposta in due diversi pacchetti:
- Pacchetto con camera frontale, camera posteriore e microSD da 128 GB al prezzo di 259,99 euro (in sconto a 179,99 euro)
Acquista sul sito ufficiale | Acquista su Amazon
Il punto che vogliamo sottolineare è questo: la A810S non è semplicemente una dashcam. È un sistema di sicurezza per l’auto, e va valutata come tale. La qualità del video è ottima, la sorveglianza remota funziona, il monitoraggio della batteria è utile, e la sensazione di sicurezza che dà, quella che ho citato all’inizio di questa recensione, ha un valore che non si quantifica facilmente in specifiche tecniche.
Ma per la stragrande maggioranza degli automobilisti italiani, che parcheggiano per strada, nei parcheggi pubblici, negli aeroporti, e che vogliono sapere cosa succede alla loro auto quando non ci sono, la 70mai A810S con modulo 4G è la risposta giusta. È un prodotto maturo, ben integrato, che fa quello che promette e lo fa bene. Promosso.
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