La ricerca del perfetto equilibrio tra dimensioni microscopiche e qualità acustica è da sempre il “Sacro Graal” per i produttori di elettronica di consumo. In un mercato ormai saturo di diffusori di ogni forma e prezzo, riuscire a distinguersi non è un’impresa semplice, specialmente quando si decide di competere nel segmento ultra-portatile.
Eppure Tribit ha dimostrato negli anni di saper interpretare meglio di chiunque altro le esigenze di un pubblico che non vuole rinunciare alla fedeltà sonora, pur necessitando di un oggetto che possa sparire in una tasca. Con PocketGo l’azienda lancia una sfida diretta ai giganti del settore, proponendo un dispositivo che fa della solidità e della versatilità i suoi pilastri fondamentali. Non si tratta solo di un altoparlante da battaglia per scampagnate, ma di un tassello modulare di un sistema audio che può sorprendere anche in contesti più stanziali e professionali.
Indice:
Design e materiali: la sostanza oltre la forma
Appena si prende in mano lo speaker Tribit PocketGo, la prima sensazione è quella di una densità inaspettata. Nonostante il peso contenuto, necessario per non gravare su zaini o cinture, la struttura trasmette una percezione di estrema robustezza. Tribit ha scelto di rivestire intero corpo del dispositivo con una finitura in tessuto decisamente ben realizzato.
Sulla parte frontale, in gomma morbida, è presente il logo, mentre la parte superiore e quella inferiore sono in gomma. Se la parte inferiore funge principalmente da piedistallo, quella superiore ospita cinque tasti per regolare il volume, avviare o arrestare la riproduzione, accendere lo speaker e avviare il pairing Bluetooth.
Nella parte posteriore troviamo quattro piedini in gomma, per una maggiore stabilità quando appoggiate lo speaker su una qualsiasi superficie, che sia la scrivania o un sasso in montagna. Anche la qualità audio ne trae beneficio, avendo una superficie maggiore da usare come cassa di risonanza.
Sul fianco, protetta da un tappo in silicone a tenuta stagna, troviamo la porta USB-C per la ricarica. Questa protezione è fondamentale, dato che PocketGo vanta una certificazione di impermeabilità che lo rende immune a schizzi, pioggia e persino a brevi immersioni accidentali. Il design è completato da un laccetto ultra-resistente già fissato al telaio, ideale per assicurare lo speaker a un moschettone o al manubrio di una bicicletta.
Non sono presenti altri ingressi se non uno slot microSD, per poter ascoltare la musica senza dover collegare lo speaker a una fonte sonora.
Prestazioni sonore: ingegneria acustica in miniatura
Analizzare la resa sonora di Tribit PocketGo richiede un cambio di prospettiva rispetto ai classici diffusori da scaffale. Qui lo spazio a disposizione per il movimento dell’aria è pochissimo, eppure Tribit è riuscita a compiere un piccolo miracolo di micro-ingegneria. Il driver a lunga escursione è supportato da un radiatore passivo che lavora in sinergia per dare corpo alle frequenze basse, che solitamente sono le prime a sparire in prodotti così compatti. Ovviamente la qualità non raggiunge quella di un sub-woofer, ma viste le dimensioni è comunque di ottima qualità.
L’ascolto di tracce vocali o podcast mette in luce la pulizia dei medi: le voci sono naturali, prive di quell’effetto inscatolato che affligge molti micro-speaker. Le frequenze alte sono brillanti e ben estese, contribuendo a dare una sensazione di ariosità al suono. Quando si passa a generi più ritmati, come il funk o l’elettronica, si nota come PocketGo cerchi di mantenere un equilibrio timbrico costante. Invece di pompare artificialmente i bassi creando distorsione, il processore di segnale digitale (DSP) interno modula la risposta per offrire un suono asciutto, preciso e sorprendentemente dinamico. Anche al 90% del volume, il telaio rimane sordo alle vibrazioni parassite, permettendo alla musica di scorrere fluida e senza fastidiosi gracchiamenti metallici.
La prova del nove: uso in stereo su Mac
Il vero punto di svolta nell’esperienza d’uso di PocketGo arriva quando se ne utilizzano due contemporaneamente. Abbiamo avuto modo di testare una coppia di questi diffusori per alcune settimane, integrandoli stabilmente nella nostra postazione di lavoro principale basata su Mac. La procedura di accoppiamento per la modalità True Wireless Stereo (TWS) è immediata: una volta sincronizzati tra loro, i due speaker diventano un unico sistema stereofonico riconosciuto da macOS senza bisogno di driver aggiuntivi.
Posizionando i due PocketGo ai lati del monitor di Mac, l’effetto è stato dirompente. La separazione dei canali è netta e permette di percepire una scena sonora che si estende ben oltre i limiti fisici dei piccoli dispositivi. Durante la visione di video su YouTube o sessioni di ascolto su Spotify, la spazialità acquisita ha trasformato completamente la percezione della qualità audio. Se un singolo diffusore è un ottimo compagno di viaggio, la coppia diventa un sistema desktop minimalista di alto livello.








Su Mac, abbiamo apprezzato la totale assenza di latenza tra audio e video, un fattore critico quando si guarda un film o si effettua un rapido montaggio video. La stabilità del segnale Bluetooth mantenuta da Tribit è encomiabile: durante le tre settimane di test intensivo, non abbiamo mai riscontrato micro-interruzioni o sfasamenti tra il canale destro e quello sinistro.
Per chi possiede Mac, ma anche un qualsiasi altro computer, e cerca una soluzione audio che occupi pochissimo spazio sulla scrivania, ma che sia pronta a essere infilata nello zaino per un weekend, la configurazione stereo di Tribit PocketGo rappresenta una scelta intelligente e vincente. È incredibile come due oggetti così piccoli possano riempire una stanza con un fronte sonoro così ampio e convincente.
Autonomia e connettività intelligente
Nonostante la configurazione a due canali possa far pensare a un consumo energetico maggiore, PocketGo si difende egregiamente. La batteria interna garantisce una riproduzione che sfiora le 12 ore con una singola carica, un valore che permette di affrontare tranquillamente un’intera giornata lavorativa o una lunga escursione senza preoccupazioni. La ricarica via USB-C è rapida, permettendo di tornare operativi in circa due ore.
La connettività Bluetooth 5.3 assicura un ricarico rapido e una gestione intelligente del risparmio energetico. PocketGo supporta inoltre la connessione multipoint, permettendo di passare rapidamente dall’audio di Mac a una chiamata in arrivo su smartphone senza dover ripetere la procedura di pairing. Per i più esigenti, Tribit mette a disposizione un’applicazione dedicata che permette di personalizzare la curva di equalizzazione. Attraverso l’app abbiamo potuto affinare ulteriormente la resa in modalità stereo, adattandola alle caratteristiche acustiche della nostra stanza e ottenendo un suono ancora più bilanciato.
Esperienza quotidiana e versatilità
Nell’uso di tutti i giorni, PocketGo si dimostra un prodotto estremamente concreto. Lo abbiamo portato in borsa, lo abbiamo usato sotto la doccia e lo abbiamo tenuto fisso sulla scrivania accanto a Mac. In ogni situazione, la risposta è stata costante. La facilità con cui si può passare da una modalità d’uso solitaria a una configurazione stereo professionale è il vero valore aggiunto che giustifica l’acquisto di una coppia di unità.
La gestione delle chiamate è un altro punto a favore: il microfono integrato cattura la voce in modo chiaro, eliminando parte del rumore ambientale. Durante le videoconferenze su Mac, i nostri interlocutori hanno confermato di sentirci bene, segno che Tribit non ha trascurato la componente comunicativa. Anche la resistenza ai liquidi è stata messa alla prova e PocketGo ne è uscito indenne, confermando la bontà delle guarnizioni e dei materiali scelti.
Conclusioni
Tribit PocketGo non è semplicemente l’ennesimo speaker Bluetooth economico, ma un prodotto maturo che dimostra quanto la tecnologia audio portatile abbia fatto passi da gigante. Se preso singolarmente, è un eccellente compagno per la vita all’aria aperta, robusto e affidabile. Tuttavia, è nella configurazione stereo che esprime il suo massimo potenziale: l’esperienza d’uso prolungata su Mac ci ha mostrato un lato inedito di questo dispositivo, capace di offrire una fedeltà e una spazialità che non credevamo possibili per queste dimensioni.
Per chi cerca un sistema audio versatile, capace di trasformarsi da fedele compagno di viaggio a postazione desktop elegante e funzionale, PocketGo è una scelta praticamente obbligata. Tribit ha saputo ascoltare il mercato, eliminando il superfluo e concentrandosi su ciò che conta davvero: suono, resistenza e facilità d’uso.
Pro:
- facile da trasportare
- buoni materiali
- modalità stereo
Contro:
- ingressi limitati
- laccetto non rimovibile
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