Athom ha annunciato in queste ore l’integrazione nativa di Homey all’interno di ChatGPT. In pratica, chi dispone di una configurazione domotica basata sulla piattaforma della società olandese, può ora collegare il proprio account a uno dei chatbot più diffusi, con un singolo click. In questo moto potrà gestire la casa intelligente descrivendo cosa vuole ottenere, senza complesse configurazioni manuali e senza impostare manualmente server e parametri.

A inizio anno Athom aveva introdotto Homey MCP Server basandolo su Model Context Protocol, lo standard aperto che permette agli assistenti IA di dialogare con servizi esterni. Era stato un passo particolarmente importante per gli utenti più smaliziati, ma per collegare la propria smart home a un sistema di intelligenza artificiale richiedeva diversi passaggi non sempre immediati.

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Cosa è possibile fare concretamente

L’integrazione sfrutta proprio Homey MCP Server ampliandone però le potenzialità. In precedenza era possibile controllare lo stato dei dispositivi, accenderli e spegnerli, avviare Flow e Advanced Flow o impostare i Mood, gli scenari personalizzati legati all’illuminazione. Ora ChatGPT è in grado di fare molto di più. Può rinominare i dispositivi, spostarli da una zona all’altra della casa, creare e aggiornare i Flow o gli Advanced Flow, le automazioni più complesse proposte dalla piattaforma.

Il vantaggio pratico più interessante riguarda proprio le automazioni. Invece di dover cercare tra tutte le card disponibili, potete semplicemente descrivere con parole vostre cosa volete automatizzare, lasciando che sia il chatbot a trasformarlo in una automazione perfettamente funzionante. L’idea di fondo è quella di usare le capacità di ragionamento dell’IA per strutturare la casa intelligente nel modo preciso in cui volete che funzioni, senza che sia necessario conoscere la logica di ciascun blocco interessato. Per chiunque abbia passato una mezz’ora a cercare la card giusta nel menù di Homey, è un cambiamento decisamente importante.

Chi utilizza la piattaforma sa che gli Advanced Flow rappresentano il vero punto di forza di Homey, visto che permettono di creare catene di automazioni particolarmente articolate con condizioni multiple. Poterle creare e modificare semplicemente descrivendole a voce, abbassa drasticamente la barriera di ingresso, rendendo accessibili anche ai meno esperti le funzioni che prima richiedevano una certa dimestichezza tecnica.

Compatibilità, alternative e contesto

L’integrazione di Homey in ChatGPT funziona con tutte le varianti della piattaforma: Homey Cloud, la versione in abbonamento che non richiede un hub, Homey Pro (qui trovate la nostra recensione), il modello compatto Homey Pro Muni e le configurazioni Homey Self-Hosted Server per chi preferisce ospitare tutto sul proprio hardware. La copertura è quindi totale, indipendentemente da come avete costruito il vostro sistema.

Un dettaglio molto apprezzabile, che riflette l’approccio aperto di Athom, riguarda la libertà di scelta dell’assistente. Chi preferisce Claude o altri sistemi IA può continuare a utilizzare Homey MCP Server, ottenendo le stesse identiche possibilità offerte dall’integrazione con ChatGPT. E chi aveva collegato in questo modo Homey e ChatGPT non deve cambiare nulla. Un modo intelligente per introdurre una semplificazione senza per questo penalizzare chi aveva investito il proprio tempo nella configurazione manuale.

L’annuncio della nuova integrazione con ChatGPT chiude un paio di settimane particolarmente intense per la piattaforma. Il mese scorso Athom aveva rilasciato le app Homey dedicate per Android TV e webOS di LG, permettendo di trasformare il televisore in una dashboard per la smart home con la semplice scansione di un codice QR. Il ritmo di sviluppo è decisamente sostenuto, e la direzione intrapresa sembra molto chiara: rendere Homey accessibile da ogni schermo possibile, dal telefono alla TV, fino alla conversazione con un sistema di intelligenza artificiale.

Vale la pena ricordare che questo arriva in un periodo in cui Athom ha anche annunciato un aumento dei prezzi su Homey Pro e Pro Mini, una decisione che ha fatto discutere parte della community. In questo contesto, l’aggiunta di funzionalità a valore come l’integrazione nativa con ChatGPT può essere letta anche come un modo per giustificare il posizionamento premium della piattaforma. Resta il fatto che, sul piano puramente funzionale, gestire automazioni complesse descrivendole a parole è esattamente il tipo di applicazione concreta e utile dell’IA che la smart home aspettava da tempo, lontana dagli annunci roboanti e vicina ai problemi reali di chi queste case le configura davvero.