Il tema degli incentivi legati alla mobilità elettrica torna al centro dell’agenda del governo, dopo che solo lo scorso anno era arrivato l’Ecobonus con sconti fino a 11.000 euro per l’acquisto di veicoli meno inquinanti.
Questa volta, però, la misura non guarda direttamente alle auto, ma alle stazioni di servizio: il Governo infatti starebbe accelerando sulla trasformazione della rete italiana dei distributori di carburante, con una misura proposta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) inserita nel Disegno di legge Concorrenza appena approvato dal Consiglio dei Ministri.
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Fino a 60.000 euro per ogni impianto riconvertito
Il provvedimento mette a disposizione 120 milioni di euro tra il 2028 e il 2030 per sostenere gli operatori che decideranno di trasformare le proprie stazioni di servizio in punti di ricarica per veicoli elettrici o in impianti dedicati alla distribuzione di biocarburanti.
La misura prevede un contributo a fondo perduto fino a 60.000 euro, pari a un massimo del 50% delle spese sostenute per la riconversione dell’impianto, un tetto che include sia i costi di smantellamento della vecchia infrastruttura sia l’installazione di colonnine di ricarica rapida con una potenza minima di 90 kW, oppure di impianti per biocarburanti.
Le risorse saranno finanziate attraverso il Fondo alimentato dai proventi delle aste delle quote di emissione di CO2, con uno stanziamento di 40 milioni di euro l’anno nel triennio 2028-2030. Per i gestori che, a seguito della trasformazione, decidessero di cessare l’attività è previsto inoltre un indennizzo aggiuntivo fino a 20.000 euro, destinato a facilitare il processo di uscita dal mercato.
Per i distributori situati nelle cosiddette aree interne, dove i servizi sono più radi e la presenza di impianti di rifornimento risulta spesso più limitata, il meccanismo previsto dalla bozza è invece meno restrittivo: non sarebbe necessario eliminare completamente benzina e diesel, ma basterebbe aggiungere almeno un’infrastruttura dedicata a un carburante alternativo, come una colonnina elettrica o un punto di erogazione per biocarburanti, per accedere al contributo.
In questo caso, però, l’incentivo massimo previsto scenderebbe a circa 30.000 euro per impianto, la metà rispetto alla conversione totale nei centri abitati.

In arrivo procedure più semplici per la riconversione
Oltre agli incentivi economici, il Ddl introduce una disciplina specifica per la dismissione degli impianti carburanti destinati alla conversione. Le nuove disposizioni semplificano gli interventi necessari per il passaggio alla nuova destinazione d’uso, prevedendo operazioni come la messa in sicurezza dell’impianto, la rimozione delle strutture fuori terra non più necessarie, lo svuotamento dei serbatoi e dei residui di carburante, e l’inertizzazione dei serbatoi interrati e delle relative tubazioni.
Va inoltre segnalato un altro cambiamento non da poco previsto dalla bozza ovvero che a partire dal 1° gennaio 2028, nessun nuovo distributore potrà essere autorizzato senza prevedere almeno un sistema di rifornimento alternativo ai carburanti tradizionali, e questo riguarderà tutti gli impianti di nuova realizzazione, non solo quelli esistenti che decideranno di riconvertirsi.
Il Disegno di legge introduce anche nuovi obblighi informativi per i gestori degli impianti. I titolari dovranno infatti comunicare chiaramente agli utenti l’eventuale disponibilità di biocarburanti in purezza, biometano per autotrazione e di altri carburanti alternativi come idrogeno ed e-fuel, contribuendo a rendere più trasparente l’offerta disponibile lungo la rete nazionale.
Pichetto: “Strumenti concreti per la decarbonizzazione”
Commentando il provvedimento, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha definito le nuove norme un tassello importante della strategia di transizione energetica.
Secondo il ministro, gli incentivi e le semplificazioni rappresentano “strumenti concreti” per accompagnare l’evoluzione di un comparto strategico, sostenendo una trasformazione del trasporto stradale che tenga conto delle diverse tecnologie disponibili, dalla mobilità elettrica ai biocarburanti.
Per il settore della ricarica elettrica, la misura potrebbe rappresentare una grande opportunità per incrementare il numero di punti di ricarica, spesso una nota dolente dell’esperienza EV, sfruttando aree già destinate ai servizi per gli automobilisti, riducendo tempi autorizzativi e valorizzando infrastrutture esistenti.
Rimane ora da seguire l’iter parlamentare del Ddl Concorrenza, che definirà il testo definitivo della norma prima dell’entrata in vigore. Vi terremo aggiornati.
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