L’aumento dei prezzi di RAM e SSD sta iniziando a modificare anche le strategie della filiera di Apple; l’azienda avrebbe infatti aumentato le scorte di pannelli OLED destinati agli iPhone, una scelta legata proprio alla necessità di contenere l’incremento dei costi dei componenti.

Secondo quanto riportato da ETNews (via appleinsider), Apple avrebbe modificato la gestione delle proprie scorte nel corso del secondo trimestre, aumentando il periodo medio di permanenza dei pannelli OLED in magazzino da quattro a sei settimane.

L’obiettivo sarebbe quello di stabilizzare il prezzo dei componenti acquistandone quantità maggiori, sfruttando così le economie di scala e cercando di ridurre l’impatto dell’aumento dei prezzi delle materie prime. Ma cerchiamo di capirci qualcosa in più.

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Apple aumenta le scorte di pannelli OLED

Il secondo trimestre rappresenta normalmente un periodo meno intenso per la produzione degli iPhone, in attesa dell’aumento delle attività che precede il lancio della nuova generazione previsto per settembre. Quest’anno però, la situazione sarebbe differente; Apple avrebbe infatti effettuato ordini di pannelli OLED superiori al normale durante il secondo trimestre, anche in considerazione della domanda ancora sostenuta per la gamma iPhone 17.

L’aumento delle scorte comporta naturalmente maggiori costi di gestione e stoccaggio per la catena produttiva, ma consente allo stesso tempo di acquistare componenti in quantità più elevate. Per l’azienda, il vantaggio sarebbe quindi legato soprattutto alla possibilità di ottenere prezzi unitari più bassi e di limitare l’impatto dell’aumento dei costi delle materie prime.

Si tratta di un compromesso che permette al produttore di assorbire almeno parte degli aumenti invece di trasferirli direttamente sul prezzo finale degli iPhone. Sempre secondo le fonti citate da ETNews, proprio l’aumento dei prezzi delle materie prime e le forti pressioni sui costi degli altri componenti avrebbero spinto Apple a intervenire sulla gestione delle scorte.

La crisi della memoria continua a preoccupare Apple

 

Come ormai avrete intuito, i pannelli OLED rappresentano soltanto una parte del problema; l’aumento dei prezzi della memoria sta infatti creando difficoltà più ampie all’interno della filiera tecnologica. La capacità produttiva dei principali produttori di memoria per il 2027 sarebbe già in gran parte assegnata in anticipo, con diversi clienti impegnati a garantirsi le forniture necessarie per i propri prodotti.

Questo rende più complessa la gestione dei costi per aziende come Apple, che devono assicurarsi quantità sufficienti di componenti per mantenere stabile la produzione. Nelle ultime settimane sono circolate anche indiscrezioni secondo cui TSMC avrebbe accumulato circa un miliardo di dollari di chip Apple non ancora completati a causa della difficoltà nel reperire la memoria necessaria per il packaging.

Si tratta di una voce che non trova conferme solide e che viene considerata poco credibile, ma che evidenzia comunque quanto la crisi della memoria possa avere conseguenze sull’intera catena produttiva. In questo scenario, l’aumento delle scorte di pannelli OLED rappresenterebbe quindi una delle strategie con cui Apple sta cercando di limitare l’impatto dell’aumento dei costi dei componenti.

L’azienda avrebbe scelto di acquistare più pannelli e conservarli più a lungo, accettando maggiori costi di stoccaggio in cambio della possibilità di ottenere prezzi più favorevoli e rendere più prevedibile la produzione degli iPhone.

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