L’account ufficiale robotaxi di Tesla ha pubblicato oggi le prime foto di quello che l’azienda definisce il primo Cybercab con antenna Starlink montata direttamente sul veicolo, un aggiornamento che arriva a poco più di tre anni dalla presentazione originale del robotaxi durante l’evento We Robot di Los Angeles, quando Musk aveva promesso un prezzo sotto i 30.000 dollari e un costo operativo di appena 0,20 dollari a miglio.
Le immagini mostrano un Cybercab dorato parcheggiato alla Gigafactory Texas, con un’antenna satellitare dal profilo basso integrata nel tetto: è la versione fisica di un’integrazione che Tesla aveva già anticipato con un semplice schema tecnico il mese scorso.
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Cosa mostrano le foto di Tesla
L’account @robotaxi ha condiviso due immagini: una vista frontale a tre quarti del Cybercab dorato con la portiera sollevata, davanti alle bandiere di Stati Uniti e Texas, e una vista posteriore che mostra l’antenna Starlink montata sul tetto insieme alla scritta Cybercab.
La didascalia è rimasta volutamente scarna: “Primo Cybercab con integrazione @Starlink.” Punto. Nessuna specifica tecnica, nessuna tempistica, nessuna spiegazione sull’utilità dell’antenna.
L’annuncio segue quanto già rivelato a luglio, quando Tesla e Starlink avevano dichiarato che internet satellitare fosse “direttamente integrato” nel Cybercab, ma allora si trattava solo di un rendering in sezione, non di un’auto vera. Ora l’hardware sembra essere realmente in produzione.
First Cybercab with @Starlink integration pic.twitter.com/8TI6LYSFjl
— Tesla Robotaxi (@robotaxi) August 10, 2026
Il fatto è che il Cybercab si guida da solo grazie al computer di bordo AI4 di Tesla, e non ha alcun bisogno di una connessione internet per farlo. Il servizio robotaxi, inoltre, funziona per ora solo in mercati urbani densi, Austin, Houston, Dallas e Miami, dove la copertura cellulare è già solida. Sono esattamente i luoghi dove un collegamento satellitare aggiunge meno valore.
Il Cybercab, svelato nell’ottobre 2024, avrebbe dovuto essere un robotaxi biposto senza volante né pedali e la produzione è iniziata alla Giga Texas quest’anno, con oltre 100 unità avvistate nei piazzali della fabbrica già a luglio, anche se Tesla non può ancora venderli né farli circolare senza un operatore umano a bordo.
Perché quest’antenna, secondo molti, non serve davvero
Molte testate e addetti ai lavori, che avevano già commentato con scetticismo l’annuncio del mese scorso, ribadiscono oggi lo stesso dubbio, ovvero che al momento questa integrazione non porta un vantaggio concreto a Tesla. Si tratterebbe, secondo i più, dell’ennesimo modo con cui Musk farebbe girare soldi da Tesla verso SpaceX.
La guida resta compito esclusivo del computer di bordo, e nelle città dove i robotaxi già circolano la copertura cellulare basta e avanza per gestire monitoraggio remoto e assistenza. Installare comunque un ricevitore satellitare significa aggiungere peso, costo e un abbonamento mensile a un’auto che Tesla vuole vendere a 30.000 dollari, una cifra tutt’altro che generosa dal punto di vista dei margini.
Non va dimenticato che Musk, negli ultimi mesi, ha spostato sempre più risorse Tesla verso le proprie altre aziende, tra l’investimento in xAI e le voci ricorrenti su una possibile fusione con SpaceX. Un terminale Starlink montato su ogni Cybercab, in quest’ottica, garantisce comunque a SpaceX un flusso di ricavi ricorrente, indipendentemente da come finiranno per essere divisi gli assetti tra le due aziende.
Resta aperta la possibilità che dietro questa scelta ci sia un piano più ampio, magari legato a un’autonomia futura in zone rurali o tra città lontane tra loro, ma quel traguardo resta ancora a distanza di anni.
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