A pochi mesi dal lancio e dopo un debutto che aveva attirato enorme attenzione, soprattutto tra appassionati e addetti ai lavori, arriva una notizia che segna un cambio di rotta piuttosto netto per OpenAI: l’azienda ha deciso di chiudere Sora, la sua app dedicata alla generazione video tramite l’intelligenza artificiale. Una scelta che, come vedremo, non riguarda solo il prodotto in sé, ma si inserisce in una strategia più ampia e che ha già avuto conseguenze importanti, tra cui la fine dell’accordo con Disney.
Indice:
OpenAI chiude Sora: cosa sta succedendo
Con un messaggio ufficiale piuttosto diretto, OpenAI ha annunciato la fine dell’esperienza di Sora, ringraziando la community che si era creata attorno alla piattaforma e promettendo ulteriori dettagli sulle tempistiche di dismissione dell’app e delle API.
Come spesso accade in questi casi però, dietro una decisione apparentemente improvvisa si nasconde una direzione già intrapresa da tempo: OpenAI infatti non abbandonerà completamente il settore dei video generati tramite IA (che resteranno integrati, almeno in parte, in altri servizi come ChatGPT), ma ha scelto di chiudere l’app standalone per concentrarsi su ambiti ritenuti più strategici.
Tra questi troviamo ovviamente le soluzioni per professionisti e aziende, un segmento che la società sta puntando con sempre maggiore decisione, anche alla luce della crescente competizione (basti pensare ai modelli avanzati di Google).
Entrando più nel dettaglio, le motivazioni sembrano essere molteplici. Da un lato c’è il tema dei costi computazionali, la generazione video richiede risorse enormi, e OpenAI ha dichiarato di voler concentrare gli sforzi di ricerca su tecnologie più legate alla simulazione del mondo reale e alla robotica.
Dall’altro lato, i numeri dell’app non sembrano aver convinto fino in fondo: dopo un boom iniziale (con tanto di posizionamento ai vertici dell’App Store statunitense) l’interesse per Sora sarebbe calato rapidamente, con una diminuzione significativa sia dei download sia della spesa degli utenti già nei primi mesi del 2026 (tanto per fare un esempio, a dicembre si sarebbe registrato un -32% nei nuovi download rispetto al mese precedente). Insomma, una combinazione di fattori tecnici, economici e strategici che ha portato a una decisione piuttosto drastica.
Salta anche l’accordo con Disney
Uno degli effetti più rilevanti di questa scelta riguarda senza dubbio il rapporto con Disney, che negli scorsi mesi aveva siglato un accordo con OpenAI dal valore potenziale di circa 1 miliardo di dollari.
L’intesa prevedeva, tra le altre cose, la possibilità di utilizzare alcuni dei celebri personaggi della casa di produzione all’interno di Sora, con l’obbiettivo (neanche troppo velato) di integrare queste tecnologie anche su piattaforme come Disney+.
Con la chiusura dell’app però, tutto questo viene meno, secondo quanto riportato Disney avrebbe deciso di ritirarsi dall’accordo, rinunciando all’investimento e lasciando OpenAI senza uno dei partner più importanti in ambito media.
Nonostante ciò, la stessa Disney ha mantenuto toni piuttosto concilianti, sottolineando come continuerà a esplorare collaborazioni con altre aziende del settore IA, a patto che vengano rispettati proprietà intellettuale e diritti dei creatori.
Un settore in piena evoluzione
La chiusura di Sora apre inevitabilmente nuovi scenari anche dal punto di vista competitivo, con OpenAI che ridimensiona (almeno per ora) le proprie ambizioni nel campo delle app video standalone, altri attori potrebbero guadagnare terreno.
Tra questi spicca Google, che continua a investire nella generazione video tramite IA e che, al momento, sembra essere tra i pochi player con una presenza su larga scala (pur dovendo affrontare, come noto, alcune questioni legali legate all’utilizzo di contenuti protetti).
Quella di OpenAI è, a tutti gli effetti, una retromarcia su uno dei prodotti più chiacchierati degli ultimi mesi; Sora infatti aveva impressionato fin dal lancio per le sue capacità, ma aveva anche sollevato più di qualche dubbio per l’utilizzo di proprietà intellettuale e contenuti riconducibili a volti noti.
Col tempo, l’azienda aveva già iniziato a introdurre limiti e controlli più stringenti, segno che il terreno era tutt’altro che semplice da gestire. Ora, con la chiusura definitiva dell’app, sembra chiaro che le priorità siano cambiate.
Bisognerà attendere per scoprire quale sarà il futuro della generazione video all’interno dell’ecosistema OpenAI e, soprattutto, se vedremo nuove soluzioni integrate nei suoi prodotti principali.
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