Il degrado della batteria è da sempre uno dei talloni d’Achille dei wearable compatti, e Oura sembra intenzionata ad affrontare la questione di petto.

Un brevetto appena pubblicato, datato 7 aprile, descrive infatti un anello smart con una sezione batteria rimovibile, un approccio che, se dovesse arrivare sul mercato, potrebbe cambiare le carte in tavola per chi è stanco di dover sostituire l’intero dispositivo dopo un paio d’anni di utilizzo.

Ricorderete che alcuni utenti Oura hanno segnalato un calo evidente dell’autonomia dopo uno o due anni, con dispositivi che un tempo duravano diversi giorni e che ora richiedono una ricarica quotidiana. Un problema tutt’altro che secondario per un dispositivo premium progettato per essere indossato continuamente, e che evidentemente non è sfuggito agli ingegneri dell’azienda finlandese.

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Oura studia un anello diviso in due sezioni

Come potete notare dalle immagini presenti nel brevetto statunitense, esso descrive un anello indossabile composto da due sezioni principali: la porzione interna, che ospita il sistema di sensori e l’elettronica di base, e la parte esterna curva, che include l’alloggiamento della batteria. Il punto cruciale, badate bene, è che secondo quanto riportato nel documento la batteria è rimovibile e può essere configurata in modo che l’utente possa rimuoverla e reinserirla senza compromettere la funzionalità del dispositivo.

Il brevetto entra nel dettaglio di come questo meccanismo potrebbe funzionare nella pratica, descrivendo contatti elettrici tra la sezione batteria rimovibile e il corpo principale dell’anello. Oura sembra inoltre star esplorando diversi approcci per fissare la sezione batteria in posizione: il documento fa riferimento a elementi di ritenzione, socket e strutture di accoppiamento, il che suggerisce che l’azienda stia valutando più di una soluzione hardware per collegare e rimuovere il modulo batteria.

La sezione esterna stessa viene descritta come composta da due sotto-porzioni, in pratica un guscio curvo in due pezzi che si adatta attorno al corpo principale dell’anello formando l’alloggiamento rimovibile della batteria.

Una soluzione pratica a un problema reale

Si tratterebbe di uno sviluppo decisamente utile per la categoria degli anelli smart. Invece di sostituire l’intero anello quando le prestazioni della batteria iniziano a calare, gli utenti potrebbero aver bisogno soltanto di un nuovo modulo di alimentazione, rendendo anche più semplici le riparazioni e le sostituzioni in garanzia.

Sia chiaro, come sempre accade con i brevetti, non c’è alcuna garanzia che questa soluzione arrivi mai in un prodotto commerciale. Ma l’idea è interessante proprio perché affronta un problema molto concreto per i wearable compatti, e nelle prossime settimane o mesi ne sapremo probabilmente di più sulle intenzioni di Oura.