Franz von Holzhausen, capo del design di Tesla, ha dichiarato che il nuovo Roadster arriverà “molto presto“. Il problema è che stiamo parlando della stessa auto svelata nel 2017 e promessa in produzione entro il 2020, la stessa di cui avevamo raccontato lo scorso agosto a proposito del misterioso pacchetto SpaceX capace, secondo Musk, di far letteralmente volare l’auto per qualche istante durante l’accelerazione. Vediamo di fare chiarezza su queste ennesima promessa.

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Un’intervista in cui Tesla ripete il solito copione

Von Holzhausen ha rilasciato questa dichiarazione durante un’ospitata a Jay Leno’s Garage, il programma automobilistico condotto dal celebre comico americano.

Interrogato più volte da Leno sui tempi di arrivo del Roadster, il designer si è limitato a ripetere la stessa formula, senza aggiungere né una data né un dettaglio tecnico. Leno, per tutta risposta, ha semplicemente ricordato quanti anni, dieci, siano ormai passati dall’annuncio originale, per far notare quanto quella frase suoni ormai vuota e prive di basi.

Il Roadster di seconda generazione, in realtà, non è mai davvero uscito dalla fase di annuncio visto che Tesla lo aveva presentato nel 2017 con l’obiettivo dichiarato di iniziare a produrlo entro il 2020, ma quella scadenza è stata rimandata più volte negli anni successivi, fino a un nuovo impegno preso a inizio 2024 per un debutto produttivo entro la fine dello stesso anno, con le prime consegne attese nei primi mesi del 2025. Anche quella promessa non si è avverata.

L’ultimo appuntamento fissato riguardava una semplice dimostrazione pubblica, non ancora la vendita vera e propria, inizialmente prevista per il primo aprile, scelta non casualmente proprio nel giorno del pesce d’aprile, tanto che lo stesso Musk aveva ammesso di aver scelto quella data pensando già a una possibile via di fuga.

Da lì l’appuntamento è slittato più volte nel corso dei mesi, fino ad arrivare ad agosto. Anche ammettendo che questa volta la promessa venga rispettata, si tratterebbe comunque solo di una dimostrazione e non dell’arrivo dell’auto sul mercato, con la produzione vera e propria che secondo le stime più recenti resterebbe collocata tra il 2027 e il 2028. Il conteggio dei rinvii, ormai, ha superato quota otto.

Il vero ostacolo pare sia tecnico

A frenare tutto, più che le scelte di marketing, ci sarebbe ancora il pacchetto di propulsori a gas freddo sviluppato insieme a SpaceX, conosciuto internamente con il nome in codice A71, un sistema che Musk promette da anni e che dovrebbe garantire prestazioni fuori scala rispetto a qualsiasi altra vettura stradale.

Tesla e SpaceX avrebbero mostrato a Musk in persona un primo prototipo funzionante solo verso la fine di aprile, ma non ancora pronto per una presentazione pubblica, motivo per cui l’evento era già stato spostato ad agosto. Siamo arrivati ad agosto, e per ora non è successo ancora nulla.

 

La proposta originale del 2017 prevedeva prestazioni fuori dal comune per l’epoca: uno scatto da 0 a 60 miglia orarie in 1,9 secondi, una velocità massima di 250 miglia orarie e un’autonomia di 620 miglia, con un prezzo di partenza di 200.000 dollari. Chi aveva prenotato la versione Founders Series aveva versato all’epoca un anticipo di 250.000 dollari, e sta ancora aspettando che quell’auto arrivi davvero nel proprio garage.

Nel frattempo, l’idea di un’auto stradale spinta da propulsori aggiuntivi non è rimasta un’esclusiva delle promesse di Tesla: lo scorso aprile Dreame, azienda nota soprattutto per i propri robot aspirapolvere, aveva presentato la Nebula Next 01 Jet Edition, una hypercar elettrica dotata di veri booster a razzo a propellente solido capaci di uno scatto da 0 a 100 in appena 0,9 secondi, riuscendo di fatto a battere sul tempo Tesla nel mostrare pubblicamente un’auto stradale assistita da tecnologia aerospaziale, pur trattandosi di soluzioni tecniche molto diverse tra loro.

Insomma, anche questa volta Tesla continua a fare promesse di cui ormai il pubblico non riesce più a fidarsi e, in attesa, del lancio ufficiale, la concorrenza cinese avanza e innova, senza proclami ma con fatti concreti.

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