C’è un momento in cui un’azienda smette di inseguire i grandi e inizia a sedersi al loro tavolo. Per Xiaomi, quel momento potrebbe essere arrivato all’MWC 2026 di Barcellona, dove il colosso tecnologico cinese ha tolto i veli alla Vision GT, una supercar elettrica concettuale che rappresenta molto più di un semplice esercizio di stile.

La notizia aveva già iniziato a circolare nei giorni precedenti, con foto e dettagli trapelati online prima ancora dell’annuncio ufficiale. A sgomberare il campo da ogni dubbio ci ha pensato direttamente Lei Jun, CEO di Xiaomi, che il 28 febbraio ha confermato tutto su Weibo promettendo la divulgazione delle specifiche tecniche complete per il 1° marzo, in anticipo sulla presentazione ufficiale prevista il 2 marzo. Il risultato? Un’attesa spasmodica che ha trasformato il reveal in un vero evento mediatico globale.

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Il programma Vision Gran Turismo: un club esclusivo

Per capire la portata di questa notizia, è necessario fare un passo indietro. Il programma Vision Gran Turismo è stato lanciato da Polyphony Digital nel 2013 per celebrare il ventesimo anniversario della saga videoludica. L’idea era semplice quanto ambiziosa: invitare i più grandi costruttori automobilistici del mondo a progettare una concept car senza vincoli di omologazione né limiti produttivi, un’espressione pura di design e ingegneria destinata a diventare guidabile all’interno del videogioco Gran Turismo su PlayStation.

Xiaomi Vision GT: la supercar elettrica cinese da 1900 CV 4

In 28 anni di storia, il programma ha visto sfilare nomi come Mercedes-Benz, Ferrari, Porsche e BMW. Marchi con decenni, se non secoli, di tradizione automobilistica alle spalle. Xiaomi è ora il primo produttore cinese ad entrare in questo cerchio ristretto, e il peso simbolico di questa affermazione è difficile da sottovalutare.

Un design pensato per fendere l’aria, non per compiacere

La Vision GT non delude sotto il profilo estetico. La carrozzeria è caratterizzata da una postura bassissima e aggressiva, coerente con un layout a motore centrale o a cabina centralizzata. Le portiere a forbice si aprono verso l’alto, le ruote con chiusura center-lock nascondono freni carboceramici di grandi dimensioni, e un’enorme ala posteriore in fibra di carbonio domina il retrotreno con autorità.

Il responsabile del design Xiaomi, Li Tianyuan, ha spiegato che l’obiettivo era raggiungere prestazioni aerodinamiche eccezionali senza ricorrere a componenti aggiuntivi applicati in un secondo momento: tutto ciò che si vede sulla carrozzeria fa parte di un sistema integrato, pensato fin dall’inizio per lavorare insieme. Il risultato è una silhouette che richiama i prototipi da competizione più estremi, con prese d’aria frontali multiple, una struttura a pinna di squalo sul tetto, fari a forma di T e un diffusore posteriore dal canale molto pronunciato.

L’abitacolo non è da meno: un volante a forma di farfalla, un display panoramico avvolgente e quello che Xiaomi chiama un “divano a forma di bozzolo” per il sedile del pilota completano un interno futuristico e orientato all’esperienza di guida.

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La tecnologia sotto la carrozzeria

Dal punto di vista tecnico, la Vision GT si basa sulla piattaforma 900V con inverter in carburo di silicio (SiC) sviluppata da Xiaomi con una parte significativa del suo budget R&D da 1,4 miliardi di dollari destinato al settore automotive. Si tratta della stessa architettura alla base dei modelli di serie, qui portata alle sue conseguenze estreme.

Xiaomi Vision GT: la supercar elettrica cinese da 1900 CV 10

I numeri che circolano parlano di una potenza vicina ai 1.900 CV, anche se Xiaomi non ha ancora confermato cifre definitive. Per avere un termine di paragone: la Ferrari Vision Gran Turismo produce 1.337 CV, e la Porsche Vision GT è una due posti completamente elettrica. Se i dati dichiarati venissero confermati, la Vision GT di Xiaomi si piazzerebbe tra i concept più potenti mai progettati per questo programma.

Una traiettoria di crescita che fa impressione

La Vision GT è un esercizio virtuale, certo. Ma arriva in un momento in cui Xiaomi sta dimostrando sul campo di poter fare sul serio. Nel 2025 l’azienda ha consegnato oltre 410.000 veicoli elettrici, polverizzando l’obiettivo iniziale di 300.000 unità. Per il 2026 il traguardo è fissato a 550.000 consegne, con quattro nuovi modelli in arrivo, tra cui due SUV a range extender.

La berlina SU7 ha già superato la Tesla Model 3 nelle vendite in Cina, e la variante SU7 Ultra, una versione da oltre 1.500 CV, detiene il record assoluto per un’auto elettrica di serie al Nürburgring, con un tempo di 7:04.957. Non a caso, proprio la SU7 Ultra era stata il primo veicolo cinese di produzione a fare la sua comparsa in Gran Turismo 7.

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La mossa europea

C’è però un dettaglio che rende questa presentazione ancora più significativa: Xiaomi ha scelto Barcellona, non una fiera automobilistica cinese, come palcoscenico per la Vision GT. La scelta non è casuale.

L’azienda ha già confermato che il 2027 sarà il suo “primo anno di espansione internazionale”, con l’Europa nel mirino. Un centro R&D è già operativo a Monaco di Baviera, e si parla di piani per aprire 150 negozi nel solo mercato britannico nell’arco di quattro anni. Presentarsi all’MWC, la più importante fiera tech europea, con una supercar concettuale che sfida Ferrari e Porsche sul loro terreno equivale a lanciare un messaggio preciso ai consumatori e ai regolatori del Vecchio Continente: Xiaomi non è qui per vendere smartphone economici, è qui per competere ai massimi livelli.

In poco più di 600 giorni dal lancio del suo primo veicolo, Xiaomi ha prodotto mezzo milione di auto. La Vision GT è la sua dichiarazione d’intenti per il futuro. E visti i precedenti, scommetterci contro sembra sempre meno una buona idea.