La saga dell’acquisizione più discussa dell’industria dell’intrattenimento ha preso una svolta decisiva e pare abbia raggiunto il suo epilogo. Netflix ha abbandonato l’accordo da 83 miliardi di dollari per acquisire gli studi Warner Bros., HBO e il servizio streaming HBO Max. Il motivo è che Paramount, guidata da David Ellison, è tornata alla carica con un’offerta che Warner Bros. Discovery ha definito “superiore” mettendo in cassaforte un accordo di proporzioni storiche.

Offerta

Novità! DREAME L10s Ultra Gen 3

Kit Robot Aspirapolvere e Lavapavimenti, Aspirazione da 25.000 Pa, Spazzola

455€ invece di 599€
-24%

Come siamo arrivati a questo punto

La storia inizia a dicembre 2025, quando Netflix e Warner Bros. Discovery annunciano un accordo storico. Il gigante dello streaming avrebbe acquisito gli studi cinematografici Warner Bros., la rete via cavo HBO con il suo prestigioso catalogo di serie originali, e la piattaforma HBO Max. Un’operazione da 83 miliardi che avrebbe creato un colosso dell’intrattenimento senza precedenti.

L’accordo sembrava fatto con Netflix che avrebbe messo le mani su franchise come Harry Potter, DC Comics, Game of Thrones e decenni di produzioni Warner. Per WBD, oberata dai debiti accumulati dopo la fusione tra WarnerMedia e Discovery, era un’ancora di salvezza.

L’irruzione di Paramount

Ma Paramount non è stata a guardare e la società guidata da David Ellison (figlio del fondatore di Oracle Larry Ellison), che aveva già completato la fusione con Skydance, ha lanciato un’offerta ostile per acquisire l’intera Warner Bros. Discovery, non solo alcune parti.

Da qui è partito uno scontro a colpi di rilanci con Netflix che ha sempre risposto modificando la propria offerta, convertendola in un deal tutto in contanti a gennaio per renderla più attraente. Il CEO Ted Sarandos è persino comparso davanti al Senato americano per rispondere alle preoccupazioni sulla mega-fusione e sulle implicazioni antitrust.

Paramount ha risposto con cause legali e nuove offerte. WBD si è trovata nel mezzo, corteggiata da due società agguerrite.

La decisione finale: Paramount offre 31 dollari per azione in contanti

Alla fine, WBD ha dato a Paramount un’ultima possibilità di presentare la sua “migliore e definitiva offerta”. Il risultato è stato la proposta di 31 dollari per azione, tutto in contanti, che il consiglio di amministrazione ha giudicato superiore alla proposta Netflix.

L’offerta Paramount, peraltro, include impegni significativi: coprirà la fee di terminazione regolatoria da 7 miliardi nel caso l’operazione non ottenga le approvazioni necessarie, più i 2,87 miliardi che dovrà pagare a Netflix come penale per aver fatto saltare l’accordo esistente. È prevista anche una “ticking fee” di 0,25 dollari per trimestre che maturerà dopo il 30 settembre 2026 fino alla chiusura dell’operazione.

In sintesi, si tratta di una clausola tipica delle grandi fusioni che consiste in un sovrapprezzo che Paramount pagherà agli azionisti di WBD se l’operazione non si chiuderà in fretta. Nel dettaglio, dopo il 30 settembre 2026 scatterà un costo aggiuntivo di 0,25 dollari per azione ogni trimestre, come una sorta di “interesse” sul tempo che passa finché l’acquisizione non viene finalizzata.

Le parole dei CEO di Netflix

I co-CEO di Netflix Ted Sarandos e Greg Peters hanno annunciato il ritiro con un comunicato piuttosto rammaricato ma anche realista:

“La transazione che avevamo negoziato avrebbe creato valore per gli azionisti con un percorso chiaro verso l’approvazione regolatoria. Tuttavia, siamo sempre stati disciplinati, e al prezzo richiesto per pareggiare l’ultima offerta di Paramount Skydance, l’accordo non è più finanziariamente attraente.”

Infine i due hanno aggiunto: “Questa transazione è sempre stata un ‘nice to have’ al prezzo giusto, non un ‘must have’ a qualsiasi prezzo.

Netflix sostiene che sarebbe stata un buon bacino per i brand iconici di Warner Bros. e che l’accordo avrebbe rafforzato l’industria dell’intrattenimento preservando posti di lavoro nella produzione americana. Ma non abbastanza da giustificare un rilancio.

Ebbene, in conclusione, con Netflix fuori dai giochi, la strada sembra spianata per Paramount. Ma l’operazione dovrà ancora superare lo scrutinio delle autorità antitrust, sebbene il malcontento e le perplessità stiano già iniziando a serpeggiare sui social e tra gli analisti di settore per via di un’industria dell’intrattenimento sempre più concentrata nelle mani di pochi; proprio per via di questa situazione le approvazioni non sono scontate.