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A distanza di qualche mese dall’avvio di una causa da parte di Sonos nei confronti di Google per la violazione di brevetti, arriva la “risposta” del colosso di Mountain View, secondo cui l’azienda “avversaria” starebbe violando 5 suoi brevetti.

Si tratterebbe, in particolare, di brevetti relativi a tecnologia mesh, sistema di cancellazione del rumore, DRM, notifiche dei contenuti e ricerca personalizzata.

Google decide di fare causa a Sonos

Tra gli obiettivi perseguiti dal colosso di Mountain View con questa sua causa vi sarebbero non solo la volontà di contrastare Sonos ma anche quella di dimostrare di essere stato danneggiato dopo il supporto fornito per sviluppare i prodotti dell’azienda rivale.

Il team di Google ci tiene a fare presente che il colosso di Mountain View raramente porta in tribunale altre società per violazione di brevetti ma in questo caso “deve far valere i propri diritti di proprietà intellettuale”, soprattutto dopo gli sforzi per consentire e migliorare l’integrazione di Google Assistant nei vari prodotti Sonos.

Patrick Spence, CEO di Sonos, nel commentare la notizia non ha nascosto il proprio rammarico per il comportamento di Google che, invece di entrare nel merito della causa in corso ed eventualmente pagare quanto dovuto, ha scelto di sfruttare la sua forza per “vendicarsi” con un’altra controversia.

La palla ora passa ai giudici.