La Norvegia diventa il primo paese a imporre un divieto ampio sull’uso degli strumenti di intelligenza artificiale generativa da parte dei bambini delle scuole elementari. Il primo ministro Jonas Gahr Støre ha annunciato in conferenza stampa che l’AI permette ai bambini di saltare passaggi cruciali nella loro educazione, e che le scuole dovrebbero invece concentrarsi sull’insegnamento di lettura, scrittura e matematica.

La decisione arriva mentre crescono le preoccupazioni sugli effetti dell’uso dei chatbot in ambito educativo. Come avevamo raccontato ad aprile, studi recenti hanno scoperto che l’uso dell’IA a scuola porta a scarso sviluppo sociale e intellettuale e che i ragazzi che si affidano ai chatbot tendono a ottenere risultati peggiori nei test. La Norvegia sembra aver preso sul serio questi avvertimenti.

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La Norvegia in prima fila contro AI e social nelle scuole

Gli standard saranno imposti all’inizio del nuovo anno scolastico, che in Norvegia comincia a fine agosto. Il divieto riguarda gli studenti dalla prima alla settima classe, ovvero i bambini dai 6 ai 13 anni. Per gli adolescenti le restrizioni sono meno severe: i ragazzi dai 14 ai 16 anni potranno usare l’AI generativa, ma solo sotto la supervisione di un insegnante. I ragazzi dai 17 anni in su sono invece incoraggiati a usare l’AI in modo appropriato e autonomo.

Non è la prima volta che la Norvegia interviene per rimuovere la tecnologia dalle aule scolastiche. Il paese aveva già vietato gli smartphone nelle scuole nel 2024, una misura che si è rivelata un successo visti alcuni studi successivi che hanno mostrato come il divieto ha portato a una riduzione del bullismo, a voti migliori e a un calo significativo delle visite agli psicologi per problemi di salute mentale. I risultati sono stati particolarmente evidenti tra le ragazze.

La Norvegia sta anche pianificando un divieto dei social media per tutti i minori di 16 anni, in modo simile a quanto fatto dall’Australia. I portavoce delle autorità norvegesi hanno fatto sapere che un disegno di legge sarà presentato al parlamento entro la fine dell’anno.

Anche gli Stati Uniti si muovono verso restrizioni

Anche gli Stati Uniti stanno lentamente adottando misure per limitare il tempo che i bambini possono trascorrere con i chatbot AI. Il Senato e la Camera stanno discutendo un disegno di legge che richiederebbe alle aziende di AI di implementare un processo di verifica dell’età e vieterebbe loro di fornire chatbot ai minori.

Il cosiddetto GUARD Act (Guidelines for User Age-verification and Responsible Dialogue Act) ha superato la Commissione Giustizia del Senato ma non è ancora stato votato. Il testo della proposta si è ammorbidito il mese scorso poiché originariamente era rivolto a quasi tutti i chatbot basati su AI, mentre ora si riferisce solo ai “compagni AI”, il che potrebbe significare che prodotti come ChatGPT, Gemini e CoPilot sarebbero esentati.

I critici della legislazione hanno suggerito che il linguaggio più ristretto della proposta potrebbe permettere alle aziende di autoescludersi se la funzione chatbot dei loro strumenti viene considerata “incidentale“.

Dopotutto, il confine tra un “compagno AI” e uno “strumento di ricerca” con cui qualcuno capita di parlare 24 ore su 24 è piuttosto sottile e abbiamo già visto come i suddetti strumenti sebbene puntino a essere usati per la ricerca siano finiti per essere utilizzati anche come compagni AI portando serie conseguenze alla salute mentale delle persone che li hanno utilizzati per questi scopi.

Ebbene, la Norvegia si conferma dunque uno dei paesi più illuminati per quel che concerne la salute mentali di bambini e ragazzi; staremo a vedere se anche gli Stati Uniti, il Paese che, di fatti, esporta queste tecnologie, riusciranno ad allinearsi a misure del genere.