Il settore della salute è uno di quelli maggiormente oggetto di attenzioni da parte delle big tech. Da anni questo interesse si manifesta con dispositivi (specialmente quelli wearable) e tecnologie in grado di monitorare e migliorare diversi parametri sul benessere psicofisico individuale. Dall’avvento dell’intelligenza artificiale questo settore sta conoscendo una nuova, rapida, evoluzione con OpenAI tra i grandi protagonisti. Dopo aver previsto tutele per la salute mentale di chi utilizza il proprio chatbot e l’introduzione di ChatGPT Salute, lo spazio dove collegare le cartelle cliniche, caricare referti e integrarsi con diverse app dedicate al benessere, ora OpenAI ha annunciato il lancio di ChatGPT for Clinicians. È una versione di ChatGPT progettata specificamente per supportare medici, infermieri specializzati, farmacisti e altri professionisti sanitari nello svolgimento delle loro attività quotidiane.

Come funziona ChatGPT for Clinicians

ChatGPT for Clinicians Trusted_medical_search

La prima novità evidente è che, anche per rispondere ai timori crescenti in materia, questo strumento è rivolto ai professionisti della salute e non ai pazienti. L’idea che l’AI possa sostituire il parere medico è con ChatGPT for Clinicians smentita. La nuova piattaforma, infatti, mette a disposizione dei vari professionisti l’accesso ai modelli AI più avanzati (a partire da GPT-5.4) e ottimizzati per i casi d’uso in ambito healthcare.

Tra le funzionalità principali c’è una ricerca clinica da fonti attendibili, che fornisce risposte in tempo reale corredate da citazioni tratte da milioni di fonti mediche peer-reviewed. È disponibile anche uno strumento di ricerca approfondita nella letteratura scientifica, che consente di delegare alla piattaforma la revisione di articoli e la produzione di report ben documentati.

Sul fronte della pratica quotidiana, ChatGPT for Clinicians introduce la possibilità di costruire sequenze di azioni riutilizzabili per i flussi di lavoro più ricorrenti, come la stesura di richieste di consulenze specialistiche, la preparazione di richieste di autorizzazione preventiva o la produzione di istruzioni per i pazienti. Una delle novità più originali riguarda però la formazione continua con le revisioni bibliografiche condotte attraverso la piattaforma che possono essere conteggiate automaticamente come crediti ECM (la formazione continua in medicina obbligatoria per i professionisti sanitari), senza dover seguire corsi separati.

Dal punto di vista della riservatezza, le conversazioni non vengono utilizzate per addestrare i modelli di OpenAI, ed è disponibile anche il supporto alla conformità HIPAA (la normativa statunitense sulla privacy dei dati sanitari dei pazienti) tramite accordo specifico per i casi in cui siano necessari dati clinici dei pazienti.

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Un benchmark apposito per misurare le prestazioni

HealthBench Professional Overall Score

Parallelamente al lancio di ChatGPT for Clinicians, OpenAI ha presentato HealthBench Professional, un nuovo benchmark dedicato proprio alle attività di chat clinica. È articolato in tre aree principali: consulenza clinica, scrittura e documentazione, ricerca medica. Il benchmark è basato su conversazioni redatte da medici ed è strutturato per misurare le prestazioni dei sistemi AI nei compiti più comuni dei professionisti sanitari. OpenAI riferisce che, prima del rilascio, medici consulenti hanno testato quasi 7.000 conversazioni reali nelle tre aree considerate, valutando il 99,6% delle risposte come sicure e accurate. I risultati di HealthBench Professional indicano che GPT-5.4 nell’ambiente ChatGPT for Clinicians supera gli altri modelli testati, tra cui GPT-5.4 base, Claude Opus 4.7, Gemini 3.1 Pro e Grok 4.20, oltre alle risposte prodotte da medici in carne e ossa a cui era concesso tempo illimitato e accesso al web.

Uno strumento di supporto

OpenAI sottolinea che ChatGPT for Clinicians è concepito come strumento di supporto e non come sostituto del giudizio medico. La versione gratuita è attualmente disponibile per medici, infermieri, assistenti medici e farmacisti verificati negli Stati Uniti. L’azienda ha annunciato l’intenzione di estendere l’accesso ad altri Paesi nei prossimi mesi, avviando una sperimentazione con la rete Better Evidence Network.

L’utilizzo dell’AI in ambito medico è sempre più diffuso, non solo dai pazienti interessati a valutare i referti medici. Secondo un sondaggio del 2026 dell’American Medical Association citato da OpenAI, il 72% dei medici statunitensi dichiara di utilizzare l’AI nella pratica clinica, rispetto al 48% dell’anno precedente. Milioni di professionisti sanitari nel mondo usano già ChatGPT (o altri strumenti similari) ed è quindi una realtà che più che arginata va regolamentata e supportata. Per fare in modo che l’intelligenza artificiale possa migliorare e semplificare il lavoro dei professionisti della salute con l’obiettivo di garantire un servizio migliore e più veloce a tutti i pazienti.