Luigi Di Maio

Le parole che il neo ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio ha pronunciato relativamente alla fine della TV tradizionale, mettendo fra l’altro in guardia sia la Rai che Mediaset di un futuro legato strettamente ai servizi di streaming in stile Netflix, sono state abbastanza forti.

Luigi Di Maio ha riportato l’avvertenza citando un rapporto di Morgan Stanley, secondo cui lo SVOD (Subscription Video On Demand) raggiungerà in Italia il 20% di penetrazione in 5 anni mentre la televisione tradizionale, legata al palinsesto lineare, dovrà subire un calo degli utili del 40%.

Siamo dunque di fronte a un cambiamento epocale nella maniera in cui gli italiani usufruiscono di contenuti multimediali, dove lo sviluppo del 4G e del 5G, così come della fibra ottica cablata in tutti i comuni, faranno da infrastruttura perfetta per la caduta della TV lineare.

Se la prossima Netflix sarà italiana dipende dagli investimenti che facciamo oggi“, sostiene Di Maio, che poi aggiunge, “Penso a dare un’opportunità alle giovani imprese che si occupano della creazione di nuovi format e di contenuti multimediali, a quelle che realizzano applicazioni in questo settore, a quelle che inventano da zero nuove tecnologie. In definitiva a stimolare creatività e competenze tecnologiche in questi ambiti“.

Luigi Di Maio continua lanciando una frecciatina ai due grandi competitor della TV italiana in chiaro: “Su questo devono interrogarsi anche le grandi aziende culturali del Paese, in primis Rai e Mediaset. Per loro sarà fondamentale riuscire a rinnovarsi con nuove persone e nuove idee, pensando a nuovi prodotti e inserendosi in una logica completamente diversa da quella seguita fino ad oggi. In particolare in Rai deve iniziare a trionfare il merito e a entrare aria nuova“.

Un cambiamento del genere lo ha visto in anticipo anche Sky, tanto da aver dapprima trovato un’intesa con Netflix per far arrivare i contenuti del colosso americano sulla piattaforma Sky Q e poi iniziato a offrire i propri contenuti anche attraverso un abbonamento via fibra ottica (sempre attraverso il decoder Sky Q).