Il governo statunitense stringe ulteriormente le maglie attorno a DeepSeek, l’azienda cinese di intelligenza artificiale che negli ultimi mesi ha attirato l’attenzione del settore grazie ai suoi modelli capaci di competere con soluzioni come ChatGPT e Gemini. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS) ha infatti emesso un’ordinanza che impone alle agenzie federali civili di interrompere l’utilizzo dei prodotti dell’azienda e di rimuovere quelli eventualmente già presenti nei rispettivi sistemi informatici.

Alla base della decisione ci sono preoccupazioni legate alla sicurezza informatica e alla possibile gestione delle informazioni sensibili appartenenti al personale e ai fornitori del governo americano. La misura arriva, tra l’altro, a pochi giorni dal rilascio di un nuovo modello di DeepSeek, riaccendendo l’attenzione sui rapporti tra Washington e le aziende tecnologiche cinesi.

Segui TuttoTech.net su Google Discover

Pubblicità-38%HONOR MAGIC V6, 16+512GB
Amazon
1.424,19€2.299,90€

Il DHS teme il trasferimento di dati sensibili verso la Cina e vieta DeepSeek

Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha formalizzato la propria posizione attraverso un avviso pubblicato sul Federal Register, il registro ufficiale delle comunicazioni e degli atti del governo federale statunitense. Nel documento, il DHS evidenzia i potenziali rischi associati all’utilizzo di DeepSeek, facendo riferimento alla possibilità che dati sensibili relativi a dipendenti e fornitori del governo americano possano essere trasferiti al governo cinese.

L’ordinanza riguarda le agenzia federali civili, tra cui l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) e la Commissione Federale per le Comunicazioni (FCC). Queste amministrazioni dovranno escludere i prodotti DeepSeek dai propri ambienti informatici, provvedendo anche alla rimozione delle soluzioni già installate o utilizzate.

Il provvedimento non si limita, tuttavia, alle preoccupazioni legate alla gestione dei dati. Nella comunicazione, il DHS avverte anche che i modelli dell’azienda potrebbero contenere malware o altre vulnerabilità di sicurezza, elementi che, secondo il Dipartimento, potrebbero rappresentare un rischio per i sistemi governativi.

L’ordinanza introduce inoltre un’ulteriore restrizione: DeepSeek non potrà partecipare agli appalti del governo federale statunitense. Si tratta di una misura che interessa sia l’utilizzo delle sue tecnologie all’interno delle amministrazioni civili, sia la possibilità per l’azienda di instaurare rapporti contrattuali con il governo.

La tempistica della decisione è particolarmente significativa, il provvedimento del DHS arriva infatti a pochi giorni dal rilascio di V4.1-Flash-1017, l’ultimo modello presentato da DeepSeek e descritto dall’azienda come più intelligente, veloce ed efficiente rispetto alle soluzioni precedenti.

DeepSeek si è ritagliata uno spazio importante nel panorama dell’intelligenza artificiale anche grazie alla capacità di proporre modelli competitivi a costi contenuti, mettendosi in concorrenza con servizi come ChatGPT e Gemini; proprio la crescente rilevanza delle aziende cinesi nel settore dell’IA contribuisce a rendere più delicato il rapporto con le istituzioni statunitensi, soprattutto quando entrano in gioco questioni di sicurezza nazionale e protezione dei dati.

Ovviamente, la decisione appena annunciata non rappresenta il primo tentativo di limitare l’impiego di DeepSeek negli ambienti governativi statunitensi. Già nel 2025 infatti, due membri del congresso degli Stati Uniti avevano proposto una legge per vietare il chatbot dell’azienda sui dispositivi governativi.

Il nuovo intervento del Dipartimento per la Sicurezza Interna segna quindi un ulteriore passo verso la limitazione delle tecnologie DeepSeek nelle strutture civili federali; è importante precisare, tuttavia, che il provvedimento descritto riguarda queste agenzie e i rapporti con il governo federale: non equivale, di per sé, a un divieto generale di utilizzare DeepSeek per tutti i cittadini e le aziende statunitensi.