Mentre il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America è impegnato in una causa con Antrhopic, che si era rifiutata di rimuovere dai propri contratti i limiti all’uso dell’AI per la sorveglianza di massa e per le armi autonome, ha trovato un accordo con Google per l’accesso illimitato all’intelligenza artificiale. Un accordo che segue quello con OpenAI e per il quale il colosso di Mountain View concede accesso ai suoi modelli di intelligenza artificiale per qualsiasi scopo governativo lecito.
I termini dell’accordo
I dettagli completi del contratto non sono pubblici, ma secondo una fonte anonima interna a Google, le due parti avrebbero concordato che la tecnologia AI dell’azienda non dovrebbe essere impiegata per la sorveglianza di massa né per le armi autonome prive di adeguata supervisione umana. Va anche detto che il contratto non dà a Google alcun diritto di controllo o di veto sulle decisioni del governo. Questo vuol dire che il rispetto di questi principi è affidato alla buona fede del Pentagono.
Un portavoce di Google ha dichiarato che l’azienda si limita a offrire al Pentagono lo stesso accesso alle API dei modelli commerciali che offrirebbe a qualsiasi altro cliente, con le stesse pratiche e condizioni standard, e che questo rappresenta a suo giudizio un approccio responsabile al sostegno della sicurezza nazionale.
Com’era prevedibile, visto il contesto nel quale arriva, l’accordo non è stato accolto senza critiche, anche interne. Quasi seicento dipendenti di Google hanno firmato una lettera aperta indirizzata al CEO Sundar Pichai per chiedere all’azienda di non stringere questo tipo di intese con il Pentagono, esprimendo il timore che la tecnologia possa essere impiegata in modi disumani o gravemente dannosi. Nella lettera si legge che vite umane vengono già perse e che le libertà civili sono a rischio a causa degli usi impropri della tecnologia che i firmatari stanno contribuendo a costruire. I dipendenti hanno anche sottolineato che i sistemi di intelligenza artificiale possono commettere errori e c’è il rischio di concentrare il potere nelle mani di pochi.
Un mercato sempre più affollato
Con questo accordo, Google si affianca a OpenAI e a xAI di Elon Musk, che hanno entrambi siglato contratti classificati con il governo americano. Il confronto con la vicenda Anthropic rimane però il punto di riferimento per comprendere la portata di queste decisioni. Anthropic si era rifiutata di accettare due clausole fondamentali richieste dal Pentagono con le conseguenze che ben conosciamo. La differenza di approccio adottata da OpenAI e Google è significativa. Anthropic ha scelto di mantenere vincoli contrattuali espliciti, mentre Google, OpenAI e xAI hanno scelto di siglare accordi che garantiscono accesso ampio ai modelli AI, ma con garanzie che restano affidate alla discrezionalità governativa.
Due scelte diverse che sarà interessante vedere quali effetti produrranno, anche nella percezione mediatica della vicenda. OpenAI è stato per questo oggetto di numerose critiche con molti utenti che hanno deciso di cancellare l’abbonamento a ChatGPT proprio per l’accordo con il Pentagono. Accadrà lo stesso per Google? Anche dalla reazione mediatica e da come questo accordo verrà raccontato è possibile comprendere, anche solo in parte, gli equilibri che al momento governano il mercato dell’intelligenza artificiale.
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