Il passaporto italiano continua a essere uno dei più forti al mondo e guadagna due posizioni nella classifica stilata da Passport Reports. Nell’ultimo aggiornamento disponibile, l’Italia si trova al settimo posto a livello globale, con un punteggio di mobilità pari a 173 e la possibilità di accedere all’87,4% delle destinazioni prese in esame.

Il dato prende in esame diverse modalità d’ingresso e, per il passaporto italiano, sono 120 i Paesi raggiungibili senza visto, mentre altri 42 permettono di entrare con un visto all’arrivo o attraverso procedure agevolate. Per 11 destinazioni è invece necessaria un’autorizzazione elettronica di viaggio, mentre per i restanti 25 Paesi è obbligatorio un visto prima della partenza.

Il risultato conferma quindi la posizione privilegiata del nostro passaporto, che consente di viaggiare senza dover affrontare una procedura di visto tradizionale nella grande maggioranza delle destinazioni prese in considerazione.

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Quello italiano è tra i passaporti più forti anche in Europa

Il settimo posto a livello globale si accompagna a risultati altrettanto importanti anche nei confronti regionali. Il passaporto italiano si piazza all’ottavo posto in Europa su 47 Paesi, mentre sale al terzo posto all’interno del G7 e del G20. È inoltre all’ottavo posto tra i 29 Paesi dell’area Schengen e ottavo tra i 38 membri dell’OCSE considerati dalla graduatoria.

Spostandoci invece nel resto del mondo, il passaporto italiano ha una copertura del 100% in Sud America, Caraibi e Paesi del Golfo, anche se non sempre con ingresso completamente senza visto. In Sud America, per esempio, tutte le 12 destinazioni analizzate sono accessibili senza visto, mentre nel Golfo sono previste modalità d’accesso agevolate ad eccezione degli Emirati Arabi Uniti, accessibili senza visto. La percentuale rimane elevata anche in Oceania, con una copertura del 92,9%, che scende all’82% in Asia e al 72,2% in Africa.

Per alcune delle destinazioni più popolari è comunque necessario completare una procedura prima della partenza. È il caso di Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Nuova Zelanda e Israele, che richiedono un’autorizzazione elettronica di viaggio. Non si tratta di un visto tradizionale, ma l’autorizzazione, seppur agevolata grazie al nostro passaporto, deve essere ottenuta prima dell’ingresso. Altri Paesi, come l’Australia, permettono ai cittadini italiani di utilizzare il sistema eVisitor, mentre per l’India è disponibile anche il visto elettronico.

In altri casi sono previste formalità aggiuntive, come per Singapore e Malaysia che richiedono una carta d’arrivo. Cabo Verde è considerata una destinazione che non richiede visto, ma prevede la registrazione EASE, mentre le Seychelles richiedono una registrazione turistica anche con passaporto italiano. Tutte queste procedure non modificano la classificazione della destinazione all’interno dell’indice di Passport Reports, che distingue principalmente tra ingresso senza visto, modalità agevolate e autorizzazioni elettroniche.

Come funziona la classifica di Passport Reports

Il miglioramento rispetto alla precedente rivelazione è arrivato il 20 settembre 2026, quando l’Italia è passata dal nono al settimo posto della graduatoria mondiale. A contribuire alla modifica è sicuramente il caso del Laos, che è passato dalla necessità di ottenere il visto prima del viaggio alla possibilità di richiederlo all’arrivo.

La classifica di Passport Reports viene stilata applicando gli stessi criteri a tutti i passaporti presi in esame. Il punteggio di mobilità tiene conto delle destinazioni accessibili senza visto, con visto all’arrivo o attraverso altre modalità agevolate, oltre a quelle che richiedono un’autorizzazione elettronica. In caso di parità vengono confrontati altri parametri, a partire dal numero di destinazioni senza visto: se anche questi valori coincidono, i passaporti possono condividere la stessa posizione.

Un aspetto da non confondere riguarda invece l’accesso all’Italia da parte dei cittadini stranieri. Su questo fronte il nostro Paese si trova al 92° posto su 199, ma si tratta di un indicatore diverso che misura quanto è facile entrare in Italia con un passaporto straniero e non quanto sia potente il passaporto italiano all’estero. Il risultato della nuova classifica resta comunque molto significativo: con 173 punti di mobilità, il passaporto italiano si conferma tra i più forti del mondo e tra quelli che offrono maggiore libertà di viaggio.